Champagne inglese? Gli spumanti inglesi sono pronti a conquistare il mondo

L’Inghilterra non è mai stata particolarmente conosciuta per il vino prodotto localmente, ma le cose potrebbero essere in procinto di cambiare.

Grazie ai lenti cambiamenti geologici che nel corso dei secoli intervengono cambiando le condizioni della crosta terrestre, le ultime colture del Sud della Gran Bretagna sono risultate particolarmente interessanti. Così, le uve coltivate per molti spumanti inglesi, ora sono praticamente le stesse utilizzate nella regione di Champagne.

Caroline Stevens di Danebury Wines, una piccola cantina nell’Hampshire, spiega perchè in Inghilterra oggi ci sono le condizioni per fare Champagne attraverso i più classici Chardonnay, Pinot Nero e Pinot Meunier:

“Le nostre vigne oggi si trovano piantate sullo stesso filone di gesso che passa sotto la Manica e si apre in Francia nella regione dello Champagne. Il gesso è una delle componenti migliori su cui coltivare le viti, poiché è molto poroso e le radici possono facilmente penetrarlo. Fornisce quindi un ottimo drenaggio ma allo stesso tempo trattiene acqua sufficiente durante la secca”.

Queste condizioni migliorano le uve prodotte e fanno sì che il vino coltivato nel Regno Unito, in particolare nel sud dell’Inghilterra, stia diventando apprezzato dall’alta società locale.

I primi grandi traguardi per lo spumante inglese

La consacrazione degli spumanti inglesi è stata la menzione su Tatler, la bibbia della società mondana inglese. Tatler ha definito le bollicine inglesi “di gran moda”, scrivendo:

“Lo spumante britannico è diventato un punto di riferimento per le più belle cene all’aperto e rende gli aperitivi più rinfrescanti, gustato in una bella flute, possibilmente accompagnato da una goccia di Crème de cassis. “

A maggio uno spumante inglese è stato servito per la prima volta al Ritz di Londra come “Champagne del mese”.

Già essere insignito del titolo di Champagne non è da tutti, quando poi il riconoscimento viene da uno dei più esclusivi alberghi d’Europa, il clamore mediatico è assicurato. A selezionare una bottiglia di Rathfinny è stato l’italiano Giovanni Ferlito, sommelier e responsabile del vino e delle bevande al The Ritz, che ha dichiarato:

“Quando abbiamo offerto per la prima volta lo spumante inglese è stato difficile convincere la gente a provarlo, ma in un solo anno c’è stato un grande cambiamento anche nel pregiudizio delle persone nei confronti di queste nuove bollicine che ora sono molto richieste.”

Un’altro importante palco è stato calcato in aprile, quando il vincitore del Grand National Jockey Davy Russell ha festeggiato con una bottiglia di Coates e Seely, rompendo una tradizione di 172 anni di utilizzo dello Champagne.

Com’è e com’è fatto lo spumante inglese?

Sam Linter, amministratore delegato di Bolney Wine Estate, lo presenta così:

“Il vino inglese è più fresco, più croccante e lineare rispetto agli altri spumanti e pensiamo che sia ciò che lo rende così speciale. Si abbina anche molto bene con il cibo, offrendo un’esperienza completamente nuova, pur essendo realizzato con lo stesso metodo classico usato dallo Champagne.”

Ha voluto menzionare anche il successo crescente dei vini fermi locali:

“Anche i nostri vini fermi si stanno dimostrando adatti alle occasioni che contano. Il Pinot Grigio di Bolney Wine Estate infatti è stato servito a Wimbledon mentre il Bacchus è stato presentato e servito durante le gare del Jockey Club.”

Le nuove frontiere internazionali degli spumanti inglesi dopo la Brexit

Gareth Maxwell, direttore commerciale di Hattingley Valley Wines, uno dei maggiori produttori di spumante inglese nel Regno Unito, evidenzia che:

“Alla fine dell’anno scorso i nostri prodotti sono stati catalogati da Whole Foods negli Stati Uniti, in Germania e in Australia.

Le persone sono interessate agli spumanti inglesi perché climaticamente siamo l’unico altro posto al mondo che ha lo stesso suolo della regione dello Champagne in Francia.

L’Inghilterra per secoli è stata conosciuta come il centro del commercio del vino, siamo rispettati per questo, ma ora finalmente abbiamo un prodotto premium da offrire al mondo che ha il marchio della Gran Bretagna, un marchio molto forte in tutto il mondo.

Il vino spumante inglese fino a poco tempo fa veniva prodotto a partire da varietà di uve tedesche che nessuno voleva. Difatti se parli con chi ha avuto modo di assaggiarlo e ha più di 60 anni ti dirà che il vino inglese è terribile perché penseranno a quello che era 60 anni fa. Adesso è completamente diverso!”

Gareth ha spiegato anche che non c’è alcuna restrizione nella coltivazione di viti nel Regno Unito a differenza del resto d’Europa:

“Se lo volessi, domani potresti acquistare 20 ettari nell’Hampshire e allevarli a vigneto, mentre se andassi in una zona rurale in Francia potresti piantare un vigneto solo dopo aver ricevuto permessi, questo è comune in gran parte degli stati in Europa. Il mondo del vino spesso è colpevole di guardare troppo a sè senza aprirsi al nuovo, ma da 10 anni ormai è noto che lo spumante inglese è pronto e ha il potenziale per diventare grande.”

Anche la Brexit ha fatto la sua parte nella nascente industria del vino spumante in Gran Bretagna:

“La sterlina ha perso il 20% del suo valore dopo il voto sulla Brexit, questo ha reso lo Champagne il 20% più costoso e le nostre esportazioni più economiche ed appetibili.”

Wiston Estate: la bolla inglese valutata da The Wine Advocate

Se stai cercando di convincere uno scettico che lo spumante inglese sia un prodotto di alta qualità, i vini di Wiston Estate sono una scelta eccellente da provare.

Se guardiamo soltanto le competizioni di settore internazionali, vediamo come questo produttore abbia costantemente collezionato punteggi migliori anche nei giudizi alla cieca.

La Cuvee Brut 2009 ha raccolto la medaglia d’oro dai giudici di The Drinks Business nel 2018. Il meraviglioso scintillio del perlage british racchiude note di pane tostato e noci che conferiscono un’altra dimensione alla freschezza degli agrumi e della mela tagliata. Queste caratteristiche hanno meritato una valutazione di 92 anche dal The Wine Advocate di Robert Parker.

Se preferite cominciare l’experience inglese da un prodotto base, la scelta obbligata è la cuvee Wiston Brut. Questo prodotto dall’eccellente rapporto qualità prezzo ha vinto gli IEWA 2019 (Independent English Wine Awards), per il bouquet agrumato e di mela verde, tipico delle bollicine inglesi, e il finale lungo e persistente.

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