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Quali vini comprare, oggi: ne parliamo con Santi Planeta

Questo è l’ultimo appuntamento del 2021 con Planeta. Oggi incontriamo Santi Planeta, socio fondatore e responsabile commerciale dell’azienda siciliana: il volto dell’azienda presso la clientela professionale italiana e mondiale, e naturalmente l’interlocutore principale anche per noi di xtraWine. Quindi – dopo avere discusso nei passati incontri di territori, di agricoltura, di viticoltura, di sostenibilità – vogliamo cambiare completamente registro.
Oggi parliamo di vini da acquistare, da bere e da conservare: non è forse questo il bello del nostro lavoro?

Santi Planeta vini

Se cercate un approfondimento potete leggere l’articolo “L’Etna di Planeta: viticoltura di montagna in Sicilia“.

Siamo in autunno inoltrato, le feste sono alle porte. Finita la bella stagione, cambiano le abitudini di consumo del vino, e anche quelle di acquisto. Si compra il vino per consumarlo, ma anche per regalarlo, o per un’occasione speciale. In questo periodo tutti i produttori e gli operatori osservano un deciso cambiamento di rotta. Con  tutte le possibili variabili specifiche, ci si sposta più verso i vini rossi, a scapito dei bianchi e dei rosati; incrementano naturalmente le bollicine, sinonimo di festività, e spiccano il volo anche i vini da dessert. Lasciamo per un attimo da parte il capitolo dei vini rossi; sulle bollicine e sui vini da dessert, cosa ha da dire Planeta?

Mi fa molto piacere ricevere questa domanda, perché posso parlare di due etichette che mi stanno particolarmente a cuore: il Brut Metodo Classico e il Passito di Noto D.O.C.


Quando, ormai una quindicina di anni fa, siamo arrivati sull’Etna, uno degli obbiettivi era proprio produrre un metodo classico che si avvantaggiasse del clima montano dell’Etna; abbiamo iniziato a sperimentare, e ci siamo concentrati su una versione al 100% da uve Carricante, coltivate a 850 mt s.l.m. in contrada Sciaranuova e vendemmiate in anticipo (in largo anticipo rispetto a quelle che raccogliamo per il nostro Eruzione 1614 Carricante!) per garantire freschezza e acidità. Venti mesi sulle fecce, ha le caratteristiche inconfondibili dei vini del vulcano: il Brut Metodo Classico.

Per il nostro unico vino da dessert invece ci siamo spostati in un clima del tutto diverso, opposto direi: siamo invece sul livello del mare, a Noto, in Contrada Buonivini, dove le precipitazioni sono quasi assenti (parliamo di circa 200mm all’anno); qui raccogliamo le uve di Moscato Bianco e le sottoponiamo ad appassimento in fruttaia, fino a far loro perdere circa metà del peso. Il risultato è un vino da dessert assolutamente diverso, che con la sua acidità si presta – a differenza di molti omologhi del meridione e delle isole minori – all’invecchiamento, oltre ad abbinarsi perfettamente con la pasticceria della tradizione siciliana: il Passito di Noto D.O.C..

Parlando invece di vini rossi, questo è il periodo in cui l’attenzione di sposta sui vini più importanti, quelli da bere subito oppure da conservare in cantina. Quali sono i vostri suggerimenti? Iniziamo da Menfi, che come ormai sappiamo rappresenta il cuore di Planeta.

Voglio fare una premessa: un vero e proprio mantra di Planeta è quello di proporre i vini rossi dopo un giusto affinamento in bottiglia – che varia da varietà a varietà e da annata ad annata – senza farsi guidare dal mercato o dalla fretta. Quindi tutti i nostri rossi importanti sono già pronti, fermo restando che riuscire a dar loro qualche altro anno permetterà di apprezzare l’evoluzione propria dei grandi vini.

Santi Planeta menfi

Detto questo, la scelta è piuttosto ampia, e dipende molto dalle preferenze personali.
Su Menfi la scelta è tra Burdese (Cabernet Sauvignon e Franc), Maroccoli (Syrah) e Sito dell’Ulmo (Merlot). Non voglio dilungarmi sulle caratteristiche intrinseche di questi vini (peraltro devo dire che le schede su Xtrawine sono veramente complete, avrei veramente poco da aggiungere!), voglio solo sottolineare che – insieme allo Chardonnay – sono i vini che hanno guidato sia la nostra ricerca enologica che il nostro successo presso la critica e sul mercato. Varietà sulle quali abbiamo riversato tutta la nostra esperienza di viticoltori, fin dagli anni ’80, dieci anni prima di dare il via alla nostra azienda. Sono vini che abbiamo provato dopo cinque, dieci e anche venti anni: non cessano di soprenderci. Questi vini sono e saranno la storia di Planeta.

Per quanto riguarda gli altri territori? Restringiamo la scelta ad altre tre etichette, se possibile.

Dovendo restringere la scelta, e puntare su quei vini che possono essere apprezzati ora come tra 10 anni, ecco i miei suggerimenti.
A Vittoria, il Dorilli Cerasuolo di Vittoria Classico D.O.C.G., la nostra versione classica dell’unica D.O.C.G. della Sicilia, 70% Nero d’Avola e 30% Frappato, che prende il nome dalla contrada e dalla cantina che abbiamo acquistato nel 1997 proprio per cimentarci nel Cerasuolo di Vittoria. Un vino dal profilo unico e riconoscibilissimo, la scelta di chi nella vita ha assaggiato davvero tanti vini.

A Noto, naturalmente il Santa Cecilia Noto D.O.C., 100% Nero d’Avola. Per produrre innanzi tutto questo vino, nel 1998 abbiamo acquistato la tenuta di Buonivini a Noto, dove secondo noi il Nero d’Avola di esprime al suo meglio. E devo dire che i riconoscimenti ottenuti in questi anni, in particolare i punteggi delle più importanti riviste del mondo, sembrano proprio darci ragione.

Sull’Etna, una scelta controcorrente, come lo è stata quella di piantare una varietà internazionale insieme al Nerello e al Carricante: l’Eruzione 1614 Pinot Noir. Una piccola terrazza in contrada Sciaranuova, dove l’incontro di questa fenomenale varietà con il terroir e il microclima della contrada – a 850 mt s.l.m., con sue le escursioni termiche e le precipitazioni abbondanti – ha dato vita ad un vino assolutamente peculiare, sia tra i rossi del vulcano che tra i Pinot Noir dei cinque continenti.

Abbiamo parlato di 6 vini rossi, un metodo classico e un vino da dessert. Non dobbiamo comprare nessun vino bianco? O se li compriamo, dobbiamo berli “in annata”?

Certo che dobbiamo comprarne! Del resto la nostra tavola ne avrà bisogno anche in questo periodo.
Vi suggerisco quindi tre vini che potete bere subito, ma che potrete anche “dimenticare” in cantina per cinque o dieci anni, e che anzi saranno ancora più interessanti. Lo dico con cognizione di causa, perché il mio gusto personale mi fa preferire i bianchi invecchiati. Naturalmente quelli che se lo possono permettere!
Due vini di Menfi, uno dell’Etna.

Da Menfi, Chardonnay Sicilia Menfi D.O.C. (100% Chardonnay) e Cometa Sicilia Menfi D.O.C. (100% Fiano). Per questi due vini vale quanto detto poco fa a proposito dei rossi di Menfi: rappresentano la storia di Planeta. Comprateli per berli adesso , ma prendete qualche bottiglia e “dimenticatela” in cantina per qualche anno. Poi provatela insieme a una bottiglia di annata corrente.

Santi Planeta sicilia

Dall’Etna, Eruzione 1614 Riesling; questo è il “fratello bianco” del Pinot Nero, anche qui una piccola terrazza a Sciaranuova. Per questo vino, ancor di più vale il suggerimento di conservarlo gelosamente per misurarne l’evoluzione negli anni. Lo so che non è facile, soprattutto dopo averlo provato!

Undici vini: non è una cifra tonda, non nel vino. Se volessimo aggiungere una dodicesima bottiglia e completare due casse da sei?

Giusta osservazione. Ma il mio suggerimento (forse è una deformazione professionale) è comprare undici casse, una per ciascun vino! Così potrete bere subito e “dimenticare” alcune bottiglie in cantina, come vi ho consigliato. Oltre tutto quasi tutti questi vini diventano introvabili prima della fine dell’annata di riferimento.
Però, se proprio non avete spazio in cantina, il mio suggerimento è restringere la scelta (lo so, è una cosa dolorosa) a tre o quattro vini e acquistare quattro o tre bottiglie per etichetta. Poiché così forse avrete il tempo di riordinarli prima di averli finiti!

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