Il Magazzino e la maturazione del Whisky

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Al fine di ottenere un whisky unico è particolarmente importante la scelta delle botti ma anche dove coricarle.

I magazzini possono trovarsi in collina, in riva ai fiumi o agli oceani, in radure circondate da boschi, in campi aperti o nelle strade di città e possono essere fatti di legno, di mattoni, di pietra.; possono essere alti o bassi e tutto questo può influenzare la maturazione del whisky che si trova all’interno dei barili. Ad esempio Ranger Creek fa maturare i suoi barili in container di metallo che sono esposti al torrido sole del Texas. Il metodo è tipicamente utilizzato dai produttori americani.

I magazzini, quindi, forniscono una possibilità di diversificazione: nella parte alta della warehouse a sette piani “ironclads” (warehouse con struttura in legno ricoperta di metallo corrugato) e prendendo le botti che sono state esposte al calore, sì avrà un whisky con una forte connotazione di legno. I barili al piano superiore sono i più caldi; il whisky penetra maggiormente nel legno e diventa più secco, più speziato e si concentra maggiormente. I barili al centro sono in qualche modo isolati; il bourbon cambia più lentamente e riceve meno speziatura nel legno. I livelli più bassi e più freschi sono quelli dedicati alle lunghe maturazioni.

I master distiller più esperti conoscono molto bene i magazzini e sanno quali sono i barili e quali sono le aree del magazzino che non produrranno mai whisky di qualità. Se si devono scegliere botti per creare una linea di prodotti solidi per un marchio, occorre individuare una parte di barili maturi in varie warehouse e nei diversi livelli al loro interno, per poi assemblarli e miscelarli. Per questo motivo, il prodotto di un mese di distillazione messo in botte per la maturazione non viene mai stoccato tutto in un singolo magazzino o in un singolo piano di esso, ma viene distribuito in modo che il distillato maturi in condizioni differenti.

Selezione e Imbottigliamento

La selezione e l’imbottigliamento costituiscono il passaggio finale del processo di produzione del whisky. Nella fase di selezione si seleziona la partita di botti da usare e il cui contenuto dovrà essere, poi, miscelato ed imbottigliato.

Il whisky viene seguito, provato, campionato e tenuto sotto monitoraggio dal momento in cui i cereali entrano dal cancello della distilleria. I campioni sono conservati e registrati ad ogni passo: macinazione, mashing, fermentazione, distillazione e nella parte finale del processo.

Appena un gruppo di botti giunge alla maturazione, la campionatura può essere più frequente e può determinare se il whisky è maturato correttamente e se ha raggiunto una determinata età. Quanto più il whisky è vecchio (o si differenzia dai soliti imbottigliamenti che la distilleria mette sul mercato) tanto maggiori saranno l’attenzione e la cura dedicate a quel barile.

Quando si parla di maturazione, la legislazione impone un orizzonte temporale da quattro a nove anni per il bourbon, da tre a sei per il whisky canadese e più probabilmente da otto a dodici per il whisky scozzese, irlandese e giapponese.

Una volta che il gruppo di botti è stato scelto, è giunto il momento dello svuotamento: le botti vengono allineate, i tappi vengono forati ed estratti e il whisky sgorga fuori dentro una vasca. Il contenuto delle botti è miscelato. Spesso viene messo in una vasca o in un grosso tino di legno per un certo periodo di tempo, che varia da una distilleria all’altra. Questa fase si chiama marrying ed assicura un’uniforme miscelazione di tutti i gusti e gli aromi dei diversi barili. Il whisky subisce una filtratura a freddo o chill filtering e quando il whisky è vicino a 0 °C, alcune proteine, precipitano e lo fanno diventare leggermente torbido e poco attraente alla vista, quindi viene raffreddato e filtrato. Con tale processo può rimuovere anche dei composti aromatici. Alcuni esperti ritengono che questo modifichi il gusto del whisky e lo impoverisca e per questo motivo tanti produttori rinunciano alla filtrazione a freddo (un-chillfiltered).

Alcuni whisky possono contenere caramello colorante (se legale nel paese di origine). Il caramello è prodotto con gli stessi zuccheri del malto del whisky e lo scopo è quello di avere il whisky di uno stesso imbottigliamento con colore uniforme.

A questo punto inizia l’imbottigliamento ed il whisky arriva allo scaffale del negozio.

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