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Brandy storia, come si fa, come si degusta

Il brandy è un distillato prodotto dalla distillazione del vino. Il brandy (non brendy) è famoso in tutto il mondo, ma qual è la sua storia? come si fa? come si degusta? In questo articolo cercherò di dare le risposte a queste domande.

Brandy: la storia

Il termine “brandy” è l’abbreviazione inglese di brandywine, che a sua volta deriva dall’olandese brandewijn (vino bruciato). Si deve, quindi, agli olandesi la sua diffusione prima in Europa, poi nel Mondo.

Questo distillato nasce con il califfato degli Omayyadi durante l’espansione araba. Nel XIV secolo gli alchimisti islamici cercavano cure contro le crisi respiratorie e iniziarono ad usare gli alambicchi per distillare delle bevande a scopo medico.

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I primi europei a produrre il brandy sono gli spagnoli, in particolare in Andalusia. Gli olandesi, grandi mercanti di vini e distillati, hanno da subito compreso il potenziale di questo distillato e lo hanno da subito iniziato a diffonderlo.

Brandy: quale vino utilizzare

Il primo passo nella produzione di un ottimo brandy è la scelta della materia prima, cioè il vino da utilizzare. Viene utilizzato un vino bianco di qualità, fresco,a bassa gradazione alcolica e non aromatico.

Il vino bianco non deve contenere solfiti o conservanti, perché questi potrebbero creare sgradevoli sapori nel prodotto finale. Il vitigno più utilizzato è il Trebbiano. In Italia è utilizzato sia il trebbiano toscano che quello romagnolo. In Francia il Trebbiano è chiamato Ugni Blanc.

Brandy: come si fa

Una volta scelta e selezionata l’uva, inizia la distillazione. Questa può essere di 2 tipi: continua o discontinua.

La distillazione è classica, doppia, con la caldaia riempita di vino e scaldata con il vapore. Il vapore, salendo, attraversa il collo dell’alambicco per arrivare nel refrigeratore e qui si condensa.

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Alambicco per la distillazione di brandy

Come per gli altri distillati, anche nella prima distillazione del brandy si scartano la testa e la coda, che sono piene di sostanze poco gradevoli (possono venire ridistillate).

Quando il brandy esce dall’alambicco, inizia la fase dell’affinamento in botte. Il prodotto uscito dagli alambicchi ha una gradazione del 70% circa, viene allungato con acqua per far scendere il potere alcolico.

L’affinamento

La fase dell’affinamento è molto importante e le botti costituiscono un ingrediente del brandy. L’affinamento in botte dura almeno un anno.

Il legno rilascia tannini, sapori e profumi che poi finiscono nel brandy. Importante è anche la scelta del tipo di legno usato per le botti. Ci sono produttori che usano la quercia dell’Allier e del Limousine, chi usa botti nuove, chi botti vecchie e chi entrambe.

Durante l’affinamento il distillato evapora, si ossida, si sviluppano note di spezie. Il processo di affinamento è un processo lento che richiede tempo

Un Brandy Riserva affina almeno 2 anni in botte. Di solito, l’affinamento dura dai 3 ai 5 anni fino ad arrivare a brandy affinati 30 o 40 anni.

Il brandy ha annata?

Il brandy non ha un annata. Il brandy è un blend di annate differenti. In etichetta, per legge, va indicata l’età del prodotto più giovane usato. L’annata di un brandy non è importante ai fini della qualità del prodotto finale.

Alcuni produttori, in casi di annate rare e particolarmente qualitative, producono un brandy d’annata indicando l’anno della vendemmia.

Bandy e Cognac sono stessa cosa?

Mentre il Brandy può essere prodotto un po’ ovunque, il Cognac è un tipo particolare di brandy ed è prodotto esclusivamente in Francia. Ogni distillato prodotto fuori dall’omonima regione francese si chiama brandy.

Il Cognac si produce solo da uve Ugni Blanc, Folle Blance, Collombard e Sémillon. La produzione del cognac avviene sotto la supervisione del BNIC (Bureau National Interprofessionel du Cognac).

Per quel che riguarda la classificazione, il cognac il base all’affinamento ha una classificazione differente e cioè:

  • VS (Very Superior): fino a 4 anni e mezzo;
  • VSOP (Very Superior Old Pale), VO (Very Old): fra i 4 anni e mezzo e i 6 anni e mezzo;
  • Vieille Reserve, Grande Réserve, Royal, Vieux, XO (Extra Old) e Napoléon: superiore a 6 anni e mezzo;

Brandy spagnolo

Simile al cognac francese è il brandy spagnolo. Il brandy spagnolo è invecchiato con una tecnica particolare: Criaderas y Soleras.

A seconda dell’invecchiamento si claffica il brandy in:

  • Brandy Solera: superiore a 6 mesi
  • Brandy Solera Reserva: minimo 1 anno
  • Brandy Solera Gran Reserva: oltre 3 anni

Il brandy spagnolo è tutelato con la denominazione di origine controllata, e il brandy de Jerez può essere prodotto e invecchiato solo nella regione di Jerez.

In Messico, Perù, Cile viene prodotto un particolare tipo di brandy, detto Pisco.

Brandy: la degustazione

Mai mettere del ghiaccio nel brandy. Il bandy si beve in baloon ampi o in bicchieri a uovo tronco. Ideale è lo snifter.

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Il brandy va tenuto in mano, scandandolo con le mani per esaltare le caratteristiche organolettiche.

Cherry Brandy

Il Cherry Brandy è un liquore molto dolce ottenuto dalla macerazione di ciliege intere in brandy e in alcol etilico buon gusto. Si ottiene lo Cherry se la miscelazione è fatta con alcol etilico buon gusto, sciroppo o zucchero e acqua distillata.

Brandy: abbinamenti

Il brandy può essere degustato con formaggi erborinati intensi e molto stagionati. Un altro abbinamento è il cioccolato: il corpo del brandy sono perfetti per tagliare il gusto burroso e complesso del cioccolato.

Il brandy è usato nella preparazione di cocktail, alcuni famosissimi (French Connection, Alexander).

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