Amarone: +91% imprese giovanili in 6 anni

Pare che l’Amarone abbia un giro d’affari da quasi 600 milioni di euro l’anno e che tale brand sia sempre più amato nei 5 Continenti.

Area di interesse?

L’area di interesse è costituita dai 19 comuni della Valpolicella, vallata veneta verde, sia per i suoi progetti sostenibili che per una nuova generazione di giovani conduttori agricoli.

Quando i dati saranno resi pubblici?

I dati sono stati raccolti dal Consorzio tutela vini Valpolicella, che li esporrà tra pochi giorni all’Anteprima Amarone 2015 che si svolgerà i prossimo 2-4 febbraio a Verona presso il Palazzo della Gran Guardia.

Cosa dicono i dati?

In base ad una ricostruzione dell’Agenzia Veneta per i Pagamenti in Agricoltura (AVEPA), negli ultimi 6 anni, il numero di imprese vinicole under 40 è infatti quasi raddoppiato (+91%), e addirittura quintuplicato se si osserva il trend dei nuovi imprenditori fino a trent’anni. Tale dato risulta di molto superiore rispetto alla media nazionale, in controtendenza rispetto al numero complessivo di aziende (2.302), è in calo di oltre il 5% per effetto di una forte decrescita (-27%) della categoria più rappresentata, quella degli over 60. 

Le parole di Andrea Sartori

Andrea Sartori, Presidente del Consorzio Tutela Vini Valpolicella, ha affermato che:“Il nostro distretto vinicolo sta cambiando pelle più rapidamente di altri grazie a un’economia non ancora matura e in grado di fare ulteriori salti di qualità. A questi dati, che non ci sorprendono, si deve poi aggiungere il ricambio generazionale in aziende già affermate, e non è retorica quando diciamo che i giovani sono in grado di portare innovazione, in vigneto come in cantina o nella promozione. La prossima scommessa è quella turistica in crescita doppia negli ultimi anni rispetto ai dati regionali ma ancora sottostimata per le sue potenzialità“.

… dal comunicato stampa

Si tratta di ben 329 le imprese under 40, di dimensioni medio-piccole (soprattutto), con forte propensione verso la multifunzionalità e le pratiche sostenibili (il programma RRR, riduci, risparmia, rispetta coinvolge già circa 1.000 ettari di vigna su 8.000 totali), e che fanno dell’internazionalizzazione il principale obiettivo di mercato anche grazie a un maggior utilizzo delle nuove tecnologie per la commercializzazione e le politiche di brand. Un’economia quella del vino in Valpolicella, di forte impatto anche sul piano datoriale, con una spesa media aziendale per le retribuzioni dei propri addetti di circa 100mila euro per azienda in un’area che da sempre fa dell’integrazione il proprio punto di forza. Sono infatti quasi 500 i lavoratori extracomunitari, oltre 1.000 quelli provenienti da Paesi Ue e circa altrettanti gli italiani

Il Consorzio Valpolicella vanta una rappresentatività molto elevata (80%) su una particolare morfologia delle sue imprese di piccole e medie dimensioni distribuite in un mega-vigneto di 8mila ettari. La produzione artigianale vede esportare 8 bottiglie su 10, grazie anche alle attività di promozione e internazionalizzazione organizzate dal Consorzio, molto partecipate anche dai più piccoli: nel 30% dei casi le imprese presenti non superano infatti la produzione di 20mila bottiglie. Tra le 1.736 aziende produttrici socie oltre la metà ha dimensioni sotto i 2 ettari mentre solo il 7,5% va oltre i 100.000 metri quadrati; a fronte di ciò, la produzione lorda vendibile è altissima, con le uve a 23-24mila euro per ettaro, così come il valore aggiunto che in diversi casi supera il 30%. Infine, il valore fondiario, che in diverse aree può arrivare a 500 mila euro.

Comunicato Stampa Consorzio Tutela Vini Valpolicella

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