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4 su 10 cantine vitivinicole vicine al crack

L’emergenza sanitaria del coronavirus e la chiusura forzata di alberghi, agriturismi, bar e ristoranti ha avuto come conseguenza il brusco crollo del fatturato di 4 cantine italiane su 10.

Ad esempio il fatturato delle aziende vitivinicole lombarde ha subito un calo fino all’80%: in Lombardia vi sono oltre 3000 imprese che producono per quasi il 90% vini di qualità (5 DOCG, 21 DOC e 15 IGT).

La chiusura forzata italiana ed all’Estero ha comportato un calo sensibile delle esportazioni, aggravato anche dalle difficoltà logistiche. L’Italia nel 2019 nelle spedizioni fuori dal confine nazionale ha raggiunto il 58% del fatturato totale, il massimo di sempre, e cioè 6,4 miliardi di euro.

L’allarme sul vino italiano

A lanciare l’allarme è la Coldiretti che ha elaborato un piano salva vigneti per affrontare l’emergenza coronavirus. Il mercato del vino italiano offre occupazione a 1,3 milioni di persone e ha un giro d’affari di 11 miliardi di euro.

La proposta di Coldiretti

Le aziende non riescono a far fronte ai pagamenti e a finanziare il ciclo produttivo che, dalla campagna alla cantina, non si può fermare. Le misure messe in campo con il blocco delle rate di mutui, prestiti, tasse, contributi sono certamente utili ma non bastano ed è indispensabile mettere a disposizione delle aziende vitivinicole liquidità sotto forma di prestiti a lunga scadenza a tasso zero e garantiti dallo Stato, pari ad una percentuale del fatturato dell’anno precedente, da erogare attraverso una semplice richiesta alle banche. Un intervento veloce e semplice che dovrebbe essere garantito indipendentemente dalla dimensione aziendale al quale va aggiunta – conclude – anche una compensazione a fondo perduto sulle perdite subite sotto forma di risarcimento del danno“.

La Coldiretti, a livello nazionale, è impegnata nella campagna #iobevoitaliano che serve sia a promuovere gli acquisti, sia per sostenere con massicci investimenti (pubblici e privati) la ripresa delle esportazioni del vino italiano, finanziando un piano straordinario di comunicazione sul vino che rappresenta un elemento di traino per tutto il Made in Italy. Le risorse dovranno arrivare anche dall’UE per consentire alle cantine di utilizzare i fondi anche per attività di informazione e promozione sul mercato interno ed europeo.

Il Piano salva vigneti

Il Piano salva vigneti, che è stato presentato al Governo, prevede la distillazione volontaria, cioè togliere dal mercato almeno 3 milioni di ettolitri di vini generici per trasformarli in alcol disinfettante per usi sanitari da impiegare nella lotta del coronavirus nelle regioni del Nord e del Sud. Tale misura vuole ridurre le eventuali eccedenze produttive, favorendo l’acquisto di alcol italiano, che sugli scaffali italiano è stato il prodotto, secondo l’IRI, che ha registrato il maggior incremento delle vendite.

Altro punto del Piano prevede la vendemmia verde su almeno 30.000 ettari per ridurre la produzione di almeno altri 3 milioni di ettolitri della produzione sui vini di qualità in modo da evitare un eccesso di offerta.

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