Vini veneti, storia, e vigneti più importanti

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É cosa nota che il vino abbia forte rinomanza in Italia, garantendo una fitta produzione e una costante consumazione. Tra le regioni di spicco in fatto di tradizione possiamo rintracciare, nella parte orientale del Nord-Italia, il Veneto. Si tratta di un territorio la cui coltivazione permette la creazione di vini bianchi e rossi, capaci di godere delle varietà climatiche di cui questa parte del Bel paese vive. Vi sono, poi, zone in cui i vitigni appaiono trarre forti benefici dalla terra vulcanica, come Soave, Gambellara e la Lessini Durello. Ma come nasce il vino in Veneto?

La storia

Conoscere la storia del vino e della vite in Veneto significa avviarsi alla scoperta della sua intera evoluzione, culturale e paesaggistica, capace di rivelare qualcosa di più profondo riguardo agli stili di vita, all’economia e soprattutto alle tradizioni gastronomiche.
Sebbene si ritenga essere la presenza dei Greci il principio della storia del vino in Italia, pare che in Veneto questa presenza si possa rintracciare in un tempo antecedente. Quello che sappiamo è che la presenza della vite in questo territorio fosse caratterizzata dall’utilizzo dell’uva intesa come alimento, per poi giungere al VII secolo a.C. e scorgere le prime testimonianze della produzione di vini in Veneto grazie alle popolazioni Etrusco – Retiche.

Bisognerà attendere il Medioevo per poter assistere ad una vera fioritura della vitivinicoltura Veneta, stimolata dalla potenza commerciale di Venezia, in grado di esportare i vini Veneti in altri paesi e introdurre i vini stranieri in Italia. Da questo momento in poi si stabilizzeranno nuove viti come la Malvasia che da Venezia si diffonderà nel Friuli Venezia Giulia e in Dalmazia. Un ulteriore contributo alla diffusione del vino sarà dato dai vetrai di Murano, che inevitabilmente consentiranno al vino di essere associato alle creazioni in vetro.

Oggi

Oggi il Veneto vanta un’importante produzione di vini, circa 8 milioni di ettolitri l’anno, dei quali quasi 3,2 milioni a Denominazione. Un tale successo non può che derivare dalla perseveranza di un tipo di lavoro in grado di interpretare l’autenticità di un territorio animato dall’unicità che ciascuna base di produzione vinicola riesce ad esprimere.

I più amati

Tra i vini veneti più apprezzati in Italia e all’estero annoveriamo: Bardolino, il Soave, il Lugana, il Valpolicella Doc, il celebre Amarone della Valpolicella, le Doc Lessini Durello, Gambellara e Colli Berici, i vini pregiati di Breganze, il vino passito dolce Torcolato assieme al Vespaiolo, prodotto col vitigno autoctono Vespaiola, il Marzemino Doc, il Colli Euganei Doc, con la DOCG Fior d’Arancio, il Conegliano Valdobbiadene, il Prosecco Superiore DOCG, il Piave e il Lison-Pramaggiore Doc.

I vini veneti

Per quanto riguarda gli spumanti veneti più apprezzati ricordiamo: il Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore, il Lessini Durello Doc, il Prosecco Col fondo. 
 E i vini bianchi? Ricordiamo: Garganega, Trebbiamo di Lugana, Vespaiola, Soave Classico Doc e Gambellara Classico Doc.

Se per i rosati rintracciamo il Bardolino Chiaretto Classico, per i rossi menzioniamo l’Amarone della Valpolicella, Merlot, Cabernet Sauvignon e Cabernet Franc, prodotti anche nelle Doc Breganze, Colli Berici e Colli Euganei. 
 
Per i vini passiti e per gli spumanti dolci si classificano: il Colli Euganei Fior d’Arancio, il Gambellara Classico Recioto spumante e il Recioto di Soave spumante, sono gli spumanti DOCG, il Recioto di Soave, il Recioto di Valpolicella e il Recioto di Gambellara, sono tre grandi vini passiti che, insieme al Breganze Torcolato e al Gambellara Doc Vin Santo. 

 

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