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Insalata di arance ricetta e abbinamento vino

L’insalata di arancia è un piatto estivo, ma se siete veramente sicuri? Oggi xtraWine vi propone una versione invernale adatta per un antipasto, oppure per accompagnare secondi di pesce, oppure come piatto unico per chi vuole mangiare sano ma senza appesantirsi.

Le arance sono ricche di vitamina C e sono un valido alleato soprattutto d’inverno contro i vari agenti chimici, fisici e ambientali. Inoltre aumentano le difese immunitarie contro virus e batteri, svolgono un’azione antistress e grazie alla loro azione antiossidante rallentano le forme degenerative tumorali.

Entriamo in cucina e iniziamo la preparazione di questa gustosa ricetta.

Ingredienti:

  • 4 arance gialle medie
  • 2 finocchi
  • 100 g di olive nere snocciolate
  • 3 cucchiai di olio extra vergine d’oliva
  • 3-4 foglie di menta fresca
  • 1 lime (succo)
  • sale, pepe q.b.

Preparazione:

  1. Su un tagliere e affettate i finocchi finemente, avendo cura di togliere la parte esterna e il gambo. Una volta terminato mettete tutto in una ciotola.
  2. Su un tagliere, togliete la scorza dell’arancia, quindi tagliate al vivo gli spicchi (non ci devono rimanere le pellicine bianche).
  3. In una ciotola con una forchetta emulsionate l’olio, il sale, il pepe e il succo di lime fino ad ottenere un composto omogeneo.
  4. Prendete una ciotola e versatevi i finocchi, gli spicchi d’arancia e le olive nere snocciolate, quindi mescolate per bene con il composto di olio, lime, sale e pepe preparato precedentemente.
  5. Spezzettate con le mani le foglie di menta fresca e unitele al composto. Se servite l’insalata su porzioni singole potete guarnire un una fogliolina di menta fresca.

Qual è il vino in abbinamento?

Il vino in abbinamento è un Inzolia siciliano, un vino bianco dai riflessi verdognoli, dai sentori floreali di ginestra e camomilla, con aromi di mela e pesca, un vino dalla bilanciata acidità e dalla freschezza persistente.

L’inzolia o ansonica è un vitigno arrivato in Sicilia dalla Grecia, da dove poi si è propagato in Toscana ed nell’Isola d’Elba nel XVI secolo; successivamente, tra XVII e il XVIII secolo, è giunto anche nell’Isola del Giglio, dove ha dato origine alla produzione di un vino dalle peculiarità uniche.

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