Big, il Cavatappi Campagnolo che unisce design e utilità

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A prima vista, biciclette e vino non sono mondi così simili, soprattutto se consideriamo la parte “industriale”: eppure, Tullio Campagnolo non deve pensarla così visto che, dopo gli straordinari successi ottenuti dalla sua azienda in tutte le applicazioni del ciclismo (come la guarnitura Super Record degli anni ’70, che adornava le biciclette dei campioni del passato come Merkcx, Indurain o Gimondi), ha deciso di tentare l’avventura nel mondo dell’enologia, lanciando il Cavatappi Campagnolo.

Cavatappi Campagnolo, design e funzionalità

L’idea dell’azienda è stata quella di abbinare il massimo della praticità con uno stile raffinato e ricercato, creando un prodotto unico; per questo, il Cavatappi Campagnolo è non solo un oggetto per la casa e per stappare “banalmente” il vino (in barba al sistema Coravin), ma un vero e proprio simbolo di design italiano. E se, inizialmente, si era deciso di puntare su una campagna “low profile”, evitando ogni tipo di sponsorizzazione o pubblicità al prodotto, dopo oltre 30 anni oggi la vendita del cavatappi è aperta a tutti grazie al web.

Lo stile del Cavatappi Campagnolo

Come per le componenti sportive (vale la pena ricordare che ben 16 corridori hanno vinto il Tour de France su biciclette Campagnolo, tra cui gli italiani Marco Pantani e Vincenzo Nibali), anche il cavatappi è realizzato in modo artigianale nella fabbrica di Vicenza e dopo 30 anni e più appare ancora identico in quasi ogni modo alla sua versione originale: questo consente di attribuire al prodotto un carattere distintivo e unico, grazie all’abilità di chi, da decenni, mette la propria esperienza nel dare vita ai prodotti firmati Campagnolo, contraddistinti da elevata qualità dei materiali e finiture accurate, che accompagnano le forme sinuose delle varie parti.

Com’è fatto il Cavatappi Campagnolo

Per descrivere questo accessorio (apprezzato soprattutto al Nord Italia e nel Veneto, ma ormai in diffusione anche a livello internazionale) ci affidiamo alle parole del sito ufficiale dell’azienda, che spiega come l’estrazione impeccabile del tappo di sughero sia assicurata da “una campana telescopica autocentrante” (che permette al prodotto di adattars” a qualsiasi bottiglia e di esercitare maggiore presa nella fase di spinta) che “posiziona il vermiglione esattamente nella parte centrale del tappo: una volta avvitato il vermiglione, le due leve fanno uscire il tappo con facilità e delicatezza”. Secondo i produttori, questo consente di evitare “di dare scossoni alla bottiglia e di sollevare i sedimenti tipici dei vini invecchiati. Inoltre, il cavatappi è concepito in modo da non forare mai la parte inferiore del tappo, evitando la caduta di pezzi di sughero nel vino“. Il tutto con l’utilizzo dei migliori materiali e dei componenti mutuati dalla migliore componentistica del tempo.

Le versioni del Cavatappi Campagnolo

Se, dunque, la funzionalità è assicurata da questi dettagli, voluti direttamente dal fondatore Tullio Campagnolo, non meno d’impatto è l’aspetto visivo, che non sfigura rispetto ai più austeri cavatappi toscani della tradizione. Inoltre, acquistando online l’accessorio si riceva anche una nuova confezione che ne esalta la raffinatezza ed il prestigio; per quanto riguarda le varianti, attualmente sono commercializzate la versione Cavatappi Campagnolo Big bronzato (con effetto “invecchiato” realizzato a mano) e la più classica Cavatappi Campagnolo Big satinato (con acciaio luminoso che si adatta agli stili moderni di arredamento).

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