Valturio: l’eroe del Montefeltro

Sicuramente pensando alle grandi regioni vinicole italiane le Marche non conquistano spesso le luci della ribalta. Per questo abbiamo deciso di dedicare una pagina del nostro blog ad un particolare terroir e l’Azienda che lo rappresenta: il Montefeltro di Valturio.

Il Montefeltro è un’antica regione dalla storia gloriosa, terra di confine tra San Marino, Marche, Toscana ed Emilia Romagna. Si tratta di una terra impervia e verdissima in cui l’azione dell’uomo ha sempre rispettato la natura che lo proteggeva. Questa armonia ha disegnato nei secoli un panorama di castelli e borghi che hanno ospitato illustri personalità artistiche come Giotto, Luca della Robbia e Piero della Francesca per citarne alcuni.

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Il Montefeltro ieri: il breve Olimpo mediceo del ‘500

Questa regione è stato un confine naturale per le espansioni territoriali delle famiglie storicamente più influenti, in particolare Medici e Malatesta.

In particolare i Medici colsero la potenzialità di questo fortino naturale e, nella persona di Cosimo I nel ‘500, tentarono un ambizioso quanto interessante esperimento urbanistico: La Città del Sole.

In particolare sul massiccio del Sasso Simone ad oltre 1.200 metri di altitudine si erge orgogliosa una roccaforte frutto degli studi medicei. L’esperimento della Città del Sole è un esempio maestoso dell’ambizione della famiglia Medici che concentrò gli sforzi dei suoi maggiori geometri e architetti per realizzare un’opera perfetta che sarebbe dovuta essere in grado di accogliere una brillante comunità di arti e mestieri.

Purtroppo la realtà che hanno incontrato le genti medicee è risultata molto ardua, oltre le previsioni che miravano a trasformare Sasso Simone in una sorta di Olimpo mediceo. In poche decine di anni le famiglie che abitavano la Città del Sole si sono dovute arrendere a inverni troppo rigidi e ad infrastrutture e comunicazioni insufficienti che rendevano difficili le interazioni umane e commerciali con l’esterno.

Oggi come da oltre 400 anni la Città del Sole è visitabile accompagnati dalle guide del Parco Naturale del Sasso Simone, una visita interessante per le architetture rinascimentali di Giovanni Camerini e Simone Genga ma anche per la posizione che permette di dominare con uno sguardo questa terra meravigliosa.

Il Montefeltro Oggi: Adriano Galli e la sua viticoltura eroica

Dopo Cosimo I de’ Medici, sono state poche le individualità capaci di dare lustro al Montefeltro, regione affascinante ma impervia e caratterizzata da piccole realtà principalmente ricettive e agricole.

Finalmente nel 2001 un altro uomo ambizioso ha deciso di investire sul territorio: Adriano Galli.

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Adriano e la sua famiglia nel 2001 hanno acquistato la tenuta attuale, a Caltravaglio, una tenuta appartenuta a Federico di Montefeltro ma le cui vigne erano state espiantate già negli anni ’60. La tenuta nei primi anni 2000 si presentava in stato di abbandono, tra boschi e pascoli, una tela verde retta da un terreno particolarmente interessante per un prodotto di qualità capace di diventare capolavoro.

Questi 40 ettari sono composti superficialmente da arenarie combinate di marne e argille azzurre mentre in profondità la terra è fertile e ricca di sostanze organiche che racchiudono una fitta rete di falde acquifere.

Non solo questo impasto rende unici i vini di Valturio. L’intera tenuta sorge tra i 430 e i 550 metri sul livello del mare, una quota limite per la coltura del Sangiovese, una viticoltura di Montagna a tutti gli effetti. In gergo si utilizza l’espressione viticoltura eroica per identificare quelle superfici vitate con una pendenza superiore al 30% o un altitudine media di 500 metri s.l.m., spesso viene utilizzata la tecnica dei terrazzamenti e dei gradoni per agevolare l’impresa.

Queste condizioni impervie hanno anche aspetti molto vantaggiosi per la viticoltura come l’esposizione pressochè continua all’irraggiamento solare e alle correnti adriatiche. Questi due elementi, uniti all’abbondante disponibilità di acqua del sottosuolo, garantisce ottimi risultati anche in caso di annate torride o millesimi più piovosi e freschi.

Il Marche Rosso IGT di Valturio

Valturio Marche Rosso IGT 2009

Dovendo scegliere un prodotto da raccontare, abbiamo individuato nell’etichetta di punta dell’azienda un valido riassunto di storia e territorialità dell’azienda e del Montefeltro.

Il Valturio Marche Rosso viene proposto dalla vendemmia 2005 come un sangiovese “da invecchiamento”, la bottiglia infatti raggiunge lo scaffale solo dopo 5 anni di affinamento.

La composizione di questa IGT prevede da sempre l’incontro di 8-9 microparcelle di uve coltivate con basse rese ad alberello nella parte centrale della tenuta. Nel tempo si è evoluta invece la fase di affinamento.

Dapprima l’affinamento si teneva in barrique di media tostatura per un anno, oggi si affina fino a 36/48 mesi tra fusti da 225 litri e rovere da 25 ettolitri.

Il Valturio si presenta di un rosso rubino brillante e subito trasmette sensazioni olfattive di frutti di bosco appena colti e primizie di ciliegie. A queste prime sensazioni si susseguono note erbacee e balsamiche, note tipiche di una terra selvatica come il Montefeltro.

Nel 2005 vennero prodotte solo 4500 bottiglie di Marche Rosso IGT, l’etichetta era giovane, lievemente acerba ma ambiziosa. Oggi Valturio si propone nell’annata 2009 e in 4 anni la maturazione è stata stupefacente così come la produzione, quintuplicata.

L’etichetta con questo millesimo ha ottenuto per la terza volta consecutiva i 3 bicchieri Gambero Rosso, uno dei più prestigiosi encomi a livello nazionale. Un vino imperdibile da provare e riprovare.

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