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Il Podere Forte, la stella della Val d’Orcia

L’impresa di un ingegnere – contadino

In un antico borgo toscano un ingegnere-contadino guida un’azienda agricola che si estende per 500 ettari, (di cui 24 a vigneti), in Val d’Orcia (Patrimonio dell’Unesco dal 2004), sulle colline senesi. Si chiama Pasquale Forte e si definisce “direttore d’orchestra”. I suoi “musicisti” producono in primo luogo grandi vini, si prendono cura dei vigneti, degli uliveti, dell’orto botanico, dell’allevamento dei maiali di cinta senese (da cui ricavano eccellenti salumi), del gregge di pecore, delle vacche di razza Chianina, degli animali da cortile, tra cui troviamo, polli, galline, faraone, conigli, fino ai campi di grano che circondano l’iconica Cappella di Vitaleta.

Tutto ha avuto inizio a metà degli anni novanta, quando l’ingegnere visita l’area di Castiglione d’Orcia e se ne innamora perdutamente. Nel 1997 decide di dare vita all’azienda agricola che porta il suo nome scoprendovi all’interno un luogo dalla storia centenaria: il Podere Petrucci, ormai abbandonato. Esso diverrà il luogo di elezione per recuperare la tradizione agricola e vitivinicola valdorciana. Da questo incontro nasce dunque un’entità nuova ed antica, pronta ad ereditare l’impegno di generazioni contadine affinato da un bagaglio di esperienze contemporanee.

Questo è Podere Forte.

La scelta “biodinamica”

Il rispetto per l’ambiente non è soltanto un investimento in qualità e salute, ma una garanzia di futuro e sostenibilità per le prossime generazioni. Per questo motivo e secondo queste finalità, l’azienda ha intrapreso una conversione in due fasi: la prima, cominciata nel 2004, con cui ha ottenuto nel 2008 la certificazione biologica; mentre la seconda, subito dopo, ha condotto Podere Forte ad un riconoscimento internazionale, certificato da Demeter, per l’agricoltura biodinamica.

La certificazione biodinamica si traduce anche nel divieto assoluto di utilizzo di prodotti di sintesi nella gestione della vite. Le uniche deleghe consistono nell’utilizzo di zolfo e rame in qualità di anticrittogamici, supportati da preparati omeopatici per combattere le malattie della pianta. L’ambiente dove crescono le uve rispetta la biodiversità grazie alla coltura prossimale di uliveti, cereali, la presenza di boschi, pascoli e arnie per l’apicoltura che garantiscono l’impollinazione dei fiori e la migrazione dei lieviti autoctoni sulle bucce degli acini.

Podere Forte sta inoltre sperimentando l’uso dei droni per trattamenti biodinamici micro-diffusi, senza avere contatto diretto col suolo, riducendo così a zero il danno alle colture, la sicurezza sul luogo di lavoro dell’operatore, l’impatto ambientale, oltre ad aumentare la velocità e la cura di applicazione. 

La biodiversità

Per preservare la biodiversità, Podere Forte ha ricreato nei suoi appezzamenti l’antica idea di cortes romana: la fattoria polifunzionale dove uomo, piante e animali contribuiscono a creare un macrocosmo integrato, autosufficiente e sostenibile. Si producono vini, olio extravergine di oliva e miele. A completamento della biodiversità, Podere Forte ha introdotto l’allevamento di Cinte Senesi (suino tipico della Toscana), vacche Chianine, pecore di razza Suffolk, oltre a varie specie di animali da cortile, tutte nutrite con foraggio e semi di origine biodinamica.

I vini, veri capolavori del Podere

Ma la vera scommessa sono i vini. E soprattutto produrre grandi vini di territorio. La ricerca dei vigneti e la preparazione dei suoli è stata perciò impostata secondo un recupero dell’essenza Toscana, valorizzando le millenarie pratiche enoiche della regione e portando all’eccellenza il vitigno autoctono della Val d’Orcia: il Sangiovese.

Vitigno principe della Toscana, ha trovato a Podere Forte la sua espressione più alta, diventando il “padre” del vino Petrucci. Essere produttori in Toscana significa, però, cimentarsi senza preconcetti con i grandi blend bordolesi che, con il nome di Super Tuscan, oggi fanno stabilmente parte della produzione vitivinicola di questa regione.

La Cantina

La cantina e l’intero processo di vinificazione sono stati studiati nel pieno rispetto delle energie vitali espresse dalla vite e dal suo terroir.

