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Dolcetto d’Alba, storia e origine di questo vino

Quando parliamo di vini rossi italiani non possiamo che menzionare il noto Dolcetto, frutto dell’uva più diffusa delle Langhe. Raccolta in terra piemontese, quest’uva dal sapore precisamente dolce dei suoi acini, consegna per tale peculiarità la nomenclatura di Dolcetto. Essa nei tempi passati svolgeva la funzione di ausilio per coloro i quali presentavano disturbi allo stomaco, mediante la spiccata dolcezza e la ridotta acidità. Il Dolcetto si fa garante di eccellenti vini, cosa da attribuire certamente alla maestria e passione dei produttori che lo hanno esaltato secondo un gusto che possa sorprendere piacevolmente il degustatore.

Origine

Rintracciare le origini di un’uva, il più delle volte, non è cosa facile. Per quanto riguarda il Dolcetto non abbiamo che delle supposizioni in grado di sostenerne un’origine legata alle Langhe o alla Liguria, dove prende il nome di Ormeasco. Tuttavia, qualunque delle due sia la terra natia, si deduce che il Dolcetto sia giunto a noi come il risultato di frequenti scambi commerciali avvenuti nel periodo medievale.

Quanto di certo riusciamo ad associargli risale al 1700, mentre sappiamo che solo nel 1800 ci si cimenta nella coltivazione di questa dolce uva nelle Langhe, conquistando il merito e l’onore di vino tipico e diffuso di questa terra. Infatti, in terra piemontese il Dolcetto viene utilizzato per produrre undici vini monovarietali a Denominazione d’Origine Controllata (DOC) così come in due vini a Denominazione Controllata e Garantita (DOCG).

Dolcetto d’Alba

In questa gamma di vini, il Dolcetto d’Alba è sicuramente quello più noto e diffuso oltre i confini dello stesso Piemonte. La sua produzione avviene nelle terre posizionate sulla destra del fiume Tanaro, lì dove è consueta la pratica della coltivazione delle celebri nocciole.

La caratteristica principale del Dolcetto d’Alba è quella di essere un vino capace di essere eloquente attraverso una percettibile freschezza e una prontezza di aromi e sapori floreali e fruttati che ne esprimono tutto il  carattere. La sua semplicità potrebbe renderlo annoverabile tra i vini meno pregiati, tuttavia sono tanti i casi in cui questa uva riesce ad emergere per la produzione di vini strutturati e complessi, anche senza l’utilizzo del legno. Quest’ultimo infatti viene utilizzato raramente dai produttori che tendono a ricorrere, invece, a contenitori inerti, proprio per le qualità che lo caratterizzano.

Caratteristiche

Constatato che il Dolcetto d’Alba sia il frutto di questa unica varietà d’uva, diciamo che il suo volume alcolico è minimo di 11,5%, privo di tempi minimi di maturazione prima della commercializzazione. Nel caso in cui il volume alcolico del vino appaia, poi, superiore al 12,5% e sia maturato per almeno un anno, il Dolcetto d’Alba può presentare la menzione superiore in etichetta.

Alla vista il Dolcetto si presenta come caratterizzato da un colore da un rosso rubino intenso e scuro, con sfumature accese e tonalità rosso porpora intenso derivate dall’abituale consumazione di questo vino dopo diversi mesi dalla sua produzione.

Per quanto riguarda i profumi, esso si distingue per il carattere schietto e immediato del vino che ne esprime gli aromi precisamente identificabili dall’olfatto.

Sul gusto, poi, c’è da dire che i vini prodotti con il Dolcetto sono piuttosto asciutti e secchi, moderatamente acidi e lasciano in bocca una delicata nota d’amarezza.

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