Chardonnay, storia e caratteristiche

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Lo Chardonnay è un vitigno internazionale a bacca bianca, la sua diffusione è su scala mondiale e rappresenta uno dei maggiori esponenti della viticoltura globalizzata. Infatti questo vitigno viene coltivato in varie parti del mondo, si calcolano ben 160 milioni di ettari coltivati: dalla Francia alla California, dall’Inghilterra alla Nuova Zelanda, dall’Italia all’Africa e dall’est Europa fino al Sud America.

Si tratta di un’uva che sa adattarsi molto bene sia alle condizioni climatiche che al processo di vinificazione. Generalmente lo Chardonnay è un vitigno neutro con una buona componente acida, ma per poterlo rendere un vino nobile e raffinato, questo dipende dal terroir dove viene impiantato e dal tipo di invecchiamento in botte.

Assieme al Pinot bianco e al Riesling è uno dei vini bianchi più longevi, infatti può arrivare fino a 15 anni di longevità, ma naturalmente non tutti i tipi di Chardonnay possiedono tale caratteristica. Il vino più famoso, pregiato e longevo del mondo è lo Chablis AOC, a seguire Chassagne-MontrachetPuligny-Montrachet e Meursault, Questi sono i vini che sono considerati i migliori al mondo, ma anche i più costosi.

Un po’ di storia

Lo Chardonnay è un vitigno originario della Borgogna (Francia), dove ancora oggi rimane il vitigno a bacca bianca più diffuso e coltivato. Nei tempi passati questo vino veniva spesso correlato alla famiglia dei pinot, ma soltanto negli anni ’70 che diversi studi hanno dimostrato che si tratta di un vitigno a sé stante.

Quali sono le caratteristiche dello Chardonnay?

Vista la sua enorme diffusione nel mondo, è difficile definire una vera e propria identità di questa tipologia di vino perchè gli influssi sia ambientali che climatici oltre ai diversi processi di vinificazione non lo rendono un vino unico.

Un vino prodotto con lo Chardonnay può essere caratterizzato da colori differenti. Infatti se la fermentazione è condotta in legno, in questo caso i colori del vino che si ottengono sono più scuri, e variano dal giallo paglierino fino ad assumere via via un colore giallo dorato.

Discorso a parte se il vino viene prodotto in acciaio. In questo caso il colore è più chiaro con sfumature di giallo verdolino. Ma non solo il colore tende a cambiare, ma anche gli aromi, in base al tipo di clima, al processo di vinificazione e alla zona di provenienza.

I vini giovani prodotti con lo Chardonnay non affinati in legno, posseggono note di mela, pera e talvolta anche note di agrumi si possono avvertire, mentre gli Chardonnay, se prodotti in zone fredde, si possono avvertire aromi di pera, mela, limone, pesca e aromi minerali. Quando l’uva invece, è raccolta in zone calde o ha raggiunto la piena maturazione, allora gli aromi di mela, ananas, pesca e frutta tropicale tendono ad accentuarsi maggiormente.

In bocca, lo Chardonnay presenta una componente acida piuttosto moderata, ma si avverte ancora di più se l’uva viene raccolta precocemente.

Il gusto dunque, cambia in base al processo di vinificazione, infatti come è stato anticipato precedentemente, i vini prodotti con fermentazione e  maturazione in contenitori d’acciaio hanno un’acidità piuttosto evidente, mentre quelli prodotti in contenitori in legno, la struttura è certamente più corposa mentre il carattere è più morbido. 

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