Piccola guida ai vini siciliani: i 5 vini imperdibili

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Se non vi sono bastati il sole, il mare cristallino, le spiaggie ventilate e sabbiose, l’ospitalità della gente e i siti archeologici, probabilmente della Sicilia non avete ancora provato il vino.

Che vi serva un vino rosso, bianco, fermo o spumante o siate in questa meravigliosa isola per gli ultimi giorni di vacanza alla ricerca di un souvenir, questa piccola guida vi orienterà nella scelta dei migliori prodotti locali acquistabili ovunque voi siate anche attraverso il nostro sito xtraWine.

Nero d’Avola: il Rosso siciliano

Partiamo dal più noto ed apprezzato vino dell’isola: il Nero d’Avola.

Questo vino prende il nome dall’omonimo vitigno che proviene dalla località di Avola in provincia di Ragusa di cui si hanno fonti sin dal 1500. Il vitigno è molto diffuso nell’isola e viene utilizzato per produrre vini 100% Nero d’Avola ma anche vini da taglio, questo si deve al corpo che queste uve sanno infondere.

I prodotti 100% Nero d’Avola sono riconosciuti con denominazione IGT Sicilia e recentemente (a causa dell’allevamento di Nero d’Avola anche fuori dai confini nazionali e dai diffusi abusi del termine “Sicilian” online) l’Unione Europea ha sancito che non possono essere commercializzati nè esportati prodotti “Nero d’Avola” prodotti fuori dall’isola siciliana.

In purezza si caratterizzano di un colore rosso rubino intenso e brillante, naso di mora, prugna e note speziate, al palato si presenta esplosivo, con tannini vibranti, morbidezza e corpo potenti e ottima persistenza.

La nostra proposta: Feudo Maccari Saia 2015

Vogliamo porre l’attenzione anche allla DOC Faro che si presenta come un blend interessante di più vitigni tra cui il Nero d’Avola. Si tratta di un vino rosso rubino dai riflessi granata, il naso è ampio e caratterizzato da note di gelsomino e frutti rossi maturi, in bocca è vellutato e avvolge con tannini dolci e fini un finale lungo e persistente.

La nostra proposta: Palari Faro Palari 2011

Marsala Oro: il dolce liquoroso

Il Marsala è uno dei vini liquorosi più famosi al mondo, è un prodotto che dal 1984 ha conquistato la DOC che ne limita la produzione alla provincia di Trapani, Alcamo e le isole di Pantelleria e Favignana. Da queste terre poco fertili, sabbiose e ricche di ferro, i vitigni possono accumulare zuccheri come in pochi altri terroir, i vitigni principali per il Marsala oro che si avvantaggiano di queste condizioni sono il Grillo e il Cataratto.

Il Marsala si avvicina ai Sauternes francesi per colore e longevità, questo poichè è un vino che non soffre l’ossidazione e perchè la fortificazione lo stabilizza ulteriormente da decadimenti dovuti a fattori esterni.

Il colore è generalmente oro ambrato, le sensazioni olfattive richiamano la frutta secca e il miele, l’assaggio è dolce ma mai stucchevole, morbido e di corpo.

Si presta alla perfezione per accompagnare piatti grassi, formaggi o dessert cremosi.

La nostra proposta: De Bartoli Vigna la Miccia Marsala Superiore Oro

Inzolia: il Bianco siciliano

Forse non conosciuto come il Nero d’Avola, l’Inzolia fa parte della tradizione vitivinicola sicula tanto da essere considerato il più antico vitigno autoctono dell’Isola. In realtà è più probabile che il vitigno abbia origini Greche e che i Greci abbiano portato quest’allevamento nella più fertile Sicilia fra l’VIII e il VII secolo a.C. alla ricerca di nuove terre da coltivare.

I suoi prodotti hanno fatto strada tanto da essere usati come vini da taglio in Toscana, in purezza vengono etichettati come Sicilia DOC o Terre Siciliane IGT e sono perfetti per accompagnare aperitivi o portate di pesce, il partner perfetto per la cucina Siciliana.

Questi vini si presentano di un giallo paglierino, al naso si susseguono note fruttate di mela e pesca e una buona mineralità di fondo, il sorso è secco e particolarmente fresco, di corpo medio e buona persistenza

La nostra proposta: Orestiadi Molino a Vento Inzolia 2017

Nerello Mascalese: il vino del Vulcano

Questo vino nasce tra lava e ginestre dall’omonimo vitigno autoctono dell’Isola; come gli altri vini isolani ha goduto di grande notorietà nel periodo della filossera, periodo difficile per tutte le colture europee ma non per la Sicilia la quale, grazie ai suoi terreni sabbiosi e lavici, è stata risparmiata dalla piaga.

Il Nerello Mascalese oggi si coltiva tra i 400 e i 1000 metri sopra il livello del mare e spesso gli impianti sono ad alberello, un sistema di coltivazione già usato anticamente dai Greci che, tenendo bassa l’altezza dei filari, permette ai grappoli di crescere riparati dal vento e conservare umidità.

I prodotti che ne derivano sono vini rossi rubino tendenti al granato, al naso speziati e ricchi di frutti rossi, il sorso si caratterizza di tannini eleganti, una vivace acidità e una spiccata mineralità tipica dei terroir vulcanici.

L’accostamento più naturale è quello con la selvaggina o le carni, meglio se rosse, ma si presta anche per primi ricchi come tagliatelle ai funghi o ragù di carne. Da provare con formaggi stagionati.

La nostra proposta: Nicosia Etna Rosso Monte Gorna Riserva 2012

Zibibbo: il Moscato d’Alessandria

Zibibbo, Moscato d’Alessandria, Passito di Pantelleria: tre nomi che rendono onore a questo vino particolarmente apprezzato sin dall’antichità e che ha trovato dimora in Sicilia.

Quest’uva è molto simile al Moscato bianco ed è stato introdotto nell’isola di Pantelleria dai Fenici intorno al VIII secolo a.C., il vino che se ne produceva era già molto diffuso nel bacino del mediterraneo col nome di Moscato di Alessandria (Alessandria d’Egitto, una delle più importanti città mediterranee dell’epoca) e che le popolazioni locali ribattezzarono in Zibibbo, dall’arabo zibib, “uve passite”.

Parliamo ovviamente di un prodotto dalla dolcezza deliziosa, le cui uve si prestano alla sovra-maturazione e all’essiccazione, la cui produzione richiede cure talmente uniche da essere stata inserita nel Patrimonio dell’Unesco nel novembre 2014, traguardo più unico che raro per una pratica agricola.

Prendiamo in esame in particolare la DOC Passito di Pantelleria per gustare quanto di meglio lo Zibibbo racchiude nei suoi acini: un vino giallo ambrato lucente dalle intense note olfattive di albicocca e pesca, fichi secchi e miele, con note minerali e di erbe aromatiche che fanno da entree ad un gusto dalla complessità impressionante di frutta, candita e secca, di miele e caramello, un vino imperdibile come fine pasto o accompagnato a dessert ricchi, cremosi o di frutta secca.

La nostra proposta: Donnafugata Ben Rye Passito

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