Conservare il vino? Meglio in bottiglia di vetro e Magnum

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In vetro e in bottiglia formato Magnum: sono queste le due caratteristiche imprescindibili che dovrebbe avere il packaging del vino, secondo alcune recenti ricerche scientifiche condotte sui metodi per conservare il vino, appunto, e dell’olio.

Il vetro per conservare il vino

Cominciamo allora dall’analisi sul miglior materiale per conservare il vino, oggetto dello studio di due diversi team, uno del Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari e Agro-ambientali dell’Università di Pisa e l’altro del Dipartimento di Scienze e Innovazione tecnologica dell’Università del Piemonte Orientale – Alessandria. In entrambi i casi, la risposta è stata univoca, incoronando il vetro come migliore packaging del vino e dell’olio, elemento insostituibile per mantenere il gusto e preservare le sostanze importanti per la salute di queste due eccellenze italiane.

Lo studio sul vetro

Le ricerche hanno esaminato tre tipi di contenitori, ovvero bag in box, tetra brik e bottiglie di vetro, quattro tipi di chiusura (sughero, materiale polimerico, a corona, a vite) e quattro differenti tipologie di vino dalla diversa sensibilità all’ossidazione, sottoposte a varie temperature di conservazione. I risultati hanno dimostrato che le bottiglie in vetro scuro presentano una serie di vantaggi, a cominciare da un’alta concentrazione di antiossidanti naturali, poco nichel (metallo tossico) e un contenuto maggiore di sostanze volatili che accentuano gusto e profumo. Per quanto riguarda gli altri materiali, la concentrazione del nichel risulta alta nei liquidi conservati nella latta e nel bag-in-box, mentre quella dello zinco risulta maggiore nel vetro verde Uvag.

Come conservare il vino

In definitiva, il packaging migliore per il vino è la bottiglia di vetro chiusa con un tappo di sughero, meglio se conservata in posizione orizzontale, in modo da assicurare la miglior conservazione nel tempo. Il Presidente della sezione contenitori in vetro di Assovetro, Marco Ravasi, commenta dunque con queste parole: “I vini e gli oli di qualità trovano da sempre nel vetro la custodia migliore. Basti pensare che nel solo primo semestre del 2016 sono state esportate 124 milioni di bottiglie di vini frizzanti, a dimostrazione anche che il sistema agro-industriale vino-olio e vetro è molto importante per il Paese e vale alcuni punti di Pil. Da non dimenticare poi la dimensione ambientale delle bottiglie in vetro, ormai riconosciute da tutti quale esempio virtuoso del paradigma dell’economia circolare”.

Il formato migliore per conservare il vino

E se il vetro è il materiale migliore per il vino, interessante è stata anche l’analisi sulle dimensioni che la bottiglia dovrebbe avere per garantire la conservazione di tutti gli aromi e delle proprietà del liquido: ebbene, secondo gli esperti dell’Università di Pisa la scelta dovrebbe ricadere su una bottiglia di vetro formato Magnum, dalla capacità doppia rispetto alla consueta Bordolese da 0,75 litri, o ancora di più sui formati particolari Jéroboam, pari a tre litri (4 bottiglie), e Mathusalem, che contiene sei litri di vino (8 litri). Lo studio infatti ha dimostrato che questi formati speciali non solo soltanto di prestigio, ma assicurano anche le migliori barriere contro il rischio ossidazione dei vini destinati a lunghi invecchiamento.

Le bottiglie di vino

I ricercatori hanno preso in esame quattro diverse tipologie di vino (un bianco, un rosé, un rosso novello e un rosso strutturato) e hanno studiato gli effetti della conservazione in bottiglia, notando come al diminuire del volume del contenitore utilizzato tenda ad aumentare il rapporto tra la superficie esposta al trasferimento di materia (O2) e il volume del vino contenuto. E dunque, il migliore rapporto tra volume e superficie esposta è quello riscontrato nella Magnum.

Le scelte per conservare il vino

In realtà, come precisa ancora Marco Ravasi, le aziende vitivinicole preferiscono “comunque i formati Bordolese e Collio per spumanti. Il comparto vitivinicolo è un ottimo cliente: su 4 milioni di tonnellate di vetro prodotte l’anno sono destinate alla produzione di bottiglie in vetro 1,6 milioni di tonnellate e di queste circa 300mila vanno alle aziende spumantistiche, comparto in netta crescita e a forte vocazione all’export. Come lo è la produzione generale dei contenitori in vetro,che nei primi dieci mesi del 2016 è cresciuta, rispetto allo stesso periodo del 2015, del 2,4%”, conclude il rappresentante di Assovetri.

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