En Primeur Bordeaux 2019: fare a botte per una botte?

Ogni anno, dall’inizio di aprile a metà luglio, la stagione en primeur impazza a Bordeaux. Di cosa stiamo parlando? Della Semain des Primeurs de Bordeaux, uno degli eventi più importanti della regione, en primeur, segna la prima opportunità per gli acquirenti e i critici di assaggiare l’annata dell’anno precedente, in questo caso della vendemmia 2018. Durante questo periodo, i produttori possono iniziare a vendere i loro vini sul mercato dei “futures“, dei futuribili. Questi vini infatti non sono assolutamente pronti e in genere il succo trascorrerà altri due anni in botte prima dell’imbottigliamento. Con l’incognita dei risultati.

Perchè tanto successo per l’en primeur di Bordeaux? Breve storia del mercato delle botti

Comprare e vendere un prodotto di questa caratura prima che sia pronto per il rilascio potrebbe sembrare azzardato – lo è in tutto e per tutto – ma ci sono una serie di ragioni per cui questa tradizione mantiene un suo fascino e un suo interesse per merchant e produttori. Oggigiorno, tuttavia, alcuni esperti ritengono che questa vetrina sia obsoleta e che l’interesse del produttore sia andato perduto dal momento in cui le proprietà della regione sono passate in mano di gruppi e investitori internazionali, di per sè già volti al commercio.

Le origini della tradizione En Primeur risalgono al periodo successivo alla classificazione e riconoscimento dei Bordeaux del 1855, quando un gruppo di mercanti escogitò un sistema per pagare i produttori bordolesi per il loro vino mentre era ancora in botte. Ciò permetteva ai Domaines di avere fresca e immediata liquidità anticipata e di restituire il favore vendendo ai négociants a tariffe ridotte, mantenendo di conseguenza bassi i prezzi al consumo finale. È stato uno scenario vincente per tutti i soggetti coinvolti storicamente.

Nel corso del tempo, tuttavia (in particolare negli ultimi due o tre decenni), il vino di Bordeaux è diventato un bene di lusso, alimentando esponenziali aumenti di prezzo. Al giorno d’oggi, la domanda dei consumatori è tale che gli Chateaux dettino i prezzi anche durante le anteprime, di fatto l’interesse economico dei compratori si appiattisce e si confronta con il rischio di comprare parcelle deludenti.

Perchè continuare con gli en primeur a questi costi? Una questione di cuore

Il Bordeaux Wine Council denota un’abbassamento della mole di affari della Semain des Primeurs de Bordeaux ma non dell’interesse mediatico e turistico che genera. Se infatti gli interessi non sono più economici la settimana delle anteprime concentra l’attenzione sulla produzione di questi vini e ne diffonde la fama in termini di cultura attraverso il dialogo con chi produce tali capolavori.

Le case d’asta invece ritengono che la pratica possa, molto lentamente perder di appeal. Infatti molti produttori di Bordeaux stanno diventando sempre più competenti lato marketing e comunicazione, volgendosi non più soltanto alle distribuzioni ma anche direttamente ai consumatori/collezionisti finali. Sicuramente oggi il mercato dei collezionisti alimenta un giro di affari superiore a quello dei decenni scorsi rivolto al consumo e questi introiti permettono al produttore investimenti diversi.

Inoltre le tradizioni persistono perché sono esattamente questo: tradizioni. Nel Vecchio Continente la cultura enoica affonda radici ben più profonde dei vitigni coltivati. Aldilà dei disciplinari, regioni come Bordeaux o quelle italiane hanno raggiunto una capacità evocativa e un attaccamento alla tradizione sinonimo di qualità e brand. I singoli produttori hanno un legame di affetto con queste tradizioni, un legame condiviso con la terra e con chi permette ad ogni pasto di proseguire questa storia d’amore.

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