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ECCELLENZA E RARITA’: I CRUS DI BERTINGA

Volta di Bertinga e Punta di Adine sono i due vini che rappresentano la punta di diamante della produzione della giovane e già affermata azienda di Gaiole in Chianti, due vini da lungo invecchiamento accomunati da grande complessità ed eleganza. Il concetto francese di “cru”, nell’accezione di un vigneto, all’interno di una zona ben delimitata, capace di produrre vino dalle caratteristiche organolettiche particolarmente pregiate, si applica a questi due vini in senso ancora più stretto; si tratta infatti di singole parcelle all’interno dei rispettivi vigneti Bertinga e Adine.

IL TERRITORIO DI GAIOLE IN CHIANTI E LA SCELTA DI PRODURRE I “CRUS”

Gaiole in Chianti, oltre a rappresentare il cuore storico del Chianti Classico, è senz’altro una delle area più eterogenee la cui diversità in termini sia di suoli che di microclimi fa si che la suddivisione in settori sia naturale e che i singoli vigneti all’interno di questi ultimi costituiscano un ulteriore livello di “approfondimento” di questa meravigliosa diversità; il concetto di “cru” si adatta naturalmente a questo territorio e permette di raccontarlo in tutte le sue sfaccettature. Sia il vigneto Bertinga che il vigneto Adine si trovano nel settore Ovest del territorio, zona la cui la quota altimetrica elevata e i cui suoli sassosi sono da anni sinonimo di vini pregiati, rari e ricercati; vini espressione unica di un singolo vigneto in una specifica annata.

Per una azienda come Bertinga, la cui missione sin dal primo giorno è stata quella di contribuire ad elevare sempre più un territorio incredibilmente vocato, producendo vini che ne esprimano il massimo del potenziale attraverso poche migliaia di bottiglie di altissima qualità, la via dei cru era già segnata.

2 VIGNETI, 2 PARCELLE, 2 VITIGNI

I vitigni che hanno scritto le pagine più importanti della storia del territorio di Gaiole in Chianti sono senza dubbio il Sangiovese, sinonimo di molti fra i più grandi vini Toscani, ed il Merlot, che in due piccoli e molto diversi angoli di Toscana, Gaiole in Chianti e Bolgheri, ha trovato le condizioni per eccellere e competere sul piano internazionale con i grandi d’oltralpe di Pomerol e St. Emilion. Non potevano che essere queste due varietà le protagoniste della storia, rispettivamente del Punta di Adine (100% Sangiovese) e del Volta di Bertinga (100% Merlot), i quali, soltanto nelle annate che permettono il raggiungimento di standard qualitativi da fuoriclasse, completano la gamma di Bertinga assieme all’omonimo portabandiera dell’azienda, Il Bertinga, al suo “second vin” il Sassi Chiusi ed al Chianti Classico La Porta di Vertine.

L’AUSTERA ELEGANZA DEL SANGIOVESE DI ADINE

Il nome Punta di Adine racconta già molto dell’origine di questo vino, il vigneto Adine si compone infatti di due grandi terrazze, la più alte delle quali, la parcella nr100, è denominata “Punta”. Il vigneto si trova a 520mt s.l.m. circondato soltanto da fitti boschi di rovere nelle vicinanze dell’omonimo villaggio rurale. I suoli di Adine sono di origine marina e nobile (risalgono all’era pre/eocenica, 100 milioni di anni fa). Sono terreni argillo-calcarei, di colore bruno rossiccio, sassosi con argille leggere e sciolte. Ricchi di scheletro e con ottima conducibilità termica.

Questa perla d’alta quota in mezzo ai boschi produce un sangiovese “fuoriclasse”, un vino teso e verticale, la cui austera eleganza, sapidità e complessità portano a collocarlo subito fra i grandi sangiovesi da lungo invecchiamento. La dimensione della parcella e la minuziosa selezione delle uve, in vigna e al tavolo di cernita, fanno si che la produzione del Punta di Adine sia estremamente limitata (circa 6000 bottiglie da 750ml, poche magnum da 1.5L e pochissime Jeroboam da 3L; una parte delle quali riservate alla libreria aziendale). Se alla disponibilità molto contenuta si somma la scelta di produrre questo vino soltanto nelle annate migliori il risultato è un vino che sin dalla prima uscita è divenuto un “must” per appassionati dei grandi sangiovesi toscani e per collezionisti di tutto il mondo.

IL MERLOT ED IL VIGNETO BERTINGA: CONNUBIO PERFETTO

È curioso e affascinante constatare che la seconda varietà più diffusa al mondo abbia trovato in questa piccola porzione di terra le condizioni per raggiungere quei picchi di qualità pari soltanto alle pochissime zone sopra citate. È altrettanto interessante vedere come da questo vitigno in purezza, a Gaiole in Chianti, nascano vini il cui stile ed il cui profilo olfattivo/gustativo non sono paragonabili a nessun’altro vino prodotto anche a poche decine di chilometri. La parcella 10 del vigneto Bertinga, poco meno di 2 ettari e mezzo a 380mt s.l.m. ai piedi del Castello di Monteluco a Lecchi, è la sintesi perfetta suolo-posizione-clima per produrre, esclusivamente nelle annate più favorevoli, un Merlot eccellente.

Il vigneto Bertinga, dal suolo calcareo-argilloso di origine eocenica, si compone di cinque parcelle di cui soltanto la numero 10, denominata “Volta” per via della sua conformazione, è esposta a nord. La minore esposizione al sole, la combinazione della componente argillosa compatta e fredda con basso pH con quella calcarea e un microclima che garantisce notevoli escursioni termiche concorrono a creare i presupposti per una maturazione più lunga (per una varietà precoce come questa) e graduale che permette la raccolta di uve perfette, presupposto imprescindibile per la produzione di un vino di grande pregio.

Da questo perfetto connubio fra il vigneto ed il vitigno nasce, dopo 18 mesi in barrique di rovere francese – 30% nuove – e almeno altrettanti di affinamento in bottiglia, il Volta di Bertinga, poco più di 10000 bottiglie in media, prodotto ad oggi soltanto nelle annate 2015 (annata meravigliosa che l’azienda ha deciso di affinare a lungo in bottiglia ritardandone l’uscita), 2016 e 2019. Il vino dell’annata 2016, attualmente in commercio, è stato giudicato “miglior merlot assaggiato quest’anno in Italia” dal Gambero Rosso che premia il Volta di Bertinga 2016 con i prestigiosi 3 Bicchieri nella Guida Vini d’Italia 2021 sin dalla sua primissima uscita. La critica internazionale non è stata da meno con, ad esempio, i 97 punti di James Suckling che lo ha definito “di qualità superba” collocandolo nella top 100 dei vini italiani 2019. Nonostante il Volta di Bertinga 2016 sia appena uscito, gli appassionati ed i collezionisti di vini toscani non stanno perdendo tempo, considerata la disponibilità limitata, per assicurarsi qualche bottiglia della prima annata in commercio di un vino destinato alla fama mondiale che sta scolpendo il proprio nome accanto ai più ricercati vini della regione.

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