Quello che non sapevi su Ornellaia: curiosità e caratteristiche di uno dei produttori italiani più famosi

Il prestigio dei vini di Ornellaia non ha bisogno di presentazioni. Realizzati sulla costa toscana della Maremma, fanno parte dei vini Super Tuscan, che propongono uve francesi su uno dei migliori terroir in Italia.

Oggi esistono numerosi produttori di Super Tuscan, ma le prime tre tenute, ognuna fondata da membri della famiglia Antinori, hanno aperto la strada ad una vera e propria rivoluzione toscana.

Le origini di Ornellaia

Con 26 generazioni di storia enologica, la famiglia Antinori detiene uno dei lignaggi più antichi dell’industria vinicola mondiale. Una tradizione secolare che nulla avrebbe potuto se non fosse stata in grado ad ogni vendemmia di fare scelte lungimiranti e innovative per tenere testa a secoli di cambiamenti commerciali e politici.

Arriviamo così a Piero Antinori, che nei primi anni ’70 diede vita al Tignanello, e a suo cugino, Mario Incisa della Rocchetta, che nel 1968 commercializzò la prima bottiglia di Sassicaia. Questi due vini tracciarono una nuova strada per i produttori dell’area del Chianti e del Bolgheri: sorgeva il Super Tuscan. Su questa nuova strada, il fratello minore di Piero Antinori, Lodovico, fondò la tenuta Ornellaia nel 1981.

Ornellaia nasce su una proprietà adiacente alla tenuta San Guido, quella del Sassicaia per intenderci. In Ornellaia le attività vinicole cominciarono con la vendemmia 1985 in cui si raccolsero Cabernet Sauvignon, Merlot e Cabernet Franc per una singola etichetta che verrà commercializzata tre anni dopo. Così nacque il mito di Ornellaia 1985.

Quello che non sapevi su Ornellaia

Una ricetta francese: il taglio bordolese

Il vino di punta di Ornellaia, Ornellaia Bolgheri Superiore, è una combinazione perfetta a prevalenza Cabernet Sauvignon che contiene anche Merlot, Cabernet Franc e una parte di Petit Verdot. Questi vitigni non sono accostati in maniera casuale, lo stesso blend viene utilizzato da secoli in quel di Bordeaux e prende il nome di taglio bordolese.

Anche il secondo vino dell’azienda, Le Serre Nuove dell’Ornellaia, contiene le stesse varietà in blend, ma il frutto proviene da viti più giovani. Tradizionalmente, questo vino presenta una percentuale maggiore di Merlot rispetto alla miscela Ornellaia Bolgheri Superiore. Il terzo vino di Ornellaia, Le Volte dell’Ornellaia, è l’unico vino rosso dell’azienda che presenta un vitigno italiano, mescolando Sangiovese con Merlot e Cabernet Sauvignon. Il Sangiovese è il vitigno base dei più famosi vini toscani quali Chianti Classico e Brunello di Montalcino.

Le uve francesi sono i componenti principali anche dei vini bianchi di Ornellaia. Ornellaia Bianco si ottiene a partire dal Sauvignon Blanc con una piccola parte di Viognier (o Petit Mensang), mentre il secondo bianco della tenuta, Poggio alle Gazze dell’Ornellaia, comprende anche parti di Vermentino e Verdicchio. Arriviamo infine al vino dolce di Ornellaia, Ornus dell’Ornellaia, un Petit Manseng al 100% da vendemmia tardiva, importante vitigno bianco nel sud-ovest della Francia.

L’enologo di Ornellaia non è italiano

Dal 2005, Axel Heinz ha assunto la carica di responsabile enologo in Ornellaia, contribuendo alla crescita del marchio a livello nazionale e internazionale. Nato a Monaco da madre francese e padre tedesco, Heinz ha studiato enologia a Bordeaux, dove ha anche iniziato la sua carriera enologica.

Axel Heinz non è soltanto l’enologo principale di Ornellaia ma anche di Masseto, uno dei più acclamati prodotti italiani, soprattutto all’estero, le due etichette di punta del gruppo della famiglia Frescobaldi.

I proprietari storici di Ornellaia sono affermati imprenditori del vino mondiali

Nomi di alto profilo sono stati coinvolti nella produzione di Ornellaia sin dalla sua prima annata.

