Ci lascia Bruno Giacosa

Il vino italiano e le langhe perdono, oggi, una delle pietre miliari della storia italiana, capace di condurre nomi quali Barolo e Barbaresco in ogni angolo di mondo. Bruno Giacosa, da tempo malato e affaticato, incarna il maestro indiscusso del vino albese, il riferimento assoluto per i produttori di vino italiani.

Il celebre produttore di vini si spegne a 88 anni. Un vignaiolo dal talento inestimabile, la cui Azienda Agricola Falletto nasce da uno spiccato intuito (affinato dopo aver aiutato suo nonno nella cantina) nell’acquisto del vigneto “Falletto” a Serralunga d’Alba. Nel 1966, Bruno, acquista anche i vigneti di Barbaresco “Asili” e “Rabajà”. Oggi si contano circa venti ettari di proprietà distesi tra Serralunga d’Alba, La Morra e Barbaresco.

Era sua caratteristica peculiare, l’attenzione e la cura del vino dalla coltivazione dell’uva, elemento primo e nobile che lo costituisce. Passione, forza e rispetto, innanzitutto verso la natura, racchiudono una filosofia semplice e genuina che solo pochi grandi uomini riescono ad abbracciare. Il Nebbiolo con Bruno raggiunge altissimi livelli, grazie ad alcuni accorgimenti dettati da uno stile di produzione solido ed efficace, capace di tramandare bottiglie ricolme di un liquido esemplare.

Dell’uomo dal carattere schivo, legato alla propria cantina di Neive, non può che vivere il ricordo di chi, percorrendo sentieri mai tracciati, ha creduto nella valorizzazione dei propri vigneti per mezzo di una straordinaria conoscenza delle colline albesi.

Dell’uomo dalla personalità dedita al rispetto del lavoro onesto, al rifiuto della cattiva qualità, resta il sapore di un vino che non tradisce gli ideali del suo artefice.

 

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