Sting e la sua conversione al Brunello

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Il celebre cantante inglese Sting, parteciperà questa settimana al Festival di Sanremo insieme alla superstar raggae, Shaggy. Finito il Festival sarà presente all’evento del 17 Febbraio a Montalcino per il vino, a Benvenuto Brunello. Figlio di un lattaio e di una parrucchiera, educato dai gesuiti, Sting racconta la sua crescente passione per il vino, pronta ad intersecare le speciali vie della musica, concretizzata dalla presenza di un caravan, ai piedi del palco del suo ultimo tour, per le degustazioni e la vendita delle sue bottiglie.

L’incontro col vino

Da bevitore di birra inglese a degustatore di vino italiano. Sting afferma di aver bevuto il suo primo bicchiere di vino all’età di vent’anni e di essersene convertito per mezzo del Brunello di Montalcino. Da qui nasce il suo desiderio, di acquistare nel 1997 la sua attuale tenuta in Toscana, vicino Firenze, Il Palagio. Questo passaggio ha significato mettersi in gioco attivamente nella creazione del vino, maturando una conoscenza di volta in volta superiore. Sting racconta l’undicesima vendemmia al Palagio, l’ultima di una serie di differenti esperienze per clima e caratteristiche ma sempre ottima nella qualità dei vini.

Il cantante spiega che il mercato apprezza e favorisce i vini del Palagio, il cui acquisto motiva e stimola verso la ricerca di continui miglioramenti pronti ad esaltarne la territorialità. La vendita delle bottiglie si aggira intorno alle sessantamila, risultato ottenuto dopo una lunga serie di investimenti e obiettivi da raggiungere.

Dunque, scegliere la Toscana per Sting significa essere nel centro nevralgico del vino, culla dei più preziosi elisir, dal Chianti Classico al Nobile di Montepulciano fino a Bolgheri. Il Brunello, poi, lo identifica come un vino unico, anche per il suo collegamento con il territorio e questa gli appare la ragione per la quale riscuote grande successo in tutto il mondo.

Così, in armonia e connessione con la musica, all’evento di Montalcino, Sting accorda un messaggio che riflette l’amore e la luce che la Toscana incarna, ricordando alla gente quanto la musica e la Toscana siano legate.

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