Abbinamento vino e pezzogna, i consigli

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Innanzitutto chiariamo effettivamente di che tipo di pesce si tratta. La pezzogna è di fatto un termine dialettale campano che definisce il pagello, in altre regioni può assumere il nome di besugo, mupo, rovello. Questa specie è particolarmente apprezzata a livello locale e non solo, si pesca nel Tirreno meridionale ed è caratterizzato da una carne saporita e pregiata. In realtà poi il nome dialettale è passato sovente in ricette a livello nazionale ma ha generato a volte dei fraintesi pensando che si tratti di una specie a sé stante. A Napoli è conosciuta anche come la “Regina del Golfo”. Ma attenzione, di pagello ce ne sono vari tipi e, quando ci si riferisce alla pezzogna, si fa riferimento a quello che in altre regioni di Italia si definisce “occhialone”, il cui nome scientifico è pagellus centrodontus; o pagellus bogaraveo. È un pesce con dimensioni fino anche a 50 cm di lunghezza; ha un colore ambrato, le pinne rosa, caratterizzato da enormi occhi, d Continue Reading

Abbinamento vino e puntarelle

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Il termine puntarelle è un termine dialettale, utilizzato nelle aree laziali vicino Roma per designare un tipo di insalata molto apprezzata in zona ma anche nel resto d’Italia dove viene chiamata con altri nomi come, ad esempio, cicoria catalogna o cicoria cimata oppure mazzocchio. Per precisione si tratta dei germogli della cicoria, appunto le punte tenere; a guardarle appaiono simili agli asparagi, tanto che qualcuno la chiama cicoria asparago. Come si consumano le puntarelle Normalmente le puntarelle vengono tagliate a listarelle e lasciate in acqua e ghiaccio per far perdere parte del loro sapore amarognolo che può risultare forse un po’ troppo aggressivo. L’acqua ghiacciata le conferirà anche il tipico aspetto arricciato. Fin dai tempi antichi si usava mangiare questa insalatina croccante tra una portata e l’altra per stimolare la bile e rendere i pasti, anche quelli più lunghi e untuosi, maggiormente digeribili. Le puntarelle hanno poche calorie, favoriscon Continue Reading

Abbinamento vino e musetto

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Il musetto è una preparazione gastronomica molto simile al cotechino, appartiene alla categoria degli insaccati, è tipico del Friuli. Il suo nome deriva dal tipo di carne usata per l’impasto poi insaccato, infatti, la carne che troviamo nel musetto deriva dal muso del maiale, le sue guance e altre parti tranne le orecchie; questa carne viene poi tritata con cannella, pepe, noce moscata e a volte coriandolo, chiodi di garofano o altre spezie, a seconda della ricetta e della tradizione. È un piatto tipico friulano dove il nome è musét e viene servito con la brovada (bruade ovvero piccole fettine di rape a colletto viola macerate nelle vinacce e cucinate a lungo in pentola). In Veneto invece si chiama museto e si porta in tavola con un puré di patate e la salsa di cren (rafano), ottimo anche l’abbinamento con tarassaco bollito e poi passato al tegame con un filo d’olio e aglio in camicia. Normalmente non si fa stagionare più di tanto e si consuma in tempi brevi dalla Continue Reading

Abbinamento vino e nduja

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La nduja o anche duja, è un insaccato tipico calabrese, una preparazione gastronomica morbida e piccante per antonomasia. È fatto da carne e spezie che gli conferiscono anche un tipico colore rossastro. Per capirci su quanto sia piccante basta pensare che normalmente si utilizza 1 kg di peperoncino ogni due di carne. È un salume tipico dell'altopiano del Poro, in località Spilinga, in provincia di Vibo Valentia, ma in generale di tutto il versante tirrenico calabrese. La nduja è preparata con la carne grassa del maiale, spezie e poi insaccata nel budello cieco che può contenere al suo interno dai 2 ai 6 chilogrammi di impasto., salata per un 3% e infine affumicata per poi poter essere stagionata per alcuni mesi, da sei mesi fino a due anni. Nasce come preparazione contadina, per usare gli scarti del maiale come milza, stomaco, intestino, polmoni, esofago, cuore, trachea, poi passato a prodotto tipico oggi molto noto e apprezzato in tutto il mondo. Per la preparazio Continue Reading

Abbinamento vino e parrozzo, i consigli

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La nostra amata penisola è davvero ricca di ricette tradizionali per ogni periodo ed occasione, davvero abbiamo di che essere fieri dei nostri prodotti tipici e della nostra tradizione culinaria. Poi ci sono cose che scopriamo per caso, come ad esempio il “parrozzo”. Scommetto che non molti di voi, come me, conoscono il parrozzo, eppure si tratta di un dolce tipico abruzzese, soprattutto della zona orientale, molto rinomato e tipico del periodo natalizio. Origine del parrozzo E’ nato nel lontano 1920 ed ha un’origine piuttosto insolita. Fu creato per la prima volta dal pasticcere Luigi D’Amico che aveva un laboratorio a Pescara e decise di fare un dolce dalla forma originale, che assomigliasse ad una pagnotta rustica (pan rozzo) che normalmente viene fatta in quei luoghi con della farina di grano duro. Per dare all’impasto un colore dorato, aggiunse delle uova per dare anche l’impressione di avere usato del granturco, usò poi delle mandorle tritate armelli Continue Reading

