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Il percorso verso il biologico di Lamole di Lamole

Molti anni fa Lamole di Lamole si è presa un impegno, quello di rispettare e preservare al meglio il territorio. Il motto della Cantina è: “Non ci sentiamo proprietari del nostro territorio, ma custodi. È una questione di rispetto”.

Per questo motivo, a partire dal 2005 è iniziato a Lamole un processo di riconversione sostenibile dei terreni, che ci consente oggi una conduzione interamente biologica dei nostri vigneti.

Oggi, 16 anni dopo, Lamole di Lamole è prossima a ottenere la certificazione biologica ufficiale.

Se cercate un approfondimento potete leggere l’articolo ” Lamole di Lamole, l’unicità nel Chianti Classico “.

È stato un percorso lungo e faticoso, e oggi Lamole di Lamole lo racconta attraverso le fasi del lavoro in vigna durante l’anno.

lamole di lamole

Potatura invernale

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La potatura invernale, è la prima importante tappa dell’anno.

È un lavoro che richiede pazienza, rispetto della pianta e profonda conoscenza delle tecniche di allevamento. Questa operazione è fondamentale per il futuro benessere della vite, che dovrà crescere sana e forte. Ma non solo: la qualità del lavoro svolto avrà un ruolo determinante nella qualità dell’uva prodotta dalla pianta.

Valorizzare lo scarto

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Conclusa la potatura invernale, si procede alla raccolta dei sarmenti, i tralci tagliati dalla vite. Questi vengono raccolti e sminuzzati per essere trasferiti ad una stazione di compostaggio, dove vengono lasciati a riposare per due anni. È il tempo necessario affinché possano trasformarsi nel compost che, a sua volta, sarà utilizzato come fertilizzante per la vite.

La vite, quindi, diventa nutrimento per se stessa, in un ciclo che si ripete ogni anno, nel pieno rispetto del territorio e dell’ambiente.

Aratura

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Alla fine di marzo si procede con l’aratura delle file, che permette di ossigenare il terreno, favorire l’accumulo delle piogge primaverili e di interrare il compost maturato negli anni con gli scarti delle potature. Poi si procede alla cosiddetta colmatura, un intervento superficiale del sotto fila, necessario per la coesistenza con l’inerbimento permanente e per la conservazione di un corretto microclima per il germoglio.

Questi sono i passaggi preliminari che permettono di creare le condizioni migliori affinché la pianta cresca forte e dia buoni frutti. Grazie alle accortezze e agli strumenti che vengono impiegati, si riesce a limitare al minimo l’impatto ambientale del lavoro in vigna, creando un ecosistema salubre nel pieno rispetto dei cicli vitali della vite.

Selezione del germoglio

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Arrivati alle soglie di maggio, come ogni anno, il processo di selezione del germoglio viene interamente effettuato a mano dai viticoltori; una pratica laboriosa ma che consente di arieggiare la pianta, proteggendola dalle malattie e favorendo una buona maturazione dei suoi frutti.

Così si permette alla pianta, in modo naturale, di concentrare tutta la sua forza sulle gemme rimaste, garantendo la maturazione di uve di grande qualità.

Aratura

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Verso giugno si procede con una seconda fase di aratura delle file per estirpare l’erba cresciuta nei mesi successivi al primo intervento. Con questa lavorazione ci si assicura anche di ammorbidire il terreno per favorire l’assorbimento di acqua, creare ancora più ossigeno per il terreno e aria per far respirare la pianta.

Le stesse pratiche vengono ripetute più volte nello stesso anno a pochi mesi di distanza l’una dall’altra, perché l’obiettivo è quello di rispettare i tempi della natura e le sue esigenze, senza mai intervenire in modo radicale.

È l’uomo a servizio della terra, mai il contrario” dichiara l’enologo Andrea Daldin.

Cimatura del verde

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Non appena i fiori presenti sulla vite si sonno trasformati in frutti, si interviene in vigna con una pratica molto importante, la cimatura del verde.

Con una cimatrice viene sfoltita la fitta chioma delle piante per creare una superficie fogliare ampia e funzionale, per cercare di evitare il crearsi di condizioni microclimatiche sfavorevoli intorno ai grappoli.

Anche con questa pratica, spesso sottovalutata, Lamole di Lamole si prende cura delle sue viti, donando loro nuova luce e forza per un’ottimale maturazione dell’uva.

Ingabbiatura della vite

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Mediante il processo di ingabbiatura della vite, si interviene per proteggere la pianta e contenerne la sua sagoma poco prima che inizi l’ultima fase del suo ciclo vegetativo: la maturazione. La raccolta dei frutti per la vendemmia è sempre più vicina.

La vendemmia è un rito antico, un momento di festa in cui si raccolgono i frutti di tutto il lavoro di un anno intero.

La raccolta viene eseguita a mano, grappolo dopo grappolo, per poi trasportare tutto nei locali in cui sarà effettuata la vinificazione.

Non c’è una data precisa in cui iniziare, il periodo varia tra settembre ed ottobre, a seconda dei diversi fattori che influiscono sulla maturazione delle uve: per questo, è importante rispettare i tempi della natura.

La terra, se trattata con il giusto rispetto, ci dona uve di grande qualità.

Ed è da queste uve che nascono i vini di Lamole di Lamole perfettamente rappresentati nella Selezione di xtraWine.

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