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50 candeline per il gruppo Cristoforetti e Delibori

Alla scoperta della storia e dell’evoluzione del Gruppo Cristoforetti e Delibori, che ha da poco superato il traguardo dei 50 anni di attività.

Il gruppo Cristoforetti e Delibori ha sede nel cuore del territorio del Bardolino Classico, sulle colline moreniche che abbracciano il Lago di Garda. Nato dall’amicizia tra Walter Delibori e Giorgio Cristoforetti oltre 50 anni fa. Il gruppo ad oggi include diverse realtà che rappresentano l’eccellenza della produzione vinicola del territorio, creando vini autentici e mantenendo l’equilibrio tra uomo, paesaggio e natura. Se cercate un approfondimento potete leggere l’articolo “Villabella“.

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Ieri

È il 1971: Walter Delibori, veronese, e Giorgio Cristoforetti, trentino, uniscono i loro percorsi di vita dando origine a una grande avventura, che segnerà in maniera indelebile le loro vite e quelle delle loro famiglie.

Nel territorio del Bardolino, iniziano a gettare le fondamenta della loro cantina: inizialmente, vendendo vino sfuso alle altre cantine della zona e un po’ all’estero. Nei primi anni ‘80, il paesaggio attorno al Lago di Garda era molto diverso: i vigneti, coltivati secondo il metodo della pergola, che dà un’elevatissima produzione per ettaro, dominano il territorio. Walter e Giorgio decidono di andare contro corrente, e di portare i loro vigneti a filare: una resa molto più bassa, certo, ma un’attenzione alla qualità nettamente superiore. Nel 1988 costruiscono la nuova struttura della cantina, a Calmasino, che è poi rimasta la storica sede dell’azienda.

In un mondo dominato da aziende familiari, la storia di Cristoforetti e Delibori risulta sicuramente originale. Non è scontato riuscire a portare avanti un progetto così duraturo iniziato da un’amicizia.

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Cristoforetti e Delibori

Oggi

Con il passare del tempo, iniziano ad essere coinvolti anche i figli, Tiziano Delibori prima, Franco e Angela Cristoforetti più avanti. Nessuno manca di fare gavetta: iniziano a conoscere l’azienda dal basso, svolgendo le mansioni più differenti. Questo ha permesso poi negli anni di sviluppare una conoscenza approfondita di cosa succede nei vari reparti dell’azienda.

Il lato positivo di lavorare con la propria famiglia è  l’unione: insieme è più facile superare gli ostacoli” dice Giorgio. Il passaggio generazionale è basato sulla fiducia e sul rispetto dell’esperienza dei padri da un lato e delle nuove idee dei figli dall’altro, un approccio che ha permesso a questa storica azienda di arrivare dov’è oggi.

Grazie alle idee di Franco, cambiano la produzione da vino sfuso a vino in bottiglia, dando maggior valore al loro marchio e alla loro attività. Insieme a Tiziano, che crede fermamente nella necessità di creare vini che esprimano identità, lavorano per definire il nuovo volto dell’azienda. Cura della vite, ricerca, innovazione, desiderio di migliorarsi sempre di più: con questi principi ben saldi in mente, il volto del gruppo Cristoforetti e Delibori cresce sempre di più. Ad oggi, contano il marchio Delibori, Vigneti Villabella e Villa Cordevigo, Wine Relais che ospita al suo interno il ristorante stellato Oseleta.

Villa Cordevigo è oggi gestita da Lorenza, terza generazione dei Delibori, che è stata conquistata dalla passione di famiglia e cura, nel ruolo di Maître de Maison, l’esperienza di accoglienza della Villa.

I valori di sempre in un’azienda in evoluzione

I valori che ci contraddistinguono sono Terra, Rispetto e Passione.” racconta Franco.

“Terra perché è da dove tutto ha avuto origine e che ancora oggi è l’elemento di cui dobbiamo prenderci maggiormente cura, perché è alla base di tutta la nostra produzione.

Rispetto, per i lavoratori, per la tradizione, per il territorio: la storia stessa dell’azienda nasce dal rispetto reciproco fra i due fondatori, per cui è stato naturale portare avanti questo principio anche con tutti i nostri collaboratori.

Passione: il settore del vino è particolare perché ha due anime. Un lato più “glamour”, fatto di appassionati che bevono per il piacere e il gusto di farlo; un lato strettamente legato alla terra, allo “sporcarsi le mani”. Il punto di unione fra questi due mondi apparentemente distanti è proprio la passione: lavorare nel settore del vino richiede molta energia e dedizione, se non fossimo molto motivati tutto questo non esisterebbe.”

Il cuore dell’azienda: alla scoperta del Morlongo Montebaldo

Se si potesse scegliere un vino che racchiuda tutti i principi e valori dell’azienda, sarebbe il Morlongo Montebaldo. Un vino che racconta di rispetto della tradizione, valorizzazione del territorio, condivisione della cultura del vino. Delicatamente fruttato e con note di fragola e frutti di bosco, la sua versatilità lo rende un perfetto vino “gastronomico”. Si sposa con tutti i piatti tipici della tradizione italiana a base di carne: da un aperitivo di salumi alla pasta al sugo a un piatto di carne alla griglia o bollita. Un vino asciutto e morbido, caratterizzato da freschezza e bevibilità.

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Villabella Bardolino Morlongo Montebaldo

La realizzazione del Morlongo fa parte di un percorso di valorizzazione del Bardolino come zona di produzione vinicola, culminato nel 2021 con il riconoscimento di tre distretti, Montebaldo, La Rocca e Sommacampagna. Questi tre Cru, già noti alla fine dell’Ottocento e apprezzati in tutta Europa, tornano adesso a godere del valore che meritano grazie al progetto Bardolino Cru.

Domani

Le prospettive per i prossimi anni sono molteplici. Da un lato c’è l’obiettivo di integrare sempre di più tecnologie all’avanguardia per poter rispettare al meglio le caratteristiche del territorio. Dall’altra c’è il desiderio di coinvolgere maggiormente le nuove generazioni nella tradizione del vino.

“È sempre più difficile trovare giovani che abbiano voglia di imparare il mestiere, acquisire capacità pratiche: noi vorremmo trasmettere la soddisfazione che genera il lavorare la terra, vivere all’aria aperta, essere in connessione con una tradizione millenaria come la coltura della vite.“ dice Franco.

Tradizione e innovazione si mescolano nel campo: l’unico modo per mantenere la cultura del “saper fare” è investire nei giovani.

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