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Spumante quando scade?

Lo spumante ha una scadenza? Spesso, soprattutto i meno esperti, si interrogano se uno spumante possa considerarsi bevibile, benché ancora integro sia nel tappo che nella bottiglia.

Ebbene cercheremo di rispondere a questa domanda cercando di capire se esiste o no una vera e propria data di scadenza dello spumante, sia questo dolce, brut, o lavorato con metodi particolari come per esempio il millesimato.

Scadenza dello spumante: alcune indicazioni

Stando alle indicazione dei produttori non esiste una data di scadenza vera e propria.

Esiste un tempo massimo di conservazione di uno spumante, entro il quale esso va consumato. Entro questo tempo il produttore garantisce uno spumante conforme agli standard di qualità e di gusto dello stesso.

scadenza spumante

Il tempo di conservazione degli spumanti varia innanzitutto a seconda che la bottiglia faccia parte degli spumanti dolci oppure secchi.

Altra discriminante è costituita dal metodo: questo può essere classico o charmat. Anche il metodo influenza tale lasso di tempo.

Gli spumanti dolci e aromatici (Asti o Brachetto) possono essere conservati per un tempo massimo di un anno dal loro imbottigliamento.

Gli spumanti Brut, come ad esempio il Prosecco, andrebbero consumati al massimo entro 2 anni.

Se avete dubbi su uno spumante Metodo Classico, state tranquilli: la data di conservazione che si estende addirittura a 4 anni dalla data di imbottigliamento.

Chiaramente tutto come conservate lo spumante. Conservatelo in maniera ottimale, attenendovi scrupolosamente alle indicazioni riportate in etichetta dall’azienda produttrice.

Attenetevi a parametri come temperatura, umidità e luce, fondamentali per mantenere in perfetto stato uno spumante, a prescindere dalla sua tipologia e dalle proprie caratteristiche intrinseche.

Sboccatura dello spumante: è una data di scadenza?

Un ulteriore parametro è la cosiddetta sboccatura. La sboccatura è un procedimento che si effettua in cantina e prevede l’eliminazione dei lieviti e dei residui presenti sul fondo della bottiglia dopo la fermentazione.

scadenza spumante

Molte aziende vinicole consigliano, al fine di di preservare le caratteristiche organolettiche dello spumante, di consumare la bottiglia entro i due anni dalla data di sboccatura (riportata in etichetta sul retro).

Scadenza dello spumante: obiezioni e dubbi

Naturalmente non bisogna prendere alla lettera: sebbene le case produttrici consiglino di consumare una bottiglia di spumante entro un paio d’anni dalla data di sboccatura, non siamo di fronte ad un prodotto di elevata deperibilità.

Le anidridi, infatti, contribuiscono ad eliminare eventuali parassiti. Le caratteristiche della bottiglia e del tappo servono a garantire la massima qualità, anche a distanza di molto tempo dalla data di sboccatura dello spumante.

Ci sono bottiglie di spumante che, anche a distanza di svariati anni, vengono aperte e consumate con tutto il piacere che ne consegue.

È sufficiente conservare in maniera opportuna la bottiglia di spumante, per poter gustare un prodotto ottimo e dalle caratteristiche organolettiche pressoché immutate.

La conservazione, un parametro fondamentale

Per riassumere: esistono bottiglie che presentano una certa personalità e qualità e durano oltre i due anni dalla sboccatura. Quello che è importante è come si è conservata tale bottiglia di spumante.

Se rispetterete i parametri di umidità e di temperatura consigliati dall’azienda produttrice, potrete gustare un buon bicchiere di spumante anche dopo molti anni dall’acquisto della medesima bottiglia.

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