Barili, barriques e botti ibride? La soluzione per un nuovo tipo di affinamento in legno

Perché? Perché i barili ibridi offrono straordinari vantaggi di invecchiamento ad un prezzo molto più contenuto.

L’influenza che il legno ha su un vino o un distillato finito è immensa, ma usare barriques di rovere francese al 100% può essere proibitivo in termini di costi.

Una Case History in Wisconsin: le botti ibride della cantina von Stiehl

“Abbiamo pensato che sarebbe stato un buon modo di sperimentare il rovere francese senza dover spendere più di 900 dollari per una botte interamente di rovere francese”, afferma Schmiling, enologo dal 1997 per la cantina von Stiehl, in Wisconsin. “Abbiamo cominciato cercando di trovare una soluzione economica e testarne i risultati”.

La tipologia di botti di cui parleremo oggi intende unire più tipologie di legno, per un risultato dal punto di vista economico ed organolettico molto interessante. Questa botte ha una pancia di doghe di quercia americana, le doghe sono le asce di legno lunghe e concave che ne costituiscono il corpo cilindrico. Al corpo della botte in quercia americana, sono state applicate teste di quercia francese, asce di legno circolari che completano il recipiente.

Schmiling affina con questa tipologia di botte tutti i prodotti della cantina, da Cabernet Sauvignon e Zinfandel a Tempranillo e Montepulciano.

“La quercia americana ha più lattoni rispetto alla quercia francese, questo consente un invecchiamento più corto”, afferma Vincent Nadalié, presidente e responsabile vendite per la Nadalié tonnellerie, azienda produttrice di botti in Francia. “Un produttore di vino predilige il rovere francese perché consente ai vini di invecchiare più a lungo. Il rovere francese è una quercia capace di maturare più note floreali e tannini durante l’invecchiamento. “

Combinando le due tipologie di quercia si sono apprezzate nuove complessità di spezie. Oggi Schmiling ha iniziato ad invecchiare alcuni dei suoi vini in botti interamente di rovere francese, ma circa l’85% dei barili in uso presso la cantina von Stiehl sono ibridi franco-americani.

“Penso che l’eleganza della botte ibrida ci consenta di trovare l’equilibrio tra gli effetti del passaggio in legno e il sapore naturale del frutto. In degustazione si sentono i benefici della quercia francese applicata a questi barili”.

Bodegas LAN in Spagna: le botti ibride in Rioja

María Barúa ha avuto un’esperienza simile in Bodegas LAN a partire dal 2002. Le cantine dell’azienda ospitano circa 20.000 botti, circa il 60% delle quali realizzate con doghe americane e teste francesi. La cantina ha aperto la strada all’uso di barili ibridi in Spagna.

“Abbiamo deciso di adottarle quando, impiegando doghe di quercia americana e teste di quercia francese, abbiamo ottenuto buon equilibrio e struttura. La quercia americana è molto più morbida e dà diverse componenti come la vaniglia e il caramello. La quercia francese fornisce invece componenti più speziate, floreali e più struttura. “

In questo secondo caso, il risparmio sui costi erano secondari rispetto al desiderio di creare un prodotto unico:

“Volevamo un nuovo stile di Rioja Crianza che fosse più fruttato. Il nostro bottaio ci ha proposto questo esperimento.”

L’affinamento in queste botti dura 14 mesi per il Crianza base per arrotondare e ammorbidire il gusto del vino con note di vaniglia e cannella, mentre la Reserva riposa almeno 16 mesi per rafforzare la sua concentrazione aromatica e struttura.

Quali prospettive di crescita per le botti ibride?

Sebbene la cantina von Stiehl, Bodegas LAN e altri abbiano adottato barili ibridi, rimane ancora un mercato di nicchia ed embrionale.

Jason Stout, vice presidente dell’Independent Stave Company (ISC), specializzata nella realizzazione di botti per vino e spirits, nota che è molto più comune per gli enologi preferire botti di rovere francese o americano al 100%, e successivamente mescolare i diversi vini.

“Vendiamo barili ibridi destinati alla produzione di vino dagli anni ’90”, afferma Stout. “Le vendite di questi barili ibridi sono rimaste abbastanza statiche e rappresentano meno del 5% del mercato

L’incentivo principale che spinge gli enologi a utilizzare barili ibridi è ancora in gran parte il risparmio economico.

“L’anno scorso la quercia francese ha registrato un aumento del 30% in termini di costi“, afferma Nadalié, che rappresenta una famiglia di bottai attiva da cinque generazioni. Nadalie tonnellerie ha aperto la prima tonnellerie francese in Napa Valley nel 1980, la prima in America. “Il prezzo delle botti di rovere francese aumenterà del 4-5% ogni anno, per questo motivo prevedo che le vendite di quercia americana cresceranno. Economicamente (i barili ibridi) saranno meno costosi della quercia francese e più costosi della quercia americana.”

La Nadalié ha iniziato a vendere barili ibridi franco-americani negli anni ’80, nel frattempo la sua offerta di botti ibride si è molto espansa. Ora produce botti fatte con doghe di quercia francese e teste di quercia ungherese e doghe di quercia francese con teste di quercia americana, tra le altre.

ISC auspica che la domanda di barili ibridi possa crescere passando per il fascino di specifici sapori e del profilo particolare che riflettono sui vini affinati.

“Penso che le strade aperte dai barili ibridi siano due e ben distinte”, dice Stout. “Era un modo per risparmiare soldi, ma ora stanno diventando un prodotto molto più fine capace di essere personalizzato e perfezionato. Penso che sia uno strumento fantastico potenzialmente. “

Botti su misura grazie a World Cooperage

L’azienda ha lanciato recentemente il programma “fusion barrel” attraverso il marchio World Cooperage, per permette ai clienti di costruire botti personalizzate secondo le proprie esigenze.

“Abbiamo una tecnologia proprietaria che ci permette di disporre le doghe in barili, e possiamo utilizzarla per realizzare, ad esempio, botti di quercia americana al 25%, con doghe in quercia francese al 75% e teste di altri legni europei”, afferma Stout con la prospettiva di mantenere alcuni di questi modelli di botte sotto brevetto.

World Cooperage ha condotto per anni analisi chimiche sui diversi tipi di quercia, vino e alcolici parallelamente a test di degustazione. Alcuni di questi studi hanno cercato di capire come i barili ibridi influenzino nello specifico l’acidità del vino, gli zuccheri residui, i tannini e i lattoni.

Se per lungo tempo è stato interesse esclusivo delle cantine sviluppare vini unici e sperimentali, oggi il bottaio potrà accompagnare l’enologo nella realizzazione di una botte su misura che sappia accogliere uve e terroir al meglio.

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