Dal Codex Alimentarius nuove limitazioni sui contenuti di piombo nel vino

Si è parlato anche di vino alla 13esima riunione del Codex Committee on Contaminants in Foods tenutasi dal 29 aprile al 3 maggio in Indonesia.

Il Codex Committee on Contaminants in Foods è un comitato internazionale che si riunisce per impartire, confrontare e scrivere nuove regole e disciplinari sulla produzione e il commercio di prodotti alimentari. Dal 1963 tutte queste linee sono raccolte nel Codex Alimentarius, voluto dall’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura per avere uno standard internazionale al riguardo. Queste linee devono essere rispettate e alla base dei regolamenti nazionali di tutti i paesi partecipanti al FAO, che dal 2007 con l’ingresso di Russia e Montenegro include tutti i paesi mondiali tranne Andorra, Brunei, Città del Vaticano, Liechtenstein e Singapore.

Il Codex Alimentarius nasce allo scopo di garantire la sicurezza alimentare globale e si apre a dibattiti su tutta la filiera. Farmaci veterinari, additivi alimentari e pesticidi sono solo alcuni dei temi che si discutono per offrire standard produttivi chiari e precisi il cui rispetto è necessario per la salute di tutti. FAO e OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) si avvalgono di agenzie internazionali e indipendenti il cui confronto porta a scrivere nuovi articoli o rettificarne di già presenti.

La tematica che cerca di regolarizzare il Codex Alimentarius è sicuramente una delle più complesse ed importanti da allineare a delle regole standard e rispettabili per tutti.

Dibattito sui limiti di piombo nelle bevande alcoliche

Nel 2018, in occasione del comitato precedente, l’OIV fece presente che alcune tipologie di vino presenti in commercio hanno valori abituali di piombo ben superiori ai 0,5 mg/Kg auspicati e inscritti nel CODEX.

L’OIV è l’Organizzazione Internazionale della Vigna e del vino, un organismo intergovernativo che riunisce quasi tutti i paesi produttori di vino al mondo. Dal 2001, l’OIV si prefigge di avere un valore scientifico e tecnico su tutto ciò che deriva dall’uva e la sua produzione, per poter supportare gli organi nazionali e sovranazionali in materia.

L’OIV, presentando questa incompatibilità tra produzione e CODEX , si prefigge di presentare una proposta di revisione a luglio in occasione dell’Assemblea generale OIV. La proposta mira a trovare un compromesso tra le parti portando le soglie di piombo su litro a 0,10 mg per il vino e 0,15 per i vini liquorosi.

Importanza dell’aggiornamento del Codex

Come detto il Codex Alimentarius tratta una materia molto complessa poichè viva e influenzata dalle nuove scoperte in ambito sanitario e tecnologico.

In particolare sulla tematica del piombo nei prodotti agroalimentari si era scritto nel 2004, per ridurre i contenuti di piombo troppo alti che si erano analizzati in relazione alle conseguenze che questi stavano palesando sulla nostra salute. Entro il 2020 questi valori verranno rivisti in relazione alle nuove situazioni produttive e resi particolari per i vari settori agroalimentari.

Il raggiungimento di una coerenza tra OIV e Codex porterà ad allinearsi pratica e teoria, chiarezza necessaria quando si parla di prodotti capaci di influenzare la nostra salute.

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