Vigne, è l’ora della potatura intelligente

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Le vigne del futuro (prossimo) potrebbero essere di qualità e longevità superiore grazie alla potatura intelligente: lo sostiene Riccardo Cotarella, presidente di Assoenologi nonché dell’Unione Mondiale degli Enologi, che sottolinea come in questo modo sarebbe possibile assecondare le crescenti esigenze del mercato.

La potatura intelligente

L’idea di fondo è di applicare le metodologie della ricerca scientifica direttamente sul vigneto, e non più solo in cantina; un approccio già sperimentato e ottimizzato “su misura” per i singoli vigneti, predisposti su misura in base alla densità di impianti che, negli ultimi 20 o 30 anni, è quanto meno raddoppiata. E così, secondo Cotarella “la potatura deve dare maggior equilibrio alla pianta affinché quest’ultima sia meno soggetta alle malattie sia del legno che ai classici patogeni evitando così che il vigneto subisca stress. In questo modo si riesce a produrre uve più sane e di maggior qualità. Questo determina un aumento della durata della vita di un vigneto, della sua produttività e della sua qualità. Insomma, quasi una quadratura del cerchio, a lungo auspicata dai viticoltori”.

Protagonisti del vino con la potatura intelligente

Il presidente dell’Unione Mondiale degli Enologi si è ulteriormente soffermato sul tema della potatura intelligente, sottolineando come sia fondamentale “riuscire ad allungare la vita dei nostri vigneti”, per due motivi in particolare: ovvero, “aumentare sempre più la qualità dei nostri vini già leader mondiali e dare una sempre miglior sostenibilità economica alle aziende. Un approccio scientifico anche in una pratica antica come la potatura”. Una strada che, secondo Wine Research Team-WRT, consente di ottenere grandi risultati e assumere un ruolo da protagonista in un mondo del vino in continua evoluzione, e dove quindi è necessario innovare gli interventi in vigna, “aggiornando” i metodi di potatura attuali che si rifanno ancora ai modelli del passato.

Cos’è la potatura intelligente

Nel corso di questo evento di meeting tecnico sono state fatte dimostrazioni pratiche sul campo, attuando le tecniche su vigneti a cordone speronato e guoyt e spiegando ai partecipanti quanto sia fondamentale adattare la propria visione al tipo di allevamento. Questi metodi di potatura innovativi, è stato inoltre affermato, si preoccupano sia della pianta sia del prodotto finale, come racconta Luca Toninato: “La potatura che le cantine di WRT utilizzeranno è finalizzata sia al benessere della pianta che all’obiettivo enologico, ed è modulata a ogni singolo vigneto tenendo ben presente la tipologia di vino che verrà prodotta da quelle determinate uve”.

A cosa serve la potatura intelligente

Il vertice è anche servito a chiare come la potatura sia responsabile, ovviamente non da sola, della longevità del vigneto e allo stesso tempo della qualità della produzione; per questo, diventa fondamentale riuscire a prevenire le malattie del legno, un lungo elenco che comprende mal dell’esca, eutipiosi, black dead arm, patogeni fungini che producono spore nel periodo inverno-primavera, infezioni successive e progressive nella pianta.

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