Abbinamento vino e cinghiale in umido

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Nel tepore di casa, alle prese coi fornelli mentre fuori il tempo è più uggioso che mai, non ci resta che incanalare le nostre attenzioni verso la preparazione di un buon piatto, in grado di rinvigorire l’umore. La ricetta che conosciamo oggi è tipica della cucina toscana, nonché della tradizione contadina, da seguire con attenzione e cura: il cinghiale in umido. L’accostamento perfetto e solito a questo piatto è costituito dalla polenta, tuttavia è comune anche utilizzare il sugo del cinghiale in umido per il condimento delle paste. Scopriamo gli ingredienti!

Ingredienti

  • 800 gr. di polpa di cinghiale
  • 400 gr. di pomodori pelati
  • 200 gr. olive nere snocciolate
  • 1 cipolla
  • 1 carota
  • 1 sedano
  • 3 spicchi di aglio
  • olio d’oliva q. b.
  • alloro
  • qualche rametto di rosmarino
  • noce moscata
  • vino rosso
  • sale e pepe
  • brodo di dado

Preparazione

Iniziamo a preparare il nostro piatto dedicandoci al cinghiale. Tagliamone la polpa a pezzetti, laviamola sotto acqua fresca corrente e sgoccioliamola su un tagliere. In seguito a questo primo passaggio prendiamo una padella e inseriamo al suo interno la polpa tagliata con un pizzico di sale. A fuoco medio, lasciamo che si crei dell’acqua e teniamo la padella coperta per circa 5 o 10 minuti, mescolando ogni tanto la carne. Scoliamo quindi l’acqua fatta. Nel frattempo procuriamoci una pirofila dove mettiamo ben 8 cucchiai di olio d’oliva insieme a tutti gli odori ben tritati, unendo l’alloro, il rosmarino, l’aglio e infine aggiungiamo i pezzi di cinghiale.

Lasciamo che tutto insaporisca a fuoco vivace, poi, quando la carne è ben colorata, diamo un tocco fruttato con 2 bicchieri di vino rosso. Ora saliamo, pepiamo e facciamo ritirare il vino cuocendo lentamente. Ritirato il liquido, uniamo il pomodoro allungandolo con acqua bollente oppure, meglio, con il brodo fatto con il dado e cuociamo il tutto a fuoco lento per circa 2-3 ore a coperchio chiuso, aggiungendo durante la cottura del buon brodo caldo quando occorre (il cinghiale a fine cottura deve essere così tenero da spezzarsi con la forchetta). Aggiustiamo di sale e pepe.
Mezz’ora prima di servire, uniamo le olive e profumiamo con una grattatina di noce moscata.

Il vino per il cinghiale in umido

Non c’è dubbio. Per il nostro cinghiale in umido scegliamo un rosso fermo, corposo e di gran qualità. Piatti così elaborati, infatti, richiedono specifici vini in grado di esaltarne le peculiarità, così da raggiungere una vera e propria pienezza di sapori.

Il Brunello di Montalcino, deciso, limpido, profumato e persistente e il Nobile di Montepulciano, dal lieve accento acido e speziato, rappresentano due ottime scelte per l’abbinamento al cinghiale in umido. Entrambi di terra fiorentina, ci permettono di portare in tavola le meraviglie di un’unica regione.

 

 

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