Cos’è il Barolo Chinato? Storia di una medicina diventata fine pasto

Per molti amanti del mondo del vino, il Barolo è un punto di arrivo. Sofisticato, elegante e vellutato è difficile aspettarsi di meglio da un vino rosso; oggi proviamo ad andare oltre presentando una declinazione diversa e ai più sconosciuta del Barolo: il Barolo Chinato.

Cos’è il Barolo Chinato? Una questione di ricetta

Il Barolo Chinato è per definizione un vino aromatizzato e si ottiene miscelando alcol etilico con zucchero e Barolo DOCG. Gli aromi e il nome vengono dati dalla China, Cinchona calisaya, e un bouquet di altre spezie e piante aromatiche che vedremo.

La storia di questo prodotto è interessante: il Barolo Chinato nasce nei laboratori di farmacie e speziali piemontesi verso la fine dell’800 come rimedio per i malanni invernali. La tradizione vuole che l’idea di adoperare un vino nobile come il Barolo a scopi terapeutici sia pensata dal dottor Giuseppe Cappellano, un farmacista di Alba. In questo periodo la medicina si basava quasi esclusivamente sull’uso di piante e spezie per la composizione di rimedi ai malanni più lievi e comuni, non è quindi strano trovare in questo periodo esperimenti di questo tipo.

Chi diede un nome e una ricetta al Barolo Chinato fu qualche anno più avanti Giulio Cocchi nel 1891, iniziando una propria produzione e commercializzazione ad Asti. La ricetta oggi come allora prevede di aromatizzare il Barolo con triti di spezie poste in infusione alcolica e stabilizzate per alcuni mesi.

Le spezie utilizzate da Cocchi sono radice di rabarbaro e di genziana, seme di cardamomo e la corteccia di China calissaja. La China, tra queste essenze e quelle comunemente usate in altre ricette, è senza dubbio la più caratteristica.

Da medicinale a fine pasto

Dai primi del ‘900 il Barolo Chinato si è affermato come “metodo della nonna” nelle campagne piemontesi. In particolare nei freddi mesi invernali, il Barolo veniva servito caldo e aromatizzato con erbe di campo anche nelle case di campagna. Il Barolo dolcificato e così aromatizzato è diventato una bevanda da accoglienza, da momento conviviale, non sempre rispettando disciplinari o ricette precise.

Oggi, pur non essendoci ancora un disciplinare preciso per il Barolo Chinato, viene imbottigliato da noti produttori di Barolo come Ceretto, Marchesi di Barolo e Vajra ad esempio, che garantiscono la qualità ad un prodotto molto legato alla tradizione contadina.

Questi Baroli dolci si prestano particolarmente come vini da dessert o meditazione avendo alto tenore alcolico (15-18%), aromi di frutta rossa matura ed erbe montane. A differenza dei Porto, questi prodotti non sono fortificati se non da infusioni alcoliche di erbe aromatiche e spezie tra il 10 e il 15% su volume, la restante parte deve essere Barolo DOCG.

Il Barolo Chinato va servito tra i 15 e i 18° e si presta particolarmente per l’accompagnamento di dolci a base di mandorle, cioccolato fondente e pere cotte.

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