“Buon vino fa buon sangue”: da cosa deriva

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Da anni i nostri nonni continuano a ripeterci che il buon vino fa buon sangue. Solo un modo di dire popolare oppure verità? A quanto pare la saggezza popolare era arrivata a supposizioni esatte molto tempo prima che la ricerca scientifica fugasse ogni dubbio. Sembra infatti che i nostri nonni avessero ragione. Si dice infatti che “buon vino fa buon sangue“, ma su cosa si basa questa credenza?

Scienziati inglesi hanno infatti provato che una determinata sostanza presente nei semi di uva abbia effettivamente ricadute positive sul nostro cuore. I procianidolici, queste le componenti presente nei semi del frutto, sembrano avere un effetto vasodilatatore influenzando quindi in maniera benefica sulla circolazione del sangue.I procianidolici hanno un effetto molto potente sulla salute del nostro sangue, addirittura basterebbe un solo bicchiere di vino al giorno per riuscire a proteggere il nostro cuore.

I benefici del vino

I benefici del vino sull’organismo umano non si fermerebbero però all’aiuto che può dare alla circolazione sanguigna. Un buon bicchiere di vino, infatti, contrasta la formazione di calcoli biliari e può stimolare e attivare la digestione. . La giusta assunzione di vino riesce a combattere la formazione del colesterolo cattivo stimolando invece la produzione di quello buono. Fra le qualità benefiche del vino pare ci sia anche la capacità di essere un leggero antidepressivo e inoltre, grazie alla presenza di quantità di potassio il vino riesce ad avere anche una buona funzione per tonificare i muscoli.

Gli scienziati affermano che sopratutto il vino di buona qualità può avere effetti benefici. Dai vigneti in collina e dalle piante che hanno subito uno stress nasce un prodotto più ricco anche di polifenoli. Causare stress alle piante vuol dire asportare anticipatamente oltre il 50% dei grappoli (vendemmia verde) in questo modo la qualità del vino ricavato dai grappoli che restano è più alta con un maggiore tasso di polifenoli e antocianine.

La scelta migliore dei vini

La scelta migliore per ricevere tutti i benefici che può portare un buon bicchiere di vino può quindi ricadere sui grandi rossi italiani come l’Amarone, il Barolo, il Chianti, il Brunello, e il Sagrantino che è il vino che contine il tasso più alto di polifenoli.

I lati negativi: evitare gli eccessi!

Va’ ovviamente precisato che, come per ogni elemento che viene assunto dall’organismo, bere un’eccessiva quantità di vino può creare effetti negativi indesiderati. Un uomo adulto può bere fino a tre o quattro bicchieri di vino da dividersi in due pasti giornalieri mentre per la donna, a causa della diversa capacità di metabolismo, la quantità massima è di due o tre bicchieri al giorno. Un abuso può portare infatti problemi di natura fisica e in particolare al fegato che è costretto ad un duro lavoro dovendo trasformare circa l’80% dell’alcool ingerito.

Da cosa deriva il detto “buon vino fa buon sangue”

Queste doti del vino erano conosciute anche dagli antichi, non è un caso quindi che il proverbio “buon vino fa buon sangue” abbia origini antichissime e che sia una forma più moderna del latino “Vinum bonum laetificat cor hominis“, “il vino allieta il cuore degli uomini”. Oggi è entrata a far parte del nostro patrimonio culturale ed è presente anche in moltissime forme dialettali, come quella piemontese (“bon vin fa bon sang“) o quella siciliana (“bonu vinu fa bonu sangu“).

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