Tra questi citiamo Robert Mondavi, che ha acquisito una partecipazione di minoranza in Ornellaia nel 1999, per poi rilevarne la totale proprietà nel 2001. Parliamo di un imprenditore di rilievo del panorama enoico Californiano, venuto a mancare nel 2008, in cui produceva vini direttamente e possedeva una quota di Opus One.

Tra il 2002 e il 2005, Mondavi è stata proprietaria della tenuta insieme alla famiglia Frescobaldi. La stessa famiglia Frescobaldi è una delle famiglie italiane più affermate del panorama vitivinicolo con oltre 700 anni di storia enologica, che nel 2005 ha deciso di acquistare Ornellaia. I Frescobaldi sono ancora oggi proprietari della tenuta Ornellaia che opera, dal punto di vista enologico, in modo indipendente.

Uno dei più grandi Merlot del mondo è nato in Ornellaia

Sebbene oggi venga prodotto e venduto come entità separata da Ornellaia, il Masseto è senza dubbio il vino più ricercato e fiore all’occhiello delle produzioni della famiglia Frescobaldi.

Il Masseto è ottenuto interamente da uve Merlot, uve che provengono unicamente dal vigneto Masseto. Si tratta di un vigneto piantato per la prima volta da Antinori nel 1984, che si estende sulla collina Masseto per circa 7 ettari, in una posizione dall’esposizione perfetta tra il bolgherese e Castagneto Carducci.

Annata dopo annata, il Masseto si è confermato un capolavoro di viticoltura e a seguire un oggetto da collezione, venendo spesso battuto da case d’asta come la Sotheby’s per oltre mille dollari a pezzo. Auguriamo in bocca al lupo a tutti coloro che vorranno tentare la fortuna di acciuffare una di queste bottiglie incredibili, prossime ad uscire con l’annata 2016. Infatti il problema del prezzo è marginale a quello della disponibilità, come accade per i vini premium francesi, vi consigliamo di attivare la notifica della nuova disponibilità cliccando qui.

Ornellaia trae forza dal mare

La vicinanza dei vigneti di Ornellaia alla costa toscana è vitale per mantenere, in particolare, l’acidità nelle uve coltivate. Durante gli afosi mesi estivi, il Mar Tirreno mitiga le temperature, fornendo notti più fresche (quindi maggiore escursione termica) essenziali per rallentare la maturazione dei grappoli.

Il Merlot è una delle uve alla base delle più prestigiose industrie vinicole al mondo ma la sua coltivazione è a rischio essendo particolarmente sensibile ai caldi secchi e alle alte temperature (oggi ancora più alte a causa dei cambiamenti climatici). Proprio per questo i produttori di Bordeaux stanno sperimentando l’uso di nuovi vitigni per garantire un futuro alle proprie denominazioni, approfondiamo l’argomento in questo articolo.

Vigneti piantati ad alta densità

I vigneti di Ornellaia sono piantati e coltivati a densità medio-alta, circa 12.000 piante per ettaro. Superficialmente sembrerebbe una scelta volta ad aumentare la quantità della produzione, in realtà la scelta agronomica mira a migliorare la qualità dei grappoli.

L’idea è che forzare le viti a competere le une con le altre per acqua e sostanze nutritive aumenta la qualità delle uve, mantenendo piccole le piante e pochi grappoli per pianta con acini più piccoli ma concentrati.

Piantare a questa densità è rischioso in Toscana a causa della bassa piovosità del clima, per fortuna il terreno su cui sorge la tenuta contiene molta argilla che trattiene efficacemente l’acqua e permette una buona idratazione naturale alle piante.

Ornellaia sostiene le arti

Nel maggio 2009, Ornellaia ha avviato il progetto Vendemmia d’Artista, attraverso il quale la tenuta collabora ogni anno con un diverso artista contemporaneo commissionando un’etichetta di bottiglia. I disegni sono ispirati ad una sola parola, scelta dall’enologo Axel Heinz, per descrivere l’annata in prossimità dell’imbottigliamento.

Una bottiglia con l’etichetta speciale viene inserita in ogni scatola di legno da sei di Ornellaia Bolgheri Superiore formato standard, inoltre vengono commissionate un centinaio di bottiglie in formato più grande all’artista scelto per sbizzarrirsi.

Alcuni di questi pezzi sono disponibili per la vendita mentre altri sono riservati alle aste a beneficio di enti di beneficenza artistica. Un progetto che nasce dall’arte per sostenere l’arte stessa, l’arte vitivinicola di Ornellaia.

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