L’importanza del terreno per un buon vino

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La vite, esigente per quel che riguarda le condizioni climatiche, predilige terreni poveri, che si differenziano in base alla loro composizione e tessitura. Per quanto riguarda la composizione, le componenti più diffuse sono il calcare, le marne, gli scisti e le argille. Il calcare è costituito da carbonato di calcio e la marna è costituita da una miscela di calcare ed argilla in pari quantità. Cercheremo di seguito di semplificare le peculiarità dei vini prodotti dalle varie tipologie di terreno.

  • I terreni calcareo-marnosi conferiscono ai vini colori compatti e profondi, profumi intensi e variegati, buona struttura generale, ricchezza di alcol, bassa acidità e longevità.
  • I terreni calcareo-arenaceo contengono sabbia in una discreta percentuale e cullano vini molto equilibrati nelle componenti alcoliche e fenoliche, con profumi fini ma non predisposti a lunghissimi invecchiamenti.
  • I terreni marneo-ferruginosi e le terre rosse danno vini di ottima qualità.
  • I terreni tendenzialmente argillosi, i più idonei alla coltivazione di uve a bacca rossa, si ottengono vini con pigmentazioni molto intense, sensazioni olfattive complesse, ricchezza di alcol e longevità.
  • I terreni calcareo-argillosi permettono produzioni di grandi qualità e sono i più comuni nelle regioni italiane. In Australia le terre rosse del Coonawarra danno ai vini cabernet sauvignon e syrah le tipiche sfumature di mentolo e colori intensi e compatti.
  • I terreni sabbiosi non garantiscono, in generale, la produzione di uve in grado di dare vini ricchi di colore e struttura.
  • I terreni con decisa componente acida donano ai vini colori poco intensi ma vivaci, discrete sensazioni olfattive e buona freschezza, con struttura piuttosto debole.

La Tessitura

Oltre che per composizione, i terreni si distinguono per diversa tessitura o granulometria, la composizione percentuale di sabbia, limo ed argilla, legata a particelle di diametro differente.

Lo scheletro del terreno è composto dalle particelle più grossolane e rappresenta un po’ il canovaccio che ne definisce la struttura; la sabbia svolge un’azione meccanica, perché attorno alle sue particelle si dispongo quelle più piccole e rendono il terreno più poroso.

L’argilla ha la capacità di assorbire l’acqua e cederla gradualmente alle radici delle piante, permettendo, inoltre, un buon deflusso e trattenendo gli elementi concimanti, preservandoli dal dilavamento. L’argilla, infine, conferisce compattezza e plasticità al terreno, ma se presente in quantità troppo abbondante rende impermeabile l’acqua all’aria, producendo danni per le radici e per i microrganismi che si trovano nel terreno stesso.

Il limo possiede caratteristiche intermedie tra la sabbia e l’argilla.

I migliori terreni per la coltivazione della vite presentano percentuali variabili delle diverse componenti: ad esempio 30-40% di sabbia, 20-40% di limo, 20-40% di argilla.

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