La storia dei cocktail a base di gin

Il gin è ritenuto il miglior distillato per i cocktail, ed è proprio grazie ai cocktail ed alle mode che il gin ebbe l’evoluzione decisiva.

Origine del termine COCKTAIL

L’origine del termine cocktail è controverso e sembra derivi dal francese Coquetel, cioè in una bevanda mista consumata dagli ufficiali durante la Rivoluzione Americana e proprio in America venne perfezionata l’arte dei cocktail.

I primi cocktail a base di Gin

Nel 1862 Jerry Thomas pubblicò How to mix drinks: or the Bon-Vivant’s Companion, nel quale sono contenute sia ricette di drink a base di gin come il Gin Punch (sciroppo di lampone, zucchero, limone, arancia, ananas e acqua shakerati con del ghiaccio) o il Gin Julep, che ricette di diversi tipi di gin. Il gin casalingo veniva aromatizzato con dell’alcool incolore, olio di ginepro e sciroppo di zucchero. Nel gin inglese si usava il ginepro e la trementina disciolti nell’alcol.

Invenzione del Martini e del Negroni

Con l’invenzione del Martini venne creata la moda dei gin non dolcificati. Con la diffusione di questo cocktail ci fu un’esplosione di nuove ricette, di cui molte sono sopravvissute quasi intatte fino ai nostri giorni: la ricetta del Tom Collins fu stampata nel 1876, mentre quella del Martini nel 1896. Nel 1919 venne creato il Negroni.

Il Proibizionismo

Il 17 gennaio 1920 negli Stati Uniti vendere, comprare e spacciare l’alcol era illegale, mentre era possibile stoccarlo e berlo: iniziava così il periodo del Proibizionismo.

Il gin, a differenza del rum e del whisky, poteva essere aromatizzato. Durante il Proibizionismo venne coniato il termine cocktail hour, cioè un periodo che va dal pomeriggio allora di cena, durante il quale era consentito bere un paio di cocktail.

Alla fine del Proibizionismo il New York Times diffuse la moda della cocktail hour. Nel 1933 i cocktail ritornarono in prima pagina ed il gin ritornò ad essere distribuito liberamente e ottenne il primato assoluto rispetto agli altri superalcolici.

La crisi durante la Seconda Guerra Mondiale

Il gin durante la Seconda Guerra Mondiale subì un crollo perché i motori a razzo usavano come propellente un alcol a 180 gradi, così le distillerie mondiali trasformavano i loro cereali in carburante.

… si fa strada la vodka

I gin domestici si ricavano da canna da zucchero, melassa e patate ed il sapore che le vendite calavano. Si fece strada proprio in questo periodo un altro distillato, la vodka, che fino ad allora era stata messo ai margini del mondo dei cocktail. Fautore della diffusione della vodka fu il New York Times che in un articolo del 1954 parlava della moda della vodka, che lo consigliava per la consumazione di snack, aggiungendo nella bottiglia una scorza di limone o arancia.

James Bond e i cocktail

Anche la Gran Bretagna, nel 1954, importò per la prima volta la vodka. Nel romanzo di Ian Flemming Casino Royale del 1953 James Bond ordina un Vesper, formato con tre parti di gin ed una di vodka.

Amo la buona cucina e le tradizioni enogastronomiche italiane, per me vino e dessert non sono solo un contorno ma la parte più interessante del buon vivere.

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