Cosa sono gli archetti del vino

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Gli archetti del vino o lacrime, sono delle tracce che la bevanda lascia intorno al calice dopo averlo fatto roteare. Attraverso la semplice osservazione degli archetti è possibile farsi un’idea anche sul grado alcolico. Infatti, è stato appurato che, maggiori sono gli archetti del vino presente, maggiore sarà la concentrazione di alcool e il contenuto zuccherino nella bevanda.

A questo fenomeno che si manifesta, sono stati attribuiti diversi nomi. In italiano, si chiamano “archetti”, in francese “lacrime”, in tedesco “finestre di chiesa”. Comunque sia, al di là dei vari nomi assegnati, c’è dietro una spiegazione che si basa sulla chimica  e sulla fisica.

Spiegazione scientifica di questo effetto

Dal punto di vista chimico, il vino è composto da diverse sostanze, per poter capire meglio come si formano gli archetti, prendiamo in considerazione solamente tre ingredienti, i più importanti, ovvero: l’acqua, l’etanolo e il glicerolo.

L’85% in volume di qualsiasi vino è composto da acqua. Il secondo ingrediente utilizzato è l’alcool etilico, normalmente contribuisce per una percentuale tra il 10% e il 15% in volume. Infine è presente nel vino il glicerolo, ma in bassissime concentrazioni.

Dunque, dopo aver fatto roteare il vino nel bicchiere, si può osservare in controluce il seguente fenomeno: sul vetro è rimasto un sottile strato di vino che scende rapidamente formando al limite superiore della zona bagnata una specie di “cordone” di liquido più spesso. L’etanolo tende ad evaporare più velocemente ( soprattutto nelle regioni dove lo strato di liquido è molto sottile). Perchè avviene questo? La risposta è molto semplice: la superficie in cui gli archetti tendono ad essere accolti è molto più ampia rispetto al volume occupato dal vino.

Quando ci si avvicina al bordo superiore del bicchiere, dunque, il gradiente di concentrazione dell’etanolo è via, via minore. Quindi l’archetto è il risultato dell’aumento della tensione superficiale dovuta a sua volta a un calo di concentrazione dell’alcool, che permette ad una minima quantità di liquido di salire verso il bordo. 

Quando il vino viene girato più volte nel bicchiere si formano delle piccolissime gocce, che per gravità poi ricadono. E’ proprio in questo modo, che tra una goccia e l’altra si formano le lacrime del vino.

Ovviamente un aspetto da tenere in considerazione è il seguente: questo fenomeno appena descritto può essere influenzato da molteplici fattori. Di sicuro questa spiegazione scientifica, distrugge una volta per tutte, l’idea, ancora abbastanza diffusa, che tale manifestazione dipenda in un certo senso, dalla quantità di glicerolo presente. Si tratta di un falso mito assolutamente da sfatare. E’ bene sottolineare che, il glicerolo tende ad aumentare la viscosità della bevanda, ma non può assolutamente causare l’effetto sopra descritto.

Occhio alla pulizia del bicchiere

Per poter osservare questo fenomeno, è necessario che il bicchiere sia pulito e non presenti tracce di sporco o di grasso. Roteando un bicchiere sporco di grasso, è chiaro che la formazione degli archetti tendono ad aumentare, al contrario, le tracce di sapone presenti nel bicchiere, non produrranno nessuna lacrima.

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