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La sfida del Montepulciano: Toscana vs Abruzzo

Ogni vino ha una storia e queste storie ci aiutano ad apprezzare sempre meglio il vino che beviamo e allo stesso tempo la sua geografia, tradizioni e viticoltura. Ogni vino è un concentrato di esperienze sensoriali e cultura unico che è impossibile spiegare a parole.

Vediamo il caso più eclatante, ironico e drammatico, in cui il nome di un vino non è in grado di evocare le caratteristiche di un singolo prodotto ma creare molta confusione: il caso Montepulciano.

…Montepulciano chi?

Bene, come molti lettori già sapranno, Montepulciano identifica DUE vini molto diversi. Cominciamo a districare la matassa per chi invece fa legittimamente confusione ogni volta che si trova di fronte alla parola Montepulciano.

Un “Montepulciano” è il nome di un’uva utilizzata nella produzione di vini in tutto il mondo. Si tratta di un vitigno a bacca rossa autoctono abruzzese, l’altro “Montepulciano” invece è il nome di un affascinante borgo medievale che produce l’omonimo vino rosso in Toscana. Lo stesso nome ma due personalità che non potrebbero essere più diverse.

Montepulciano d’Abruzzo: un vitigno diventato vino regionale

Iniziamo con l’uva abruzzese. È probabilmente il più noto dei significati Montepulciani perché quest’uva rossa è una delle più coltivate in Italia e non solo. Troverete vini prodotti dalle uve Montepulciano in quasi tutte le carte dei vini d’Italia, infatti questo uvaggio si esalta in tutti i climi temperati del mondo.

In particolare cresce bene nel clima mediterraneo, e i prodotti di maggior pregio si affinano lungo la costa orientale d’Italia, in tutte le regioni bagnate dal Mar Adriatico come Marche, Molise e Puglia. Ma è in Abruzzo che il Montepulciano vinificato in purezza è diventato prodotto tipico regionale ottenendo la DOC.

Questi vini deliziosi si contraddistinguono per la facilità di beva, sono di corpo medio con tannini morbidi. Queste caratteristiche e l’ottimo rapporto qualità prezzo rendono il Montepulciano d’Abruzzo DOC il vino da tavola perfetto anche per l’ampia varietà di cibi con cui può essere abbinato, dalla pizza alla lasagna, passando per formaggi e carni di ogni tipo. I vini prodotti dal Montepulciano hanno spiccate note di frutti rossi come la prugna, ricordi di erbe aromatiche, e sono fatti per essere goduti mentre sono giovani e fruttati.

Montepulciano di Siena: terra del Vino Nobile di Montepulciano

Dopo aver percorso la costa Adriatica spostiamoci verso l’altro Montepulciano.

Il comune di Montepulciano si trova a sud-est di Siena, nella Toscana dei grandi rossi a 600 metri circa di altitudine. Particolarmente interessante è come 3 denominazioni DOC siano ospitate in questo piccolo comune di neanche 20mila abitanti e nessuna di queste abbia mai schiacciato un acino di uva Montepulciano.

I vini prodotti in questo angolo di Toscana sono fatti da un’uva completamente diversa: il Prugnolo Gentile. Questa uva è un clone del più noto vitigno Sangiovese (ingrediente che caratterizza la produzione dei Chianti e dei Brunelli di Montalcino) che cresce solo sui terreni argillosi delle colline che circondano il borgo di Montepulciano.

I vini che ne derivano sono più scuri e più complessi e vengono affinati per un minimo di due anni in botti di rovere prima del rilascio. Storicamente, questi vini erano consumati principalmente dall’aristocrazia e spesso riservati alle tavole dei re e dei papi. Per questo, la denominazione di spicco di Montepulciano ha preso il nome di Vino Nobile di Montepulciano DOCG.

Il Vino Nobile di Montepulciano a differenza del Montepulciano d’Abruzzo è un vino longevo capace di dare il meglio di sè a partire dai 10 anni. Quando sono giovani questi vini possono essere molto tannici, ma col tempo si ammorbidiscono e sviluppano grande profondità di bouquet e complessità al palato. Questi vini sono fantastici con carne arrosto e selvaggina, pasta ben condita e ossobuco.

Il confronto e gli attriti

Abbiamo presentato insomma due vini ben diversi che la storia per strane coincidenze ha riunito sotto la stessa stella: il nome Montepulciano.

Come è normale che sia questa condivisione di brand ha portato a numerosi carteggi per diversificare i disciplinari e le identità di due prodotti che non possono essere confusi. In particolare i consorzi di tutela toscani hanno insistito nel legare il proprio prodotto al nome “Vino Nobile” piuttosto che alla località di provenienza e hanno visto come un’arma a doppio taglio la scelta dei consorzi abruzzesi.

Dal 1968 infatti è depositato il disciplinare Montepulciano d’Abruzzo DOC, legando indissolubilmente un prodotto di punta della produzione regionale ad un vitigno sempre più diffuso nel mondo. Questo traguardo raggiunto da un vino secolare (e copiato in tutto il mondo) è stato celebrato anche come una sorta di vittoria nei confronti dei cugini toscani, come se il Montepulciano vero fosse quello abruzzese.

Ovviamente si è creata una schermaglia di comunicati stampa tra le parti che pensiamo rimanga parte del folklore e del campanilismo tipico che si genera dalla passione per una tradizione secolare e preziosa come quella enoica. Due tradizioni, diverse tra loro, due popoli e due culture che vi consigliamo di assaggiare al prossimo acquisto su xtraWine!

Qual è il vero Montepulciano secondo i nostri lettori?

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