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Il vino pronto a ripartire dopo il coronavirus

Il vino ed il settore vitinicolo costituiscono uno pilastri Made in Italy. L’Italia, infatti, è il primo produttore mondiale di vino di qualità, il primo esportatore in valore di Vermut, liquori, aceti e succedanei ed è anche il secondo esportatore, dopo la Francia, di vini e spumanti.

Studio Unicredit sul vino italiano

In base ad uno studio di Unicredit, il settore del vino italiano conta circa 2 mila imprese industriali che fatturano oltre 11 miliardi di euro, corrispondenti all’8% circa del fatturato nazionale del settore Food&Beverage. L’Italia, inoltre, detiene il primato mondiale dei vini certificati (DOP e IGP) con 523 prodotti certificati, mentre la Francia è seconda con 435. In ambito europeo 1 vino certificato su 3 viene prodotto in Italia.

Il comparto del vino italiano è uno straordinario settore di eccellenza che non si lascerà fermare dal coronavirus ed è proprio dal vino che il nostro Paese può ripartire.

Ricerca ottimistica dell’Osservatorio Vinitaly-Nomisma Wine Monitor

Il lockdown causato dall’emergenza sanitaria ha frenato i consumi del vino, ma da una ricerca a cura dell’Osservatorio Vinitaly-Nomisma Wine Monitor risulta che nella cosiddetta fase 2 tutto tornerà come prima, compatibilmente con le disponibilità finanziarie degli wine lovers.

Dalla ricerca condotta su un campione di 1.000 consumatori di vino della popolazione italiana risulta che:

  • il 55% dei consumatori non ha modificato le proprie abitudini
  • il 30% ha dichiarato di aver bevuto meno vino in quarantena
  • il 14% ha avuto un consumo superiore.

La conclusione è che per l’80% dei consumatori il “dopo” sarà come “prima”.

Posizione dei millenials

A sostenere che i consumi saranno superiori sono i millennials, che prevedono un aumento significativo dei consumi, in particolari dei vini mixati come voglia di tornare a una nuova normalità con i consueti elementi aggreganti (prodotto e luoghi di consumo come ristoranti, locali, wine bar). Questa posizione corrisponde ad una fetta di 1/3 del campione in termini di volume.

Le considerazioni di Veronafiere

Giovanni Mantovani, Direttore Generale di Veronafiere, ha così dichiarato:

Se poco sembra modificarsi nelle abitudini al consumo – e questa è una buona notizia -, le imprese del vino sono invece chiamate a profondi cambiamenti, alle prese con la necessità di reagire alle tensioni finanziarie e allo stesso tempo di difendersi dalle speculazioni. Il mercato e i suoi nuovi canali di riferimento saranno le principali cure per un settore che oggi necessita di un outlook straordinario sulla congiuntura e di un partner in grado di fornire nuovi orizzonti e soluzioni. Come Veronafiere da qui ai prossimi mesi vogliamo prenderci ancora di più questa responsabilità a supporto del settore“. 

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