Dov’è stato inventato il vino?

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Tante leggende, una verità storica ancora non definita del tutto: possiamo sintetizzare così la storia dell’invenzione del vino, una questione che resta ancora sospesa e si rivela senza dubbio affascinante per gli appassionati sia delle materie archeologiche sia per i wine lover. Tradizionalmente, una delle più diffuse credenze diceva che il vino è stato inventato in Egitto, ma recenti indagini hanno svelato origini differenti, in con un piccolo primato anche per l’Italia, come anticipato in questo articolo.

L’etimologia della parola vino

Prima di raccontare le origini dell’invenzione del vino, è forse il caso di approfondire l’etimologia del termine che utilizziamo ancora oggi, e che si ritrova in larga parte delle lingue contemporanee; la parola vino deriva direttamente dal latino, che a sua volta fa riferimento a un tema mediterraneo comune anche al termine del greco classico oînos,  dell’ebraico e dell’armeno. Dall’Antica Roma, poi, la parola latina si è estesa alle popolazioni che parlavano umbro, osco, falisco, etrusco e leponzio, nonché, in epoca più recente, alle lingue celtiche e alle lingue germaniche. Inoltre, gli studiosi ritengono che anche i termini slavi per vino derivino da prestiti latini, scartando quindi l’ipotesi che la parola vīnum avesse un’origine indoeuropea.

Invenzione del vino, tra storia e religione

Le origini dell’invenzione del vino sono talmente antiche da affondare nella leggenda, che spesso si abbina anche al mito e alla religione. Ad esempio, alcune tradizioni fanno risalire l’origine della vite ad Adamo ed Eva, spiegando come il “frutto proibito” del giardino dell’Eden fosse proprio l’uva e non la mela del peccato; proprio la Bibbia, comunque, nella Genesi racconta la scoperta del processo di lavorazione del vino da parte di Noè che, dopo il Diluvio Universale, avrebbe piantato una vigna con cui scoperto il vino (bevuto fino ad ubriacarsi, come da successiva scoperta degli irriverenti figli); anche nel Cristianesimo, poi, il vino assume un ruolo chiave nel sacramento dell’Eucarestia, divenendo simbolo del sangue di Gesù Cristo, come espressamente affermato nel corso dell’Ultima Cena.

Chi ha inventato il vino?

Meno dubbi avevano gli antichi Greci, che avevano individuato nel dio Dioniso l’inventore del vino (identificato a Roma con Bacco); il mito racconta, infatti, che questo ennesimo figlio di Zeus (e di madre incerta…) fosse ghiotto dei grappoli d’uva che crescevano in abbondanza sulle viti che ricoprivano la grotta delle Ninfe, dove il giovane cercava ristoro dalla calura estiva; per diletto, iniziò a premere gli acini in una tazza e, invitato dal profumo sprigionato, bevve questo succo rosseggiante e spumoso, ricevendo immediatamente una scossa rinvigorente e ringiovanente. Lo stesso Dioniso, poi, decise di girare per il mondo a diffondere la sua invenzione, per far godere tutti gli uomini di questo nettare divino.

Le storie sull’invenzione del vino

Parlando invece di rinvenimenti archeologici e fatti documentati, nella zona di Montevarchi in Toscana sono stati ritrovati reperti fossili di tralci di vite risalenti a 2 milioni di anni fa, e altri riscontri hanno dimostrato che la pianta cresceva spontanea già 300.000 anni fa. Secondo studi recenti, comunque, i primi bevitori di vino della storia risalgono al neolitico, e la scoperta del vino sarebbe stata casuale, in seguito alla fermentazione naturale e accidentale di uva dimenticata in un recipiente. Le più antiche tracce di coltivazione della vite sono invece state rinvenute sulle rive del Mar Caspio e nella Turchia orientale. È comunque accertato che la produzione di vino su larga scala è iniziata tra il 4100 e il 4000 a.C., come rivelato dai ritrovamenti della prima casa vinicola trovata in un complesso di caverne in Armenia, dove tuttora l’uva selvatica cresce spontanea.

Dov’è stato inventato il vino?

E allora, come si risponde alla domanda del nostro titolo? Probabilmente, l’invenzione del vino è stata fortuita, come detto; di sicuro, la più antica giara di vino mai rinvenuta ha circa settemila anni (risale al 5100 a.C.) ed è stata scoperta nel villaggio neolitico di Hajji Firuz Tepe, nella parte settentrionale dell’Iran, ma gli specialisti sono più propensi a pensare che il vino sia stato prodotto per la prima volta tra 9 e 10000 anni fa nella zona del Caucaso. Agli antichi Egizi, allora, non si deve tanto l’invenzione del vino, quanto il definitivo sviluppo delle coltivazioni e di conseguenza la produzione della nostra amata bevanda.

Le caratteristiche del vino

L’antica origine del vino trova spiegazione in tre caratteristiche fondamentali di questa bevanda: la varietà del sapore (che cambia in base al tipo di vite, alla zona e al clima), la possibilità di invecchiare secondo le modalità di conservazione e la non meno importante possibilità di trasportare i contenitori senza alterare la qualità del contenuto. Per questo, già diecimila anni fa il vino iniziò a diffondersi nel bacino del Mediterraneo, per poi estendesi in tutte le zone del mondo a clima temperato; nel Nuovo Mondo, invece, la vite fu portata dai colonizzatori, dapprima in Messico, e poi, nel Seicento, negli Stati orientali degli Usa e da qui in California.

Il vino per gli antichi

C’è un’ulteriore specificazione da fare: nell’antichità il vino era considerato non tanto un prodotto “particolare”, da differenziare secondo i vitigni, quanto un punto di partenza per ogni tipo di bevanda, composto anche da acqua, miele, pece, resine e ogni altro tipo di aroma; in particolare, a causa delle tecniche di vinificazione e conservazione (che prevedevano soprattutto la bollitura), il vino degli antichi Romani era una sostanza sciropposa, molto dolce e molto alcolica, da cui la necessità di “allungarlo” con acqua e aggiungere miele e spezie per ottenere un sapore più gradevole; diverse invece le culture dei popoli celtici, che producevano vini leggeri e dissetanti e li conservavano in botti di legno invece che nelle giare. La procedura di profumare i vini, soprattutto coi fiori o con spezie, ha poi contraddistinto l’arte enologica sino alla fine del Medioevo.

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