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Brancaia N°2: Cabernet Sauvignon maremmano in purezza

“Il nostro Cabernet Sauvignon della Maremma? Potente ed elegante allo stesso tempo”, afferma Barbara Widmer. “Il Cabernet Sauvignon è stato piantato nei nostri vigneti sulla costa sin dal primo giorno e questa scelta si è sempre rivelata quella giusta. Il Cabernet Sauvignon può crescere in una varietà di climi, ma raggiunge una bellissima qualità in quelli più caldi. È uno degli ultimi vitigni a germogliare e maturare (in genere 1-2 settimane dopo Merlot e Cabernet Franc) e il clima della stagione di crescita influenza l’anticipo della raccolta delle uve. Nel caldo clima della costa toscana il Cabernet Sauvignon se la cava benissimo”.

Sebbene il Cabernet Sauvignon sia stato coltivato in Italia dal 1820, non aveva avuto grande fortuna e il riconoscimento degli appassionati di vino fino alla metà degli anni ’70, quando alcuni viticoltori iniziarono a unirlo al Sangiovese per creare i cosiddetti vini Super Tuscan.

E proprio in quegli anni il Cabernet Sauvignon trovò un’affinità con la Maremma.

Conosciuta come la regione più selvaggia della Toscana, fino all’inizio del XVIII secolo, gran parte di questa zona era costituita da zone paludose, spesso malariche, che vennero prosciugate piantando pini lungo la costa. Inizialmente i pini venivano utilizzati per produrre resina per l’industria siderurgica, ma in seguito divenne chiaro che questi alberi drenavano anche il terreno paludoso e, alla fine della bonifica, negli anni ‘30, la regione fu convertita all’agricoltura.

Sicuramente nessuno avrebbe potuto immaginare che l’ex palude malarica si sarebbe trasformata in una delle regioni vinicole più acclamate.

Brancaia Maremma

Quando, nel 1998, i Widmer acquistarono 82 ettari di terra in Maremma, a soli 15 chilometri dalla costa, in una zona affacciata sul mare, la figlia Barbara, che aveva già completato la sua formazione in viticoltura e stava subentrando nella gestione della tenuta, iniziò subito a piantare Cabernet Sauvignon. In tutti questi anni, sulle assolate colline della costa, questo vitigno ha sempre raggiunto una maturazione ottimale, anche senza alcuna irrigazione. E oggi, il 30% dei 40 ettari di vigneto in Maremma sono coltivati a Cabernet Sauvignon.

Il primo vino prodotto interamente con uve provenienti dai vigneti della Maremma è stato Ilatraia nel 2002 e ne abbiamo già parlato in un altro post. Ma nel 2015 Barbara decise di provare a produrre, sempre in Maremma, un vino con Cabernet Sauvignon in purezza.

Brancaia Ilatraia Vino

Il vino matura per 12 mesi in tonneaux di secondo passaggio. Di corpo medio, mostra piacevolissime note di frutta scura e tannini molto morbidi. Il perfetto connubio tra freschezza ed eleganza lo rende estremamente affascinante e con una beva immediata.

Monica Larner, Italian Editor del Wine Advocate di Robert Parker, ha assegnato alla prima annata 91+/100 e ha commentato: “Ecco una nuova espressione di Brancaia. Il Cabernet Sauvignon 2015 si apre su un frutto scuro ed esuberante. Il vino è stratificato e ricco con un tocco e una personalità contemporanei. Il profumo esprime una forte intensità, ma non supera mai i confini varietali. Mostra molta frutta nera matura e succulenta, con spezie dolci e cuoio. Ne adoro la trama. Il vino è potente, ma allo stesso tempo estremamente morbido e piacevole”.

E Antonio Galloni su Vinous è riuscito a sintetizzare perfettamente l’idea alla base di questo vino: “Grande stile, vino voluttuoso che si può gustare anche con qualche anno di invecchiamento. Questo rosso è splendido e opulento, è puro piacere”.            

Brancaia Cabernet Sauvigno N2

Dopo un paio d’anni con nomi diversi (prima, semplicemente, Cabernet Sauvignon e poi Maremma Toscana), ora il vino si chiama N°2 ed è, come denominazione, un Maremma Toscana DOC. Come suggerisce il nome, è il fratello minore del famoso Ilatraia, il suo “secondo vino”. In vigna e in cantina, il N°2 riceve lo stesso trattamento del “fratello maggiore”, è seguito dalla stessa equipe tecnica; tuttavia, l’affinamento (essenzialmente sia la durata che l’uso delle botti) è diverso. Come secondo vino, offre un’espressione della proprietà, ma con una immediatezza di consumo maggiore rispetto a Ilatraia.

N°2 mostra un’enorme potenza, un bel corpo e tannini morbidissimi, tipici dei vini della calda Maremma, dove le uve raggiungono sempre una maturazione perfetta. Accanto alla potenza, questo vino mostra anche una bella acidità che lo rende facilmente abbinabile a tanti tipi di cucina.

Ideale con salumi, formaggi piccanti e tutte le carni rosse – brasate, fritte o alla griglia, il nostro abbinamento preferito è con l’ossobuco con polenta.

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