Whisky giapponese, caratteristiche e cosa sapere

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L’idea che il whisky scozzese originale fosse insuperabile, si è radicata per un lungo periodo della storia, risultando, al di fuori della Scozia, come di scala fortemente inferiore. Tale sentimento ha portato alla considerazione che la produzione di whisky giapponese fosse per la più parte destinata al mercato domestico, e solo in minima parte esportato.

Il mercato del whisky giapponese ha iniziato ad estendersi nel 2001 grazie al Nikka Yoichi single malt invecchiato 10 anni che, vincendo il premio “Best of the Best” ai Whisky Magazine’s awards ha attirato l’attenzione degli appassionati internazionali sul prodotto del Sol levante. Da allora i whisky giapponesi hanno preso parte ad alcune competizioni organizzate da Whisky Magazine, superando non di rado i prodotti originari scozzesi.

Le caratteristiche

Ciascun prodotto cela in sé le peculiarità della terra da cui nasce, cresce e si evolve. Dunque apprezzarlo, nel nostro caso, significa valorizzarne le specialità della terra e della cultura giapponese. Ciò che stabilisce la qualità del whisky made in Japan è la nitidezza dei corsi d’acqua e il clima fortemente distinto nelle quattro stagioni, che permette al whisky esposto all’invecchiamento di arricchirsi ulteriormente.
Di norma i blended giapponesi, tipo Nikka o Akashi, vengono utilizzati per gli highball o i mizuwari, ovvero maggiormente abbinabili ad un pasto, miscelandoli con acqua o soda e ghiaccio. Questo non li rende dei whisky senza carattere o una copia dei whisky scozzesi ai quali, in ogni caso, si ispirano.

Particolarità

Una delle caratteristiche proprie del whisky giapponese risiede nell’utilizzo, in certi casi, del mizunara, un prestigioso legno locale, una quercia di origine mongolica, da utilizzare nella costruzione di botti, capace di donare un profilo aromatico estremamente originale con note che ricordano l’incenso o il legno di sandalo.

Ma più di ogni altra cosa emerge come ingrediente forgiante l’amore per i dettagli, che nella cultura giapponese è estremamente presente, esprimendosi nella cura con cui il whisky viene servito nei ristoranti e nei bar e nell’estrema attenzione nella produzione artigianale.

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