Seppie con piselli: ricetta e abbinamento vino

Oggi xtraWine vi propone un classico della cucina italiana e internazionale, ma sempre gustoso e soprattutto sano: parliamo di seppie con piselli.

Il pisello è il frutto di una pianta erbacea annuale, cespugliosa o rampicante, di altezza compresa tra i 30 cm e il 1 metro e 30 cm, che la rende semplice da coltivare anche in un piccolo appartamento con terrazzo.

I piselli sono ricchi di magnesio, potassio, acido folico e tiamina ma contengono anche zinco, ferro, fosforo, niacina e le le vitamine C e B6. Il basso contenuto di grassi e dell’indice glicemico, porta questo legume ad essere inserito spesso nelle diete dimagranti.

Curiosi di scoprire la ricetta? Continuate a leggere per scoprirete anche il vino scelto in abbinamento.

Ingredienti:

  • 1000 g di seppie pulite
  • 1 spicchio d’aglio
  • 1 cipolla tritata finemente
  • 500 g di piselli
  • 40 g di vino bianco
  • olio extravergine d’oliva q.b.
  • sale, pepe q.b.

Preparazione:

  1. In un tagliere tagliate ad anelli le seppie già pulite (i tentacoli li tagliate a pezzetti).
  2. Prendete una pentola capiente, versateci dell’olio extravergine d’oliva, metteteci lo spicchio d’aglio senza camicia e fatelo dorare, poi eliminatelo.
  3. Aggiungete la cipolla tritata finemente e fatela dorare.
  4. Versateci le seppie e i piselli e fateli rosolare a fuoco vivace per qualche minuto, poi abbassate il fuoco.
  5. Aggiungete il vino bianco e lasciatelo sfumare.
  6. Aggiustate di sale e pepe, quindi fate continuare la cottura per altri 30 minuti circa (le seppie sono pronte quando diventano tenere).
  7. Spegnete il fuoco, quindi servite ancora caldo.

Qual è il vino in abbinamento?

Il vino in abbinamento è un Trebbiano d’Abruzzo DOC, vino giallo con sfumature verdognole, sobriamente fruttato e floreale, secco, fresco.

Il Trebbiano d’Abruzzo è un vitigno bianco DOC, vino dal colore giallo paglierino, leggero al naso con aromi fruttati e floreali, note di mela e camomilla, spesso accompagnate da sentori minerali di pietra focaia e grafite. Al palato è secco, morbido, armonico con retrogusto lievemente ammandorlato.

I vitigni della famiglia dei Trebbiani sono noti in Italia fin dall’epoca romana. Il loro nome deriva da “trebula“, ossia fattoria (Plinio il vecchio descrive un “Vinum Trebulanum“, che secondo questa interpretazione, starebbe per “vino di paese”, o “vino casareccio”).

Questo vitigno è diffuso soprattutto in provincia di Foggia, nella zona di San Severo, ma anche in altre province pugliesi, come quella di Bari, e in altre regioni adriatiche del centro Italia, dove spesso viene confuso con altre varietà.

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