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Castello di Cigognola: ritorno al futuro dal “Vecchio Piemonte”

Quando si arriva per la prima volta in Oltrepò si ha un effetto sorpresa determinato dalla discrepanza tra l’immaginario, richiamato dal nome che ricorda la grande pianura, e il paesaggio reale invece composto da ripidissime colline con vigneti fitti fitti. Appena si scopre il nome antico della zona, Vecchio Piemonte, si conciliano immediatamente il potere evocativo del nome con l’aspetto reale del paesaggio, che ricorda più le langhe che la pianura padana. Da questo legame storico nasce la cultura vitivinicola del Castello di Cigognola, dalla vocazione geologica unica dei terreni il talento di questa azienda che vuole partire da queste basi per pensare ad un futuro diverso per l’Oltrepo.

Il Castello domina dalla cima della collina gran parte della pianura Padana fino alle cime innevate delle Alpi. Il Castello che è stato decorato dal maestro architetto Mongiardino,  con un meraviglioso giardino disegnato da Paolo Peirone è anche parte del FAI.

I vigneti si girano su diverse esposizioni e sono impiantati in maniera fitta sui lati ripidi della collina e contano circa 3 ha di Nebbiolo, 8 circa di Barbera e il restante a Pinot Nero è dedicato quasi tutto al Metodo Classico Moratti.

Alcune frazioni dei vigneti a Pinot Noir, con diverse esposizioni, sono dedicate ad un progetto unico per produrre un grande vino fermo seguito dall’enologo Federico Staderini che uscirà solo alla fine del 2021.

Il Nebbiolo viene selezionato al massimo per produrre una piccola quantità di vino estremamente pregiato che ha vinto ad ora molti premi: “Per Papà”. Un vino esclusivo voluto da Gian Marco Moratti in onore di suo padre Angelo seguendo un progetto enologico di Riccardo Cotarella. Un vino che fa scoprire le grandi potenzialità di questo vitigno regalando una nuance diversa legata a questo territorio unico.

Dodicidodici (1212) è l’anno di fondazione del Castello per ricordare la storia che riempie gli occhi di questa realtà. Per noi il Barbera deve esprimere la sua natura semplice e diretta nella sua bevibilità e così di conseguenza questa versione piena di frutto e fresca ma senza“sovrastrutture”. La Maga invece è un cru, un vigneto, esposto a Nord che abbiamo preferito per un maturazione più lunga sul legno.

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