Moda: ecco la pelle prodotta con uva da vino

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Il mondo della moda e la realtà del vino si incontrano e danno vita a un’innovativa realtà: una pelle unica, straordinaria, stupefacente rigorosamente di origine vegetale, frutto della lavorazione degli scarti dell’uva da vino. È Grape Leather, un’invenzione italiane destinata a lasciare il segno.

H&M Foundation premia un’idea made in Italy

È un’idea italiana a imporsi al Global Change Award, il contest lanciato dalla H&M Foundation giunto alla seconda edizione, nato per favorire il passaggio a un approccio circolare e senza sprechi nell’industria della moda. Si tratta di Grape Leather, una pelle vegetale al 100 per cento prodotta dagli scarti della vinificazione. Al team di Grape Leather è andato il primo premio da 300 mila euro ed è frutto delle votazioni svolte tra il 27 marzo e il 2 aprile online tra i clienti e gli appassionati di H&M.

“Lavorare sulla produzione”: la priorità del team italiano

grande soddisfazione ed emozione è stata espressa dal team italiano che ha ideato questa pelle green, capace di riciclare gli scarti dell’uva da vino. “Ci rallegra profondamente che una Fondazione così prestigiosa abbia riconosciuto il valore della nostra innovazione e abbia fortemente creduto in essa. – da detto Rossella Longobardo, rappresentante del team dell’innovazione ‘Grape Leather’ – Il nostro primo obiettivo sarà di concentrarci nel passaggio da un progetto pilota a una produzione su scala industriale del nostro tessuto e di iniziare una rivoluzione verde, cruelty-free all’interno del settore della pelletteria, risolvendo così le problematiche attuali e il sovra-sfruttamento”.

Tutti i premiati

Non solo pelle vegetale. Le idee premiate sono state diverse, oltre ai 300 mila euro per Grape Leather, H&M Foundation ha stazionato 250 mila euro per Solar Textiles (Stati Uniti/Svizzera), 150 mila euro per Content Thread (Stati Uniti/Regno Unito), 150 mila euro per Denim-dyed Denim (Australia) e 150 mila euro per Manure Couture (Olanda). “Mi congratulo con tutti i vincitori. Queste innovazioni hanno il potere di aiutare a reinventare l’industria della moda, consentendo a prodotti e materie prime di avere più di una vita. – ha detto Karl-Johan Persson, membro del Consiglio della H&M Foundation – Vincere il Global Change Award dà una spinta attraverso un finanziamento, un incubatore, l’accesso all’industria e un network che probabilmente non sono sempre facili da trovare”.

I progetti vincitori, infatti, beneficeranno di un anno d’incubazione e di consulenza fornito dalla H&M Foundation, in collaborazione con Accenture e Kth Real Institute of Technology di Stoccolma. “L’attenzione dei consumatori verso prodotti più sostenibili richiede di rivedere e riprogettare l’intera catena del valore della moda. – ha spiegato Jill Standish, Senior Managing Director of Retail di Accenture – Il Global Change Award è la prima iniziativa di questo genere nella moda legata a idee in fase embrionale e siamo impressionati dal livello di creatività e innovazione dirompente dimostrata dai cinque vincitori del premio”.

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