La cantina, progettata su misura così come i macchinari e i tini, è un ambiente unico nel suo genere. Edificata su cinque piani, di cui solo due interamente fuori terra. La struttura permette la gestione dei flussi per gravità grazie ai pozzetti che collegano i diversi piani. In questo modo si limita l’utilizzo di pompe e si permette a uve, mosti e vino di scivolare verso le botti di affinamento, minimizzando lo stress meccanico.

I grandi vini:

  • Petrucci Anfiteatro Orcia D.O.C. – Nel 2008 nasce Vigna Anfiteatro, selezionata con la massima attenzione all’interno della proprietà per le sue caratteristiche pedologiche e microclimatiche uniche. Così, in seguito a studi e ricerche, nasce Petrucci Anfiteatro, espressione autentica del Sangiovese. Il vigneto è piantato con 7.800 ceppi per ettaro, lavorati biologicamente e con pratiche biodinamiche. Vinificato come unico Cru in un tino di rovere francese da 110 q.li appositamente studiato per Vigna Anfiteatro. I tempi di contatto sulle bucce arrivano sino a 32 giorni. Prodotto in circa 6000 bottiglie. Certificato Biodinamico “Demeter”. L’affinamento in barrique di rovere francesi da 228 lt e tonneau da 600 lt, di primo e secondo passaggio per 18 – 20 mesi. Fermentazione malolattica spontanea (affinamento in bottiglia, minimo 12 mesi).

  • Petrucci Melo Orcia D.O.C. – Nel 2003 nasce Vigna Melo, che dall’alto domina l’intera proprietà. Il vigneto gode di un suolo e di un microclima unico, realizzato con cura maniacale in ogni dettaglio. Petrucci Melo è 100% Sangiovese. Il vigneto è piantato con 6.250 ceppi per ettaro, lavorati biologicamente e con pratiche biodinamiche. Vinificato come unico Cru con tempi di contatto sulle bucce sino a 35 giorni. L’affinamento avviene in barrique di rovere francese da 228 lt e tonneau da 600 lt di primo e secondo passaggio per 18 – 20 mesi. Fermentazione malolattica spontanea (affinamento in bottiglia, minimo 12 mesi). Prodotto in circa 4000 bottiglie e certificato Biodinamico “Demeter”.

  • Guardiavigna Toscana I.G.T. Dal nome della piccola torre di guardia posta nel punto più panoramico del Podere, Guardiavigna è un vino biologico e biodinamico, certificato “Demeter”, dall’annata 2011 con una produzione di circa 7000 bottiglie unitamente a rari e preziosi grandi formati numerati. È l’espressione unica di Cabernet Franc. Il vigneto è piantato da 7.000 a 10.000 ceppi per ettaro, allevati a spalliera Guyot, lavorati biologicamente e con pratiche biodinamiche. Le fermentazioni avvengono spontanee in tini di rovere francese a 27-30°C. Affinamento in barrique di rovere francese di primo e secondo passaggio da 225 e 228 lt, dove il vino matura 20-22 mesi prima dell’assemblaggio finale. Fermentazione malolattica spontanea (affinamento in bottiglia, minimo 12 mesi).

  • Petruccino Orcia D.O.C. biologico e biodinamico. Imbottigliato in circa 15000 bottiglie. Nato nel 2002, proveniente prevalentemente dai vigneti più giovani, è un rosso di spiccata piacevolezza che manifesta pienamente il carattere e la fresca vivacità del Sangiovese in purezza. Prodotto con la stessa filosofia qualitativa di Petrucci sia in vigna che cantina, si caratterizza per fermentazioni spontanee in tini di rovere francese a 26-28°C. Malolattica in barrique e tonneau di rovere francese (100% secondo passaggio) da 228 e 600 lt dove l’affinamento prosegue per 14 mesi prima dell’assemblaggio. Seguono 6-8 mesi in bottiglia

  • Corfiero I.G.T. Toscana l’iniziazione all’arte del buon bere dei vini di Podere Forte, un blend di Merlot, Cabernet Franc, Petit Verdot e Sangiovese dalla cui unione nascono sfumature intense color rubino, un vino che inebria con profumi e sentori ricercati. L’affinamento avviene in barrique di rovere francese e tonneau da 600 lt, dove il vino affina per 18 mesi prima dell’assemblaggio. Seguono 6-8 mesi di affinamento in bottiglia.

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