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Contratto e Spinetta: la storia di due grandi realtà vitivinicole piemontesi

Alcune strade, imboccate un po’ per caso e un po’ per fortuna, partono da lontano per poi incrociarsi inaspettatamente. Da Canelli, fino ad arrivare a Castagnole delle Lanze, è questa la storia di due grandi realtà vitivinicole piemontesi, Contratto e La Spinetta, produttrici di spumante Metodo Classico e liquori una, Moscato, Nebbiolo e Barbera l’altra. Se cercate un approfondimento potete leggere l’articolo “La Spinetta: dedizione e cura dei Rivetti“.

Partendo da Canelli, nel cuore del centro storico della città, tra le fresche e interminabili gallerie sotterranee, a fine ‘800 si iniziano a vinificare uve Moscato provenienti dal Monferrato, producendo il primo Metodo Classico italiano. Sempre nello stesso periodo, iniziano gli scavi della maestosa Cattedrale Sotterranea, Patrimonio Mondiale dell’Umanità dal 2014.

I vini Contratto

A inizio ‘900 i vini Contratto raggiungono la fama mondiale, diventando addirittura fornitori ufficiali del Vaticano, della casa reale belga e della famiglia reale dei Savoia.

Nel 1919 Contratto produce il primo spumante Millesimato italiano; si tratta di una scelta innovativa e controcorrente, volta ad esaltare le caratteristiche di ogni singola annata. L’anno successivo Contratto entra nel mondo dei Vermouth e Liquori; le ricette, ancora oggi utilizzate, vengono custodite gelosamente e tramandate di generazione in generazione.

Arriviamo a Castagnole delle Lanze, dove, all’inizio degli anni ’60 Giuseppe, chiamato Pin, e sua moglie Lidia, agricoltori esperti, curano le loro terre con grande amore e dedizione. In seguito subentrano i figli Giovanna, Carlo, Bruno e Giorgio, uniti da un profondo rispetto per il territorio e accomunati dai preziosi valori trasmessi dai genitori. In questo contesto, dove umiltà e rispetto si uniscono alla continua voglia di confrontarsi, nasce l’azienda agricola La Spinetta.

La Spinetta

Nel 1977 arrivano i primi risultati: Bricco Quaglia e Biancospino. Per la prima volta in Italia il Moscato d’Asti viene prodotto da un singolo vigneto e da esso prende il nome. È subito un grande successo e da questo successo i Rivetti traggono l’ispirazione e le risorse che consentono loro di entrare nel mondo dei grandi rossi piemontesi: negli anni ’80 nasce Ca’ di Pian, la prima Barbera d’Asti.

Solo a metà degli anni ’90 inizia la meravigliosa avventura nel mondo del Barbaresco, con l’acquisto dei cru Gallina, Starderi e Valeirano, per poi coronare il sogno, nel 2000, con l’ingresso in scuderia del Barolo Campè.

Ma non finisce qui: nel 2001 i fratelli Carlo, Bruno e Giorgio, decisi a confrontarsi con territori e vitigni diversi, danno vita a Casanova della Spinetta, a Terricciola.

Nel 2011 arriva un altro importante investimento: i Rivetti, mossi da una profonda passione per lo Champagne e dalla volontà di mettersi nuovamente in gioco, acquisiscono la cantina Contratto, storica casa spumantistica piemontese.

È qui il punto d’incontro. La filosofia de La Spinetta viene applicata alla produzione del Metodo Classico: vengono immediatamente acquistati nuovi vigneti a Bossolasco e Contratto non tarda a diventare un punto di riferimento all’interno della denominazione dell’Alta Langa.

Un percorso pieno di amore e scoperte

Da quando queste due strade si sono unite, percorrendo insieme questo percorso pieno di amore e scoperte, il desiderio del confronto e di nuove sfide s’è tutt’altro che placato. Le aziende continuano a crescere e a farsi conoscere in tutto il mondo eppure, ciò che muove i Rivetti, è sempre la stessa passione di sessant’anni fa.

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