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Vendemmia Italia 2020 alcuni dati

La vendemmia in Italia è entrata nel vivo. Dopo Ferragosto la Sicilia e la Franciacorta hanno iniziato la raccolta dei primi grappoli.

Le uve sono di qualità (le quantità sono in leggero calo) e le previsioni sono buone. Quello che preoccupa è l’andamento dei consumi, che influisce sui prezzi delle uve.

Se volete scoprire come si fa la vendemmia o quando si vendemmia potete leggere l’articolo: “Maturazione dell’uva e vendemmia in vigna“.

Vendemmia: previsioni di Assoenologi, Ismea e Unione Italiana Vini

Dalle prime stime (20% del vendemmiato), le uve sono di qualità, ma la quantità dovrebbe essere in leggero calo (-1%) rispetto al 2019.

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L’Italia si conferma il primo produttore mondiale di vino, anche con la pandemia di Covid-19 in corso. La vendemmia italiana dovrebbe arrivare a 47,2 milioni di ettolitri (47,5 nel 2019, con un calo del 1%). La Francia dovrebbe arrivare a 43,4 milioni di ettolitri, con un aumento del +3% rispetto all’anno scorso. La Spagna dovrebbe arrivare a 43 milioni di ettolitri con una crescita di +13% rispetto al 2019.

La vendemmia, sempre in base alle previsioni, si presenta positiva, cioè come un annata da ricordare.

Vendemmia: andamento climatico

Positivo anche l’andamento climatico: c’è stata un’elevata piovosità nei mesi di Novembre e Dicembre 2019. Queste piogge hanno consentito di ripristinare le riserve idriche. I mesi successivi sono trascorsi senza particolari problemi (tranne la recente grandinata in Valpolicella).

Dal punto di vista fitosanitario le uve sono sane. Il ciclo vegetativo risulta avanzato e la raccolta delle uve sarà leggermente anticipata.

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In Italia la vendemmia terminerà tra fine Ottobre e i primi di Novembre con la raccolta delle varietà più tardive. Tra queste c’è il Nebbiolo in Valtellina, il Cabernet in Alto Adige, l’Aglianico di Taurasi in Campania e il Nerello Mascalese in Sicilia (pendici dell’Etna).

Vendemmia: opinione sulla stima di Assoenologi

Assoenologi, Ismea e Unione Italiana Vini, in merito ha dichiarato:

Stimare la produzione di quest’anno è ancora più complesso rispetto al passato perché alla normale aleatorietà del decorso climatico di settembre si aggiungono tutte le incognite legate all’adesione dei produttori alla misura della riduzione volontaria delle rese per le uve a indicazione geografica“.

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Ricordo che sulla “vendemmia verde” sono stati stanziati 100 milioni di euro. La “vendemmia verde” prevede il taglio dei grappoli in campo senza destinarli alla vinificazione con compensazione dello Stato.

Oltre a questa misura si aggiungono le azioni di gestione della produzione adottate da molti consorzi DOP, che hanno ridotto le rese massime di uva per ettaro. Quanto appena visto pesa sui volumi (più ridotti) della vendemmia 2020.

Vendemmia: i dati regionali

Il Veneto si conferma principale area produttrice con 11 milioni di ettolitri (+1% rispetto al 2019). Al secondo posto c’è la Puglia con 8,5 milioni (-5%). L’Emilia Romagna è al terzo posto con 7,7 milioni (+7%). Quarto posto per l’Abruzzo con 3,4 milioni (+7%).

Queste quattro regioni, secondo le stime, dovrebbero produrre 30 milioni di ettolitri, cioè il 65% di tutto il vino italiano.

Altre regioni con una produzione in crescita, rispetto al 2019, sono: la Sardegna con +18%, le Marche +10% e il Piemonte con +5%. In calo sono la Toscana e la Sicilia con -15%.

Quello che preoccupa non è tanto la produzione, quanto l’andamento del mercato. I dati in possesso di Assoenologi, Ismae e Unione Italiana Vini dicono che i vini da tavola registrano una crescita dei listini con +2,8%. Gli IGT e le DOC/DOCG registrano una flessione rispettivamente del -3,6% (IGT) e -5,2% (DOC/DOCG).

Giacenze nelle cantine italiane

A fine luglio nelle cantine rimangono, dal 2019, 42 milioni di ettolitri, cioè +4,8% rispetto al 2019. Il motivo è che mentre la grande distribuzione ha sempre continuato a funzionare anche durante il lockdown, il canale Ho.Re.Ca si è fermato.

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Federico Castellucci, Presidente della Federazione Vino di Confagricoltura, ha commentato:

Un aumento generale limitato, ma che fa riflettere anche in merito agli incentivi alla distillazione, poco utilizzati in Italia e prevalentemente in Puglia e nelle Marche. Probabilmente la misura, benché suggerita da buoni propositi, non è stata abbastanza accattivante per i produttori italiani, che hanno preferito non utilizzarla, affidandosi alla lenta ripresa del mercato per smaltire le giacenze”.

Situazione export

Per quel riguarda il commercio esterno, l’export ha registrato un calo del -2,8% in volume (-4% in valore) nei primi 5 mesi del 2020.

Flessioni superiori alla media sono per i vini DOP e gli spumanti. Anche i prezzi medi hanno un trend in discesa.

Se volete scoprire cosa si fa dopo la vendemmia potete leggere l’articolo: “Come si fa il vino?“.

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