Ciclo vitale e ciclo annuale della vite: La vita comincia a 40 anni?

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Il ciclo vitale della vite coinvolge e condiziona la quantità e la qualità dell’uva prodotta nelle diverse epoche. Una volta impiantata nel terreno, nei primi 2-3 anni la vite cresce ma non è produttiva. In questi anni la pianta si prepara per la fase di massima produttività, produttività che varia in funzione del vitigno coltivato, del sistema di allevamento adattato e dell’andamento climatico delle diverse annate.

Per quel che riguarda la produttività esistono vitigni che possiedono una produttività molto abbondante come il trebbiano, il montepulciano ed il merlot, altri sono un po’ meno prolifici e regolari come il nebbiolo, il cabernet sauvignon ed il picolit.

In generale, il periodo di massima produttività è compreso tra i 20 e i 25 anni di vita della pianta, che costituisce la fase di piena maturità della vite e qualità delle uve prodotte.

La Vite comincia a 40 anni?

Inizia, poi, la fase della vecchia, che per le alcune viti più longeve inizia verso i 30-40 anni. Purtroppo l’attuale sfruttamento del vigneto ha notevolmente abbreviato il ciclo vitale della vite, anche a causa di nuove malattie che si sono manifestate negli ultimi anni. Ci sono dei casi particolari come quelli costituiti dai vini francesi riportanti in etichetta la dicitura vieilles vignes: il significato di questa dicitura sta ad indicare che il vino è stato ottenuto da viti di oltre 40 anni, cioè viti che danno pochi frutti ma di grande qualità.

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Ciclo annuale: sottociclo vegetativo e produttivo

Oltre al ciclo vitale, la vite percorre anche il ciclo annuale, che comprende il sottociclo vegetativo e quello produttivo.

Il sottociclo vegetativo inizia, in genere, a marzo, quando il terreno si riscalda, la linfa inizia a risalire lungo il tronco e dai punti nei quali si è effettuata la potatura e fuoriescono goccioline di linfa stessa (pianto della vite). In aprile inizia il germogliamento: le gemme si aprono, formano le foglioline ed i germogli si allungano (se alcune gemme non germogliano può dipendere dal freddo invernale). Durante questi mesi la vite cresce regolarmente e resiste facilmente agli attacchi dei parassiti, mentre se si verificano bruschi cali di temperatura, si possono verificare danni ai germogli più giovani, i quali possono anche morire. Il germoglio continua a crescere fino ad agosto, quando inizia la fase di agostamento o maturazione del tralcio, durante la quale le sostanze elaborate vengono immagazzinate come riserve della pianta. Fino alla fine di novembre il tralcio diventa sempre più legnoso e marrone. Inizia la fase di riposo che consiste nella defogliazione (avviene in genere nei mesi di novembre-dicembre).

Durante questo arco di tempo la vite segue anche un sottociclo produttivo: tra aprile e maggio si formano i primi grappolini, mentre inizia la differenziazione del polline e degli ovuli per la fecondazione. Inizia, poi, la fioritura (dalla metà di maggio a giugno) che carica i raspi di infiorescenze, con l’apertura dei fiori e la fecondazione, che può venire ostacolata dal freddo e dal vento. Se la fecondazione è imperfetta, gli acini saranno sprovvisti di vinaccioli, che non si sviluppano e provocano l’acinellatura del grappolo, cioè gli acini rimangono verdi e immaturi. Nei fiori in cui è avvenuta la fecondazione si sviluppano gli acini (allegazione) e questi iniziano ad aumentare in peso e volume, in seguito alla divisione e distensione delle cellule (avviene con gli impulsi ormonali inviati dai vinaccioli). In questa fase gli acini sono verdi e molto duri. Gli acini matureranno con l’invaiatura che avviene tra la metà di luglio e la metà di agosto: l’acino si ingrossa solo per distensione delle cellule dell’ovario, accumulando acqua e concentrando lo zucchero e le sostanze estrattive della polpa (la buccia si colora di giallo o di blu). Tra la metà di agosto e la fine di ottobre i grappoli giungono a maturazione: a seconda di quando avviene la maturazione i vitigni vengono considerati precoci (pinot nero, pinot bianco, pinot grigio, chardonnay), oppure tardivi (barbera, cabernet sauvignon, nero d’Avola, nebbiolo, cannonau e negro amaro).

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