Abbinamento vino e robiola, i consigli

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Tra i formaggi italiani a pasta molle un posto d’onore è riservato alla robiola che prende il nome dal luogo di origine che è Robbio, un paese in provincia di Pavia. Secondo altri invece il nome deriverebbe da rubrum, cioè il colore rossastro che prende spesso la costa appena accennata nel corso della stagionatura. Pare che sia un formaggio di antichissima tradizione, sembra che la sua origine sia fatta risalire addirittura ai celti stanziati in Liguria e fosse conosciuta ai Romani. Ci sono diversi tipi di robiola, alcune prodotte in Piemonte, nella zona orientale delle Langhe, tra Asti e Alessandria, altre in Valsassina, nel bresciano, e altre zone ancora. La robiola di Roccaverano, un comune in provincia di Asti, è diventata DOP, prodotta con almeno il 50% di latte caprino. E’ un formaggio a breve stagionatura che contiene latte caprino che può essere  poi aggiunto a latte vaccino o ovino, oppure misto. E’ un latticino piuttosto grasso, con pasta cruda e b Continue Reading

L’abbinamento ideale tra vino e formaggio pecorino

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Il pecorino è un formaggio ottenuto dal latte di pecora, con l'aggiunta di sale e caglio, qualche volta anche con lieviti lattici. Anche se ci sono altri paesi al mondo che lo producono, il pecorino è stato definito prodotto DOP, Denominazione di Origine Protetta, e in Italia ce ne sono ben otto, più tutte quelle PAT, Produzione Agroalimentare Tipica. Tra i pecorini più famosi citeremo il pecorino romano, quello sardo, il pecorino toscano, il siciliano, il crotonese, ma ce ne sono anche di più specifici, tipo il Canestrato di Castel del Monte, il Casu Marzu, il Bellicino, e così via. Tutti hanno in comune la lavorazione, a partire dalla raccolta del latte di pecora, che ha il doppio di grasso e caseina rispetto a quello vaccino, che lo rende decisamente più nutriente e più saporito; una volta raccolto in vasche, il latte viene sottoposto a termizzazione, per un periodo che può andare da 15 minuti a mezzora; poi avviene il caglio, alcuni utilizzano quello d'agnello, al Continue Reading

Abbinamento vino e gamberoni arrosto, i consigli

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Abbinamento vino e gamberoni arrosto, i consigli

I gamberoni sono crostacei decapodi, genericamente chiamati gamberi, con desinenza diversa, gamberoni o gamberetti, a seconda delle loro dimensioni. Dunque i gamberoni del Mediterraneo, possono essere soltanto due varietà, l'Aristeomorpha foliacea, tipica dei fondali fangosi, di colore rosso intenso, e l'Aristeus antennatus, che si trova fino a 1400 metri di profondità, di colore rosso più pallido; possono arrivare fino a 22-25 centimetri di lunghezza, hanno un lungo addome al termine del quale si trova la coda, che permette loro di indietreggiare velocemente. Per 100 grammi di gamberone abbiamo 100 calorie, proteine, carboidrati e pochissimi grassi; inoltre apportano all'alimentazione diversi sali minerali, tra i quali potassio, fosforo, sodio, magnesio e ferro, ed una piccola percentuale di vitamine. Il loro pregio più grande è comunque il sapore, tenero e delicato, ma anche deciso e saporito, soprattutto se cotto con il suo guscio, che protegge le carni e man Continue Reading

Abbinamento vino e culurgiones, i consigli

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I culurgiones sono un piatto tipico della regione della Sardegna. Corrispondono a dei ravioli giganti, ripieni, tradizionali di una zona in particolare, ovvero una delle sei barbagie, o regioni montuose dell’isola, l’Ogliasta. Sono detti anche angiulottus, cioè agnolotti. Diversità di preparazione dei culurgiones Come spesso accade vi sono versioni diverse in varie zone della regione, con aromi e procedure leggermente diversi. La versione dell’Ogliastra, conosciuta come capostipite, prevede i culurgiones a base di patate, possibilmente rosse, pecorino fresco o appena stagionato, cipolle, aglio e menta, viene usata pasta fresca di grano duro. In altre zone, al posto del pecorino sardo, viene usato il fiscidu, un formaggio locale acido fatto fermentare in salamoia. Una delle caratteristiche peculiari dei culurgiones è quella di essere chiusi e decorati a formare una specie di spighetta di grano. Vengono poi cotti in acqua bollente e conditi con olio evo, sugo di pomod Continue Reading

Seppie con piselli abbinamento vino, i consigli

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Le seppie con piselli sono un piatto tradizionale laziale poi diffuso in tutta la penisola. Si tratta di un secondo piatto di pesce molto saporito ed apprezzato, la cui versione più nota prevede l’uso della passata di pomodoro ma esiste anche una versione in bianco, molto apprezzata. E’ una ricetta rapida che però prevede una lunga cottura per le seppie, affinché possano essere morbide al punto giusto. Le seppie sono molluschi poco calorici ma ricchi di vitamine e proteine, dunque un alimento adatto alle diete e salutare. L’ideale è servire questo piatto con crostini di pane. Se le fate al sugo, potete riutilizzare la rimanenza eventuale per condire una pasta. Come pulire le seppie E’ possibile acquistare seppie congelate e già pulite per accelerare un po’ il lavoro, altrimenti dovrete avere cura di rispettare delle regole fondamentali per pulirle voi: lavatele con acqua fredda, sfilate la testa facendo attenzione a non rompere le sacche di nero  to Continue Reading

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