Il successo dei Prosecchi: l’Italia supera la Francia

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Il comparto del vino italiano ringrazia l’export e una ritrovata vivacità sulle tavole italiane. Il brindisi va fatto ai vini frizzanti, già perchè secondo una recente ricerca sembra che le bollicine piacciono proprio a tutti, ai consumatori di ogni fascia di età, e a quanto pare il suo successo è senza precedenti.

Infatti è stato appurato che lo scenario enoico mondiale sia destinato a crescere ancora. I motivi possono essere diversi: rispetto ai vini fermi, quelli frizzanti rendono la scelta molto più semplice poichè sono poche le tipologie. Ma a fare decisamente la differenza è che le bollicine sono il vino più in linea con lo spirito di questi tempi….I tradizionali vini di occasione come i Prosecchi o lo Champagne ad esempio, sono diventati ormai protagonisti del quotidiano. Questo è quanto emerso da una ricerca condotta da Wine Intelligence presentata direttamente a Winexpo. 

E il vero protagonista di questo fenomeno sembra che sia proprio il Prosecco. I numeri parlano chiaro: dal 2012 fino al 2016 è cresciuto a dismisura, più specificatamente l’1,3% in volume, e 5,3 in valore, in Italia la crescita invece è stata di gran lunga più sostenuta, vale a dire 6 % in volume e 11,4% in valore.

Il Prosecco dunque, si è ricavato un grande spazio sul mercato, non solo a livello nazionale ma anche internazionale: oltre il 32% in gran Bretagna, ma crescite importanti anche negli Stati uniti d’America e crescite superiori al 30% anche in Cina, Svezia e soprattutto la Francia.

Ricerca Wine Intelligence: ecco cosa è emerso

Quindi secondo Wine Intelligence non ci sono motivi per cui questo successo dovrebbe arrestarsi, anzi pare che la crescita sia di anno in anno sempre maggiore. Se fino a qualche anno fa le bollicine erano prese in considerazione soltanto per i grandi eventi ora non è più così. Le esigenze dei consumatori stanno cambiano e anche il loro punto di vista sui vini sta cambiando.

Grazie al successo crescente del Prosecco , l‘Italia ha ormai superato la Francia nella produzione di vini spumanti. Il successo commerciale è dovuto anche ai metodi utilizzati per la realizzazione degli stessi. Oltre al metodo charmat, ovvero con spumantizzazione in autoclave, anche sul versante del metodo classico l’italia vanta produzioni oramai storiche e sempre più apprezzate anche nei paesi esteri.

Oltre a vini a denominazione, dunque, sono sempre più apprezzati i vini spumanti dolci e secchi a conferma della ricchezza della produzione di vini in Italia.

I 2 metodi che hanno portato il vino spumante ad ottenere un buon successo

Nel metodo classico la rifermentazione avviene in bottiglia attraverso l’introduzione di zuccheri e lieviti selezionati. Il periodo minimo di rifermentazione in bottiglia a contatto con i leviti è di 18 mesi, ma per i Saten e i Rosè i tempi si allungano fino a 24 mesi.

Per quanto concerne invece il metodo Charmat, la rifermentazione viene controllata in gradi recipienti. Adatto a produrre spumanti dalle note fruttate, utilizza recipienti a tenuta stagna tipo autoclave. In questo caso, la fermentazione in autoclave è molto più rapida rispetto a quella in bottiglia, almeno di 30 giorni.

Il vino una volta aperto va consumato entro pochi giorni in modo tale da mantenere le sue caratteristiche organolettiche intatte.

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