Aumento acquisto vini DOC nella grande distribuzione organizzata

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Dopo il via libera arrivato per l’ Asti secco, il panorama vitivinicolo è in fermento e il vino guadagna molto spazio nella GDO, la grande distribuzione organizzata. A illustrare come vanno le cose nella grande distribuzione organizzata sono le anticipazioni di una ricerca fatta dall’IRI (Information Resourches, Inc.), istituto di ricerca di mercato.

La ricerca dell’IRI

Tale ricerca sarà presentata a Vinitaly nel prossimo mese di aprile e riguarda un grande aumento delle vendite delle bottiglie di vino a denominazione d’origine e degli spumanti. Il vino biologico continua il suo percorso di uscita dal mercato di nicchia. Hanno subìto una lieve flessione i vini venduti nei brik di cartone e nei formati che non siano la classica bottiglia di vetro. Nel 2016 sono stati venduti 505 milioni di litri per un valore complessivo di un miliardo e mezzo di euro. Nei supermercati i vini con le etichette Doc sono cresciuti di 4,4% in valore, gli spumanti di più del 7% con 54 milioni di litri venduti.

Il caso dell’Asti secco

In questa fetta di mercato si inserirà il nuovo Asti secco, che in questi giorni è stato promosso definitivamente dal ministero delle Politiche agricole. Il dicastero sta trasformando il settore vinicolo in un’arena politica ed economica. A contrapporsi sono il Veneto con il Prosecco e il Piemonte al di là del clamore mediatico che ha suscitato il caso dell’Asti secco. Questo è il caso, ad esempio, di un gruppo di dieci aziende suddivise nelle varie province del Piemonte che si sono affidate a un solo export manager. Quest’ultimo ha dato il via al Matteo Colla Wine’s selection. Come risultato si è ottenuto che in poco più di due anni sono stati raggiunti i mercati più ricchi del mondo: Usa, Giappone, Cina, Hong Kong, Germania, Russia, Australia e alcuni Paesi Scandinavi e dell’Est. Sono piccole realtà ma che tutte insieme raggiungono oltre 2,5 milioni di euro di fatturato e mezzo milione di bottiglie di vini rossi e bianchi. Sulla falsa riga si queste unioni che la vitivinicoltura del nostro Paese continua a suscitare un grande e importante successo in giro per il mondo.

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