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Le fasi della produzione del Prosecco: dalla vendemmia alla bottiglia.

Conca d’Oro segue da sempre la tradizione nelle diverse fasi della vendemmia che solitamente si svolge nella prima metà di settembre, quando i grappoli sono dorati e giungono al giusto grado di maturazione. Dopo la vendemmia vengono trasferiti in cantina per la lavorazione. Gli acini, grazie al sistema di caduta per gravità, arrivano alla pressatura integri con tutto il loro carico aromatico. Successivamente, attraverso l’ausilio di presse pneumatiche che agiscono in modo ultra soffice, le uve vengono pressate per estrarre il mosto fiore che arriva nei serbatoi per la decantazione. La temperatura viene stabilita a circa 14°C in modo da mantenere le peculiarità organolettiche tipiche dell’uva Glera. Al termine dell’operazione, la parte limpida del mosto, con l’aggiunta di lieviti autoctoni selezionati, inizia la fermentazione alcolica che si svolge per circa 10-12 giorni in vasche d’acciaio ad una temperatura costante di 15-18 gradi. Alla fine di questo processo si ottiene il cosiddetto vino base pronto per essere spumantizzato.

La presa di spuma si svolge grazie all’utilizzo di autoclavi, dove il vino base viene introdotto insieme a zucchero di canna e lieviti autoctoni selezionati. La procedura prevede la rifermentazione per un tempo di almeno 40/50 giorni, avendo cura che il processo sia lento e graduale per esaltare il perlage e non stressare il vino. La gradazione alcolica arriva a 11-11,5 % vol alcolici partendo da un vino base di circa 10-10,5% vol. Al termine della spumantizzazione avviene l’imbottigliamento del prodotto che in base alla concentrazione di zuccheri per grammo/litro verrà classificato secondo le diverse tipologie: extra brut, brut, extra dry e dry. Dopo 30 giorni di affinamento in bottiglia, il vino è pronto per essere immesso sul mercato.

All’inizio del Novecento è iniziata la spumantizzazione del Prosecco, metodo affinato poi nei decenni successivi nella Scuola Enologica di Conegliano, con il fondamentale contributo degli studi del prof. Tullio de Rosa, come evoluzione del metodo Martinotti, volto a esaltare i profumi che naturalmente caratterizzano il Prosecco Superiore, che in questo territorio assume una tipicità e una complessità uniche.

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