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30, 40, 50, 80… A BRANCAIA DIAMO I NUMERI!

No, non stiamo dando i numeri (però se volete giocarli al lotto…)! È solo l’elenco delle ricorrenze che Brancaia festeggia quest’anno. Infatti, il 2021 è un anno di traguardi importanti per Brancaia, sia come azienda, sia a livello personale, per la famiglia Widmer.

Sul piano aziendale, la prima tenuta, Brancaia, è stata acquistata 40 anni fa e IL BLU, il vino che ha sempre rappresentato la sua eccellenza nella regione del Chianti, con l’uscita dell’annata 2018 a settembre festeggia la sua 30esima vendemmia. Sul piano personale invece, sia Bruno che Brigitte Widmer compiono quest’anno 80 anni, mentre la figlia Barbara, amministratore delegato ed enologa, arriva ad un compleanno altrettanto importante: il suo 50esimo. Come non festeggiare in un anno così importante?

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40 ANNI DI BRANCAIA

Già 40 anni sono passati dalla “posa della prima pietra” di Brancaia. Nel 1980 i Widmer erano in Toscana per una vacanza nel periodo di Natale e Bruno si innamorò di una piccola vallata nel comune di Castellina in Chianti. “Dalla casa dell’amico che ci ospitava abbiamo visto questo bellissimo pezzo di terra”, ricorda. “L’intera zona era coperta dalla nebbia mattutina, e c’era solo una porzione della vallata illuminata dal sole. Uno spettacolo magico!” Per loro fortuna, il proprietario, un inglese, stava già pensando di vendere la tenuta di nome Brancaia: il contadino che curava le vigne non c’era più e lui stesso aveva già settant’anni. Brigitte inizialmente era scettica sull’acquisto, ma oggi dice: “Brancaia significa molto per me – e ogni giorno di più”.

Tenuta Brancaia

In questi 40 anni tante cose sono cambiate. L’attività quotidiana di Brancaia è da tempo nelle mani della seconda generazione e la terza sta iniziando a farsi coinvolgere sempre di più.

Barbara, che ha studiato enologia, vive in azienda dalla fine degli anni ’90 e gestisce l’attività con un team di 35 persone. Ma tutta la famiglia dà il suo contributo. Andreas, imprenditore nell’area marketing, la aiuta nei progetti di comunicazione e strategia digitale. Michael, avvocato, è al suo fianco principalmente nelle questioni finanziarie e legali.

Sul piano dei vigneti, nel corso degli anni, alla prima tenuta se ne sono aggiunte altre due, una nel comune di Radda in Chianti nel 1989 e una in Maremma nel 1998. Gli iniziali 4 ettari vitati sono quindi arrivati ad essere quasi 80. E se il primo vino era un Chianti Classico e il secondo, Il Blu, è arrivato nel 1988, oggi abbiamo un portfolio molto più nutrito.

30 ANNI DE IL BLU

Ed ecco il secondo importante traguardo. Era il 1988 e nel panorama vinicolo toscano furoreggiavano i SuperTuscans, quando Bruno e Brigitte decisero di proporre la loro personale interpretazione di questo trend. Con l’uscita dell’annata 2018, il prossimo settembre, IL BLU celebra quindi la sua 30esima vendemmia: lo fa vestendosi di un’etichetta celebrativa, contenuta all’interno di una preziosa confezione in legno e acciaio corten che, proprio come il vino al suo interno, maturerà con il tempo.

Casa Brancaia 2018

Sin dal suo debutto nel 1988, IL BLU è il risultato di una costante ricerca della perfezione: impegno senza compromessi per la qualità e rispetto per la natura. Con tannini delicati ed un finale in bocca morbido e pieno, questo vino si contraddistingue per complessità ed eleganza.

IL BLU viene realizzato solo con le migliori uve, raccolte a mano e selezionate, provenienti delle nostre due tenute del Chianti. 30 anni fa, IL BLU era un uvaggio composto da tanto Sangiovese con un piccolo saldo di Merlot. Oggi, grazie alla crescente complessità delle uve Merlot, provenienti in particolare dai nostri vigneti a Radda in Chianti dove raggiungono un’età media di circa 30 anni, la percentuale di quest’ultimo vitigno è stata progressivamente aumentata fino ad arrivare all’80%. Sangiovese e Cabernet Sauvignon completano l’uvaggio col 10% ciascuno.

I singoli vitigni e vigneti vengono affinati separatamente in barrique, per due terzi nuove, per 18 mesi. Successivamente, tutte le barrique vengono degustate per selezionare il taglio finale che affinerà, poi, in vasche di cemento traspirante per altri 3 mesi. In questo modo il vino diventa più equilibrato, gli aromi risultano essere meglio integrati, così come i tannini, ancor prima dell’affinamento in bottiglia per almeno un anno.

UN’ETICHETTA BLU

Quando, nel 1988, Bruno e Brigitte decisero di creare ed inserire un vino in stile SuperTuscan nel portafoglio Brancaia, considerarono l’opportunità di rivedere l’intera immagine del marchio. Il primo vino Brancaia, infatti, il Chianti Classico, aveva un’etichetta piuttosto ordinaria e anonima.

Brancaia

Osservando le bottiglie delle altre aziende toscane, fu subito chiaro che a Brancaia mancavano tutti quegli elementi solitamente adottati sulle etichette: avevamo una bella casa di campagna, ma certamente non un castello, nessuno stemma di famiglia e nemmeno una storia di generazioni nel mondo del vino. Bruno, da sempre amante delle sfide, vide queste “mancanze” come un’opportunità per creare qualcosa di completamente nuovo, staccandosi dai canoni classici.

Occupandosi di marketing strategico e pubblicità, insieme al suo art director, creò la ormai celebre etichetta blu con la capsula arancione. Ciò che all’epoca risultò forse sconcertante per molti amanti del vino, è diventato lo stile distintivo Brancaia, utilizzato oggi per tutti i vini. Dopo tutti questi anni, il design Brancaia continua ad essere moderno, elegante e senza tempo, rispecchiando appieno la filosofia della nostra viticoltura: “classici modernisti con il massimo rispetto per il terroir e un impegno senza compromessi per la qualità”.

Fin dal primo giorno, produciamo vini di alta qualità e che raccontano il territorio in cui nascono: siamo davvero soddisfatti dei risultati raggiunti, ma siamo consapevoli altresì che è indispensabile continuare ad investire nello sviluppo e nella ricerca.

Adesso vi lasciamo, dobbiamo prepararci per l’uscita de IL BLU 2018 a settembre, ma non finisce qui… Siamo già pronti ad affrontare i prossimi 30 anni!

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