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“La parte degli angeli” il whisky nel cinema di Ken Loach

Quando tutto sembra essere avverso, quando il tempo pare accordare gli equilibri di pochi eletti, ecco che per alcuni la società diviene una grossa scatola pronta a sballottare i più deboli verso le alte maree delle ormai inquinate problematiche sociali e politiche. È la storia di Robbie, che sceglie di trovare per sé un posto diverso da quello che la società gli propone. E se la società è lo specchio più nitido della vita, allora bisogna essere protagonisti di una e dell’altra. Così, in seguito ad una condanna al carcere mancata grazie alla comprensione di un giudice clemente, Robbie trova la propria svolta in ciò che è chiamato a fare: lavori sociali

Il nucleo

C’è però qualcosa che più di ogni altra muove Robbie, qualcuno che per il solo fatto di esistere cambia le carte della sua vita: Luke, il figlio. Da questo momento in poi appare fondamentale la presenza rasserenante di Rhino, il responsabile del gruppo di ragazzi addetti ai lavori sociali, a cui Robbie appartiene, il quale consente al giovane di inserirsi tra gli appassionati e i conoscitori di whisky

Dall’olfatto e il palato sopraffini, Robbie emerge sin dal principio, facendosi notare tra i ricchi collezionisti e i raffinati degustatori della preziosa bevanda.

Ecco che Robbie insieme ad una ragazza cleptomane e ad altri due pregiudicati scampati al carcere, decidono di mettere in atto un colpo che gli consentirà di recuperare un pò di denaro recandosi a un’asta e rubando il contenuto di un’antica e inestimabile botte di whisky.

Immediatamente troviamo presenti nell’unico e assurdo mondo di sperpero e ricchezza, sia gli alienati collezionisti pronti ad elargire incomprensibili cifre per un’unica botte di liquore, che coloro i quali si accontenterebbero di frammenti di beni a cui i primi non badano. A Robbie e alla sua troupe basterebbe molto poco, solo

 il 2% del whisky che evapora, sparisce nell’aria. E’ chiamata “La parte degli angeli“.

Questa minima parte di whisky evapora dalle botti e si disperde. Un piccolo desiderio che prevede poche bottiglie in virtù di un sogno altrimenti irrealizzabile: far crescere i figli lontano dalla miseria, secondo un’esistenza regolare, distesa, permettendo a Robbie di restare una volta per tutte lontano dai guai.

Nel film di Ken Loach, la commistione fra la robustezza di un dramma e la leggerezza di una commedia, si muove sullo sfondo non di scadenti vini liquorosi, ma dei migliori whisky di malto al mondo. 

È un whisky incredibilmente raro. Sarebbe come se uno avesse Monna Lisa in camera da letto.

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