Abbinamento vini muffati

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Ciascun vino è qualcosa di unico, è il risultato sempre diverso di un insieme di componenti. Qui l’uva appare come l’elemento che ne caratterizza l’unicità, donandogli un valore diverso. Una rarità, nota a pochi intenditori, è costituita dai vini muffati. In specifiche zone vitivinicole, infatti, a motivo di un clima particolare, si diviene spettatori di un tipo di muffa che colpisce gli acini d’uva: la botrytis cinerea. Si tratta di una muffa che porta il frutto a marcire divenendo protagonista della nascita di alcuni tra i più noti vini dolci del mondo, così da essere considerata come muffa nobile.

Le caratteristiche dei muffati

Pensando ai vini muffati non possiamo che immaginare le loro caratteristiche organolettiche del tutto deturpate. La buona notizia è che questo non è sempre vero. Di norma presentati in mezze bottiglie, essi appartengono a pieno titolo alla categoria dei più pregiati, caratterizzati da una lunga attenzione posta nella materia prima verso la quale bisogna essere predisposti ad investire.

Cosa sono i vini muffati

La Botrytis cinerea, conosciuta anche come “muffa nobile”, molto spesso comporta un deprezzamento piuttosto elevato del prodotto, soprattutto quando attacca in vendemmia. Solo in alcuni luoghi, date le particolari condizioni climatiche, riesce a generare un prodotto unico e per questo viene definito marciume nobile, cosa che permette una rarità per il produttore e, soprattutto, per il degustatore. Ciò che viene a mutare è la composizione dell’acino a cui il fungo detrae l’acqua in esso contenuta in virtù di una più importante concentrazione di zuccheri e aromi.

In queste circostanze il vignaiolo deve avere particolare cura nella vendemmia rispetto alla selezione dei grappoli colpiti dalla Botrytis e rispetto ai singoli acini da utilizzare per le etichette di valore.

Il sapore dei vini muffati

Dal tono dorato al lento ambrato, i vini muffati presentano differenti modalità di invecchiamento e affinamento, dunque, i sapori sono variabili. Tuttavia ciò che non cambia e che continua ad attrarre gli intenditori è quanto questo vino riesca a sprigionare mediante gli odori di frutta disidratata, di miele, di caramello, di spezie con lo zafferano, spesso protagoniste.

L’abbinamento al cibo

Un esempio italiano di vini muffati è dato dal Grechetto. Il vino ha un colore giallo paglierino intenso. Al naso si sente un profumo aromatico molto gradevole, ampio e fruttato, con una perfetta corrispondenza naso-palato. In bocca si sente un sapore caldofresco e persistente, finale lungo e lievemente tannico.

Queste bevande dal gusto così dolce e raffinato consentono di essere utilizzate come ottima fine del pasto con pietanze che non emergano per dolcezza.

Un buon connubio è caratterizzato da un dolce di pasticceria secca o in abbinamento ai grandi formaggi erborinati. 

